Due donne da lasciar perdere

di Guy Pizzinelli 

Lui ha sopportato anche troppo, ha dato molto e si è quasi distrutto. È giunto il momento di andare oltre

Guy Pizzinelli

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Foto Corbis Images

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Ciao Guy,
seguo ormai da tempo il tuo blog "La Posta del Cuore" e lo trovo assolutamente interessante. Mi chiamo Marco e ho 33 anni. Fin dall'adolescenza non ho mai avuto molto successo con le donne, probabilmente a causa della mia timidezza. All'età di 20 anni, quando ero studente, nel luogo dove lavoro part-time, conosco M., una ragazza di 24 anni molto carina e subito nasce un feeling tra noi, che ci porta a metterci insieme di lì a pochi mesi.
La storia si presenta subito travagliata, lei usciva da una storia di 7 anni, io invece
ero spensierato e fin da subito pazzo di lei... Aveva problemi di anoressia e bulimia: sempre insicura dei suoi sentimenti nei miei confronti, e io che andavo avanti convinto, sebbene tra conflitti e discussioni, in cui spesso non capivo dove sbagliavo... La quotidianità non era un granché, io ero molto passionale ma lei, a causa dei suoi problemi psicologici e con la sua femminilità, non riusciva ad avere sereni rapporti completi con me.
Finita l'università, M. trova lavoro in un luogo prestigioso e s'impegna fin da subito in modo impressionante (lavora anche 12 ore al giorno, a volte anche il sabato), ricevendo gradualmente sempre maggiore importanza e prestigio nella struttura. Naturalmente riesce a dedicare a me sempre meno tempo: io mi lamento, ma la capisco, perché da sempre vuole farsi una posizione. Dopo 4 anni, M. va a vivere da sola altrove, io la raggiungo nei fine settimana. ma gradualmente si stacca da me, e mi lascia. Io mi sento vuoto e sono disperato, ma pur soffrendo rispetto la sua scelta.
Per qualche mese si frequenta con uno conosciuto sul lavoro, ma poi, dopo circa 3 mesi, torniamo assieme; i problemi persistono, però, e se ne creano di nuovi (M. comincia ad avere un cattivo rapporto con l'alcol, oltre agli ansiolitici che prende da sempre); io le sto vicino, magari sbraitando, ma ci sono sempre per lei. Dopo altri 3 anni decidiamo di andare a convivere, e l'inizio della convivenza è burrascoso (M. dice che non sono mai in grado di ascoltarla, che non la capisco, che sono sempre nervoso con lei...). Mi lamentavo molto, perché tornava sempre tardi dal lavoro; io le preparavo la cena, durante la quale beveva molto, e subito dopo aveva le forze solo per prendere i suoi psicofarmaci e dormire.
Dopo qualche mese siamo ai ferri corti. Un giorno scopro che in realtà si vede con lo stesso uomo di anni prima, e mi tradisce (in realtà M. vive la cosa come una violenza mi dirà la sua psicologa, diventata ora mia amica e lo ha fatto solo per testare la sua femminilità). In settembre la sua psicologa mi coinvolge in una sorta di terapia di coppia prima e poi singola. Dopo tre mesi in cui abbiamo deciso anche di comprare casa (abbiamo già versato l'acconto) per poi sposarci, M. mi rivela di questo uomo che ha, e mi cade il mondo addosso.
Soffro da morire, ma la perdono. Comincia quindi l'avventura casa che durerà quasi due anni e che ho vissuto quasi esclusivamente da solo (M. è troppo impegnata col lavoro ed è sempre troppo stanca..). All'inizio del 2011 (mancano sette mesi al matrimonio e siamo già andati a vivere nella nuova casa) vado a lavorare in una nuova filiale e conosco R., una donna bellissima e meravigliosamente intelligente, purtroppo sposata.
Fin da subito si crea un ottimo feeling e comincio a pensare che forse a R. non riuscirei a resistere se fossi tentato. La sera comincio a parlare spesso di R. a M.(che stupido!) "tanto - penso - M. non è mai stata gelosa", e intanto spero di "scuoterla". Arriva l'estate, ci sposiamo e partiamo per il viaggio di nozze, in cui M. smette di prendere le sue medicine. Il viaggio non va molto bene (M. è spesso nervosa e mi accusa di tutto). Torniamo a casa, e M. si sente molto in colpa, e io sono molto turbato da come è andato il viaggio di nozze. A dicembre "decidiamo" di provare anche ad avere un figlio. A Natale torna a guastarsi l'atmosfera familiare; intanto, quando vado al lavoro e trovo R., tutto mi sembra più bello. M. da febbraio comincia a diventare sempre più irrequieta, si comporta in modo strano, si alza a mangiare di notte, beve ancora di più, comincia ad essere gelosa di R., diventa sempre più fredda nei miei confronti, dice di non amarmi più. La situazione non migliora, anzi: scopro per caso che M. ha cominciato ad avere un feeling con un uomo conosciuto sul lavoro tempo prima. Si scrivono spesso sms anche tardi la sera e M. mi rivela che ha provato qualcosa quando questo l'ha abbracciata 15 gg. prima di sposarsi con me (questo feeling finisce dopo pochissimo e non va oltre gli sms e le telefonate...).
Intanto con R. al lavoro mi diverto come sempre, ad esempio in pausa pranzo al bar giochiamo a carte e spesso scherziamo come bambini. Per "risolvere" propongo a M. un bel week-end al lago e, nel frattempo, prenotiamo anche le ferie agostane in Grecia. Le dico testualmente che non voglio rimpianti nella vita e che le vacanze saranno comunque uno spartiacque. Il week-end al lago non va molto bene e, con immensa tristezza, comincio a
pensare che stavolta rispetto alle crisi precedenti sia diverso, perciò sono molto preoccupato.
Maggio, giugno trascorrono nella più totale apatia di M., che mi dice continuamente che ormai mi vede come un fratello...
Arriva luglio e preso dallo sconforto comincio ad essere più audace con R. (ad esempio, si parla di stanze di hotel, sempre ridendo naturalmente!). Ad agosto parto con M. (è una sorta di o la va o la spacca!) e all'inizio del viaggio lei sembra un po' diversa, comincia a dire di rivedermi come un tempo, anche se non si fida. Trascorriamo quindici giorni senza sesso, senza nemmeno un bacio, anche se durante il giorno andiamo d'accordo come fossimo
amici... Solo qualche sms di R. (che aspetto con ansia) riesce a farmi essere positivo nei confronti del futuro.
Il mio cuore è distrutto, ormai ha capito che non c'è nulla da fare. L'ultima sera però quando ormai per me le speranze sono finite, M. ci prova, facciamo dell'ottimo sesso, ma subito dopo a M. torna la paura ed io la stessa notte penso che non voglio più stare con M., altrimenti dovrò rinunciare a R. La mattina seguente è tutto come prima, non è cambiato niente, solo
l'immensa tristezza che contraddistingue i nostri volti (una storia di oltre 11 anni è finita..).
Torniamo a casa, M. prende in affitto un appartamento e rimane nella nostra casa fino agli inizi di ottobre. Nel frattempo racconto quello che mi sta succedendo a R., che mi dimostra
una vicinanza e un affetto notevoli. M. se ne va di casa e dopo nemmeno una settimana comincia a chiamarmi, a scrivermi sms, a dirmi che vorrebbe che ci incontrassimo per parlare.. Dopo neanche 10 giorni M. mi rivela di essere ancora innamorata di me e di amarmi, (per lei da febbraio ad ottobre è stato una sorta di black-out, che non sa spiegarsi...).
Ormai con R. invece, oltre a vederci al lavoro, ci sentiamo anche di sera con chat e messaggi, le sue attenzioni e il suo starmi vicino mi aiutano tantissimo. M. non accetta la nostra separazione (la nostra amica psicologa ci aveva consigliato di stare lontani 3 mesi, fino al 31/12/2012): le dico di accettare la pausa e poi si vedrà. M. viene anche a trovarmi, non mi lascia in pace, e ogni volta che la vedo è un vero e proprio shock: comincio a capire che il vero problema di M. è un disturbo della personalità (mi si apre il Vaso di Pandora praticamente!), come mi confermeranno anche altri psicologi. Con R. continua il feeling e un week-end addirittura mi invita a casa sua, approfittando dell'assenza del marito. Ci limitiamo a scherzare e passare qualche ora spensieratamente. A dicembre continuo ad ignorare M. (così mi hanno consigliato per evitare problemi), fino a che M. non tenta il suicidio con un cocktail di medicine ed alcool. Finisce 4 giorni nel reparto psichiatria dell'ospedale, dove mi assicurano che il gesto di M. è stato dimostrativo nei miei confronti. Quando racconto l'accaduto a R., le vengono gli occhi lucidi, anche perché ha avuto un'esperienza uguale in famiglia. Mi dimostra un'empatia incredibile. Ormai sono senza forze, distrutto, disperato ma capisco che tornare con M. sarebbe assolutamente sbagliato.
A gennaio inizio le pratiche di separazione con grande tristezza e M., suo malgrado accetta, anche se periodicamente mi ricorda il suo amore infinito per me. Intanto mi trasferiscono in un'altra filiale, così potremo capire con R, ci diciamo, cosa significherà stare lontani. Non vedendoci più quotidianamente, chattiamo tantissimo. Da ottobre ho anche qualche avventura sentimentale con scopi assolutamente ludici e R. è sempre molto interessata, e vuole sapere tutto. Nel frattempo, mentre chatto e ho contatti con altre donne per sconfiggere la tristezza, esco con Ma., collega che conosco da tempo, bella, simpatica
e intelligente. Intanto le pratiche di separazione da M. vanno avanti anche se ogni contatto
con lei è uno strazio. R. mi confida che due weekend di giugno sarà a casa da sola, e potremo vederci. Intanto continuo ad uscire con Ma. e tutto fila liscio senza che accada nulla dal punto di vista fisico, anche se la piacevolezza di stare insieme è evidente.
La mia ex-moglie M. ogni tanto mi ricorda quanto mi ami ancora, anche se ormai mi fa molto meno male, quando me lo scrive. Mi rivedo con R. per pochissimo tempo: mi dice che il nostro rapporto è squilibrato, che io mi aspetto qualcosa in più, che lei può limitarsi
all'amicizia... Mi arrabbio ma con stile, le dico che se ho equivocato è stato molto per
colpa sua (lei riconosce che negli ultimi sei/sette mesi ha sbagliato). Mi dice anche che è sempre stato un NI.... Le dico che quello sarà probabilmente l'ultimo aperitivo ed uscendo lei,
oltre ad essere molto turbata, vorrebbe un contatto (abbraccio) ma io me ne vado. A quel punto poi, nel corso della sera, le scrivo che sono innamorato di lei da tempo, che anche se non c'è mai stato nulla se non a parole, la considero una donna "perfetta", la mia donna ideale. Le rivelo anche che la comunione mentale che spesso c'era mi spaventava addirittura.
Mi risponde che non sa davvero cosa dire, che si sente bloccata... Nel frattempo sabato scorso, passo una bella serata in cui faccio sesso con Ma., e la mattina seguente invece di essere felice, sono triste perché penso a R. La sola idea di non risentirla mai più, mi è intollerabile. Glielo faccio presente e mi risponde che il suo non rispondere non è dovuto a una perentoria presa di posizione, anzi si sente bloccata e non dice nulla per timore di essere fraintesa, anche se ritiene che non rispondere non sia giusto (cosa che le avevo detto di fare)... Per non farmi mancare nulla ieri sera la mia ex-moglie mi scrive che ha qualche problema fisico, che mi amerà per sempre e cerca addirittura di chiamarmi!
Adesso Guy sai darmi qualche consiglio?
Devo insistere con R.? Chiederle un incontro può essere una buona idea?
Devo aspettare che R. forse (anche mai) mi cerchi?

Grazie davvero
Marco

Caro Marco,
ho editato un po' la tua lunga lettera, spero senza averla snaturata.
La mia risposta non può essere molto articolata, proprio perché la tua lettera lo è, descrivendo fatti e situazioni molto complessi e delicati.
Non posso entrare nel merito delle tue avventure, né giudicarle, ma dalle vicende narrate solo provare solidarietà (perché no, anche maschile) per te.
A volte, i rapporti umani sono molto complessi, particolari e nulla è come sembra.
È ovvio che è anche assai difficile aiutare e prendersi cura di persone con forti disturbi psicologici, là dove - e semplifico molto, bada -  non sai mai se, quando dicono che tengono a noi, è l'amore o una richiesta di attenzione per il loro disagio che le fa parlare.
Mi limito a rispondere alla tua domanda, senza accennare al resto, perché credo sia forse l'unico punto su cui, dall'esterno, si può commentare  o dare un parere.
Io ho una regola: mai con le donne sposate.
Le donne sposate - e che non hanno reali motivi di infelicità (R. mi pare proprio una di queste) - sono per lo più donne annoiate, magari deluse nelle aspettative di un matrimonio, con carenze affettive o di attenzioni, forse, che per un po' ti usano come "cura" o sollievo o rifugio dalle loro (finte, o meno finte) pene o ansietà, e che, quando diventi scomodo, perché inizi a volere invece un rapporto con qualcosa di più (una maggior frequentazione, più attenzioni, magari del sesso, o dei sentimenti), ti scaricano come un fazzoletto usato, in cui si sono banalmente asciugate lacrime spesso immotivate.
Per questo, e per come si è mossa questa R., credo dovresti lasciarla perdere, evitarla, cancellarne i contatti e dimenticarla, molto semplicemente.
Se è egoista, ti cercherà comunque, per avere da te altre attenzioni, e perché avrà bisogno di un nuovo fazzoletto. Se non lo è, forse capirà e ti lascerà in pace.
Goditi il sesso con questa Ma. (e/o con altre) e dimentica le altre due donne.
Sopravvivi. Vai oltre.
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )

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