Come uscire da una storia platonica

di Guy Pizzinelli 

Un amico importante, un'"amante" gelosa, una bella confusione. Che cosa fare?

Guy Pizzinelli

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Caro Guy,
ho 42 anni, un marito amato e che ancora stravede per me, due figlie in gamba. Da molti anni nella mia vita c'è un segreto: la passione per un altro uomo, anche lui felicemente sposato. Una passione non corrisposta e senza alcuna possibilità di sviluppo, che in ogni caso non avrei voluto, perché fin da subito mi è stato chiaro che l'unica cosa possibile tra noi era l'amicizia: e infatti negli anni sono riuscita a legarmi a lui di un'amicizia forte e bella, basata sulla confidenza e la condivisione di interessi e ideali, che coinvolge marginalmente anche le rispettive famiglie.
Questo sentimento segreto è la mia marcia in più, mi aiuta ad affrontare sorridente e leggera la quotidianità, e per quanto possa sembrare strano non toglie nulla al rapporto con mio marito, anzi aggiunge qualcosa, perché mi rende più serena e attraente. Non ne ho mai indagato più di tanto le ragioni incomprensibili e inconsce; lo prendo così com'è, un mistero.
Devo aggiungere che non ho mai cercato né mai cercherei avventure, che mi reputo una donna equilibrata e che con le persone ho sempre cercato di instaurare rapporti profondi e sinceri, andando quasi sempre incontro a delusioni.
Con lui c'ero riuscita e non chiedevo niente di più; ma poi, circa un anno fa, lui ha cominciato a mandarmi occasionalmente sms a sfondo spinto, sempre molto fini e mai volgari, ai quali dopo la sorpresa iniziale ho risposto con lo stesso tono; un gioco del quale lui ha implicitamente fissato le regole, tirandosi indietro quando la cosa si spingeva troppo in là e non abboccando mai quando ero io, ogni tanto, a provocarlo.
Ho pensato che nel nostro rapporto si stesse profilando una svolta.
Ma ecco che un giorno manda a me per sbaglio un messaggio indirizzato a un'altra: dello stesso tenore, e alludendo a un appuntamento che dovevano avere di lì a poco. Dopo le scuse immediate, grossolane e imbarazzate - "era uno scherzo", ovviamente - mi ha spiegato, molto dispiaciuto per la figuraccia, che lui non è certo il tipo da tradire la moglie (ed è quello che ho sempre pensato anch'io), ma con alcune persone gli piace scherzare così, esagerando; che è un uomo, e spesso cade in bassezze; il tutto con un tono e con l'aggiunta di particolari che rendevano la cosa abbastanza plausibile.
Ma non so se credergli o no, e da quel giorno non vivo più, attanagliata contemporaneamente da una gelosia atroce (l'idea che abbia un'amante mi uccide) e dal dubbio di avere davanti una persona completamente diversa da quella che stimavo, che mi avrebbe dunque ingannata anche nell'amicizia.
La mia mente è diventata un labirinto di corridoi bui; continuo a raccogliere e mettere insieme indizi che a seconda del mio stato d'animo significano una cosa o l'opposto; in certi momenti la mie paura mi sembra assurda, in altri vedo l'opposto con una chiarezza lancinante che mi fa star male da morire.
I casi sono due: mi ha detto la verità e questo spiega anche i messaggi che manda a me; oppure ci prova con tutte e questa qui ha solo saputo stare meglio al gioco. Comunque anche il fatto che scherzi in questo modo con donne diverse non depone certo a suo favore.
Intanto tra noi tutto prosegue come se non fosse successo nulla, lui pensa che gli abbia creduto e da allora abbiamo avuto una sola volta uno scambio di messaggi un po' spinti.
La cosa che mi fa stare peggio è che la verità non la saprò mai, e se anche la sapessi non potrei recriminare nulla, perché non ho nessun diritto su di lui. L'unico sollievo potrebbe essere insinuare il dubbio nella moglie; se davvero è colpevole che almeno lo sappia, e che lui paghi le conseguenze. Ma come fare?
Rinunciare a lui, tagliare tutto, dimenticare mi sembra inconcepibile e non voglio farlo; d'altra parte non riesco più a far finta di niente.
E mentre soffro senza far trasparire nulla, mi infurio con me stessa perché con il marito migliore del mondo, che mai mi ha dato motivo di essere gelosa, vado a rovinarmi la vita con questo qui. Non so come uscirne.
Marialuisa

Cara Marialuisa,
nonostante questa sia una rubrica che dovrebbe dare risposte a chi scrive, mi pare abbastanza evidente che la tua lettera non pone davvero delle domande. Al di là di quel "non so come uscirne" conclusivo.
Vuoi che ti dica come uscirne?
Cancella quest'uomo dalla tua vita, semplice. Cancelli lui, cancelli il problema.
Ma siamo sicuri che qui sia davvero come uscirne, il tuo problema più grosso?
Non lo so, forse no.
Intanto, nonostante ciò che dici, dato ciò che racconti dopo quell'sms "per scherzo" di lui, con lui NON hai instaurato un "rapporto profondo e sincero". Altrimenti ora non avresti i dubbi che hai.
Ma vediamo: lui di cosa sarebbe colpevole, esattamente? Di scambiarsi sms e provare magari una passione - magari inconfessata a sé stesso e anche a te - con un'altra persona (tu, altre due, altre cento) che non è sua moglie?
Beh, sai che scandalo: tu fai lo stesso e sei sposata, con un uomo che dici di amare.
Quindi ti dirò che quell'ipotesi che fai, che ti darebbe sollievo, di andare dalla moglie e causargli dei problemi, non solo è immatura, inelegante, insensata e degna delle peggiori sceneggiate di bassa lega, ma forse è anche qualcosa che potresti rischiare tu stessa venga attuata con tuo marito.
È una vendetta? Conosci il vecchio proverbio (mi ri-cito) "se stai pensando a una vendetta, inizia a scavare due fosse"?
Quindi torniamo al come uscirne. Anzi no, torniamo a: quali opzioni hai?
1) lasci perdere tutto. È una storia platonica, giusto? Ora, il senso delle storie platoniche è quello di farci stare bene. Un po' come gli antibiotici. Nel momento in cui un antibiotico ti dà allergia o ti fa stare peggio, smetti di assumerlo.
2) giochi il tutto per tutto (e allora sì, magari ti guadagni qualche diritto verso di lui, per quanto limitato), rischi qualcosina anche tu, lo seduci e lo porti a letto, dove trasformi gli sms di scherzo in una solida realtà di sesso e passione. Poi vedi che succede.
Per adesso hai pensato, sentito, immaginato, provato sentimenti, sofferto.
E lo hai fatto perché vivere dentro di te e immaginarti una storia, che poi nei fatti è chiaramente inesistente, sembra servirti come la copertina di Linus.
Io però credo che le storie platoniche, appunto, debbano portare più distrazione e sollievo che crucci.
Prova ad agire, in un senso o nell'altro e vedi cosa succede. Magari come uscirne ti diventa chiaro.
Guy

DA STYLE.IT

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