Tutto ciò che resta
è la rabbia

di Guy Pizzinelli 

Delusa da due uomini, tutto ciò che riesce a provare ora è solo risentimento.
La risposta di Guy a Patrizia

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Ciao,
sono Patrizia, ho 49 anni e premetto che forse so già la risposta, ma vorrei anch'io un consiglio. Sono separata da 2 anni, ma cornuta da sempre…(!)
Quando litigavo con il mio ex marito e gli sapevo addirittura dire il nome della tipa che frequentava, mi dava della malata; sono ancora arrabbiata, ma ci sono passata quasi sopra.

Poi conosco un uomo, (ancora durante il mio matrimonio), anche lui sposato; mettiamo su questa storia clandestina, per anni. Lui però viene scoperto; mi lascia, torna, lo riprendo.
Ma non riesco a dimenticare la frase detta per lasciarmi: "Io amo mia moglie e sto con lei."

Ci siamo frequentati con alti e bassi, e poi io, nel momento clou della mia separazione. l'ho lasciato: aveva sempre delle scuse; i bambini piccoli (2 anni fa avevano 16 e
13 anni), la madre anziana (ci starebbe male, etc.)…
Lui per 2 anni ha continuato a cercarmi, vuole essermi amico, e io non lo tratto male (l'ho amato tanto); ma ora non so cosa mi è successo e gli ho detto che non deve più farsi vedere; sono stanca di sentirlo parlare male della sua situazione matrimoniale e di sentirlo dire che non lascia la moglie per gli stessi motivi di 2 anni fa.
Basta: sono schifata, arrabbiata... ma gli uomini le palle dove le hanno lasciate?
Ora lui piange disperato e dice che la sua vita non ha più senso: ma cosa vuole?
Gli ho dato tante possibilità, ma ora basta. L'unica cosa che non capisco di me è  l'eccessiva rabbia che provo nei confronti di questi due uomini, che mi fa vivere male. Cosa devo fare per superarla?
Patrizia

Cara Patrizia,
per quanto capisca la tua rabbia e la tua delusione dei confronti degli uomini, direi che queste sono un po' come le offerte sconto: non sono cumulabili. O meglio, possono esserlo dentro di te, strettamente, nel senso che contribuiscono a una stanchezza progressiva e a una sfiducia crescente nel genere maschile, ma non ha molto senso far scontare a un uomo anche la delusione che quello prima di lui ti ha lasciato dentro.
Mi verrebbe anche da dirti che amare e vivere è anche imparare a perdonare gli errori o le decisioni altrui quando non sono quelle che noi vorremmo essi prendessero. Portarsi dentro la condanna e il rancore, è un esercizio di futilità.
Precisato questo, credo che lui sia stato sincero - come può esserlo un uomo, o una donna, anche, quando alle parole fa seguire i fatti - nel momento in cui ti ha detto che non lasciava la moglie per te. E i fatti che ha lasciato seguire a queste parole sono appunto che lui non l'ha mollata.
Ora, la ama davvero? Non la ama? Si, no, forse.. boh. Non è neppure questo l'importante.
È che a volte cambiare la propria situazione privata, la propria vita è facile; ma altre volte difficile, difficilissimo. E parliamoci chiaro, non è una questione di genere o di palle: voi stesse la cambiate quando siete pronte - e quando non lo siete non la cambiate, e adducete scuse più o meno sostenibili, tanto quanto facciamo noi. Solo che poi, quando tocca a noi, non vi ricordate del fatto che a tratti, nella vita, anche voi non avete avuto il coraggio, la forza.
Tu hai fatto bene a lasciarlo, se eri stufa e delusa da lui. Lascia che pianga e si disperi, ma soprattutto, lascia che lo faccia senza sentirlo o vederlo. Lasciatelo alle spalle.
Se davvero non potrà vivere senza di te, lascerà la moglie e verrà da te. Altrimenti, ci saranno altri uomini.
Guy

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