Le attenzioni dell'amico di sempre

di Guy Pizzinelli 

Lui e lei sono amici da una vita, ma se fosse per lui sarebbero ben di più. E ora che lui ha un'altra, lei ci ripensa.

Guy Pizzinelli

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Caro Guy,
ho 19 anni, frequento il secondo anno di università e sono confusa.
Da quando ho 10 anni, ho un amico che ho sempre visto come fratello: ci aiutiamo in tutto, sappiamo ogni cosa uno dell'altra e andavamo anche al liceo insieme.
Io però sono fidanzata con un altro ragazzo da tre anni e mezzo. Molto spesso i nostri compagni facevano battute sul fatto che ci fosse amore fra me e il mio migliore amico, ma noi non vi abbiamo mai dato peso.
Al quinto anno di liceo, lui si mise con una ragazza che lo trattò male e quindi si lasciarono. Il mio amico incominciò a essere un po' strano con me, ma ho capito solo ora che in verità gli piacevo, non so se di mio, oppure come surrogato affettivo di quella.
Incominciò quindi a essere dolce con me: per il mio compleanno mi regalò un libro di amore, mi disse che ero la persona a cui più voleva bene al mondo, e quando partì per l'università in un'altra città spesso veniva a trovarmi a sorpresa. Si presentava sotto casa mia e basta. Una sera, parlavamo al telefono, e mi disse che stava mangiando castagne. Io risposi che le amavo, e il mattino dopo lo trovai sotto casa con un vassoio pieno di castagne.
Non avevo comunque capito niente e pensavo fosse affetto fraterno.
A natale del 2013, ci trovammo da soli: a breve sarebbe dovuto partire di nuovo, ed entrambi piangemmo, abbracciati a lungo. Da lì in poi, però, il buio. A gennaio 2014 non era più così dolce, forse stanco del mio non capire nulla e del fatto che gli parlavo spesso del mio ragazzo.
A giugno 2014 lui si è rimesso con la sua ex. Molto spesso però, da allora, si sfoga con me: dice che ci sta insieme perché non vuole stare da solo. C'è imbarazzo fra di noi, a volte. Da settembre 2014, ho capito di provare qualcosa per lui, ho capito che forse la provava anche lui, ma al tempo stesso tengo molto al mio ragazzo e non voglio interferire tra il mio amico e la sua ragazza. Penso di essere solo un'amica per lui, ora.
Che devo fare? Secondo lei, gli piacevo? E se si, gli piacevo davvero o solo per ripiego?
Grazie,
A.

Cara A.,
capirai bene che non è facile per me, da qui, dare una risposta sensata con così pochi elementi. Ma fammi provare comunque. Gli piacevi? Sì, certo che gli piacevi, altrimenti non ti avrebbe mostrato tutte quelle attenzioni.
È questo il vero punto della questione? Non so, non credo.
Perché non ti sei accorta di lui, del suo desiderio per te, del suo interesse amoroso? O meglio, non ti sei accorta o non hai mai voluto accorgertene?
Te lo sei mai chiesta, quale delle due ipotesi? Perché di solito una ragazza non è così cieca, di fronte a un uomo che è infatuato di lei. Anzi.
A me verrebbe da dire che all'epoca ti andava benissimo così. Non credo che lui ti interessasse più di tanto, infatti; più di una semplice, sincera e affettuosa amicizia. Almeno da parte tua, certo, perché lui voleva di più, sembra.
Lui per te era una presenza che ti riempiva di attenzioni. Vere, presenti. Forse in alcune circostanze anche più concrete di quelle che ti prestava il tuo ragazzo, che magari a tratti ti dava un po' per scontata.
Ora lui, evidentemente, da ciò che mi dici non è davvero innamorato dell'altra, ma questo è un suo problema. Ciò che invece sembra toccarti davvero è che in qualche modo adesso le attenzioni da parte sua non sembrano essere più le stesse.
Ed è questo che un po' ti manca, non è vero? Non essere più così tanto e così intensamente al centro del suo mondo come lo eri prima.
Mi chiedi se gli piacevi per ripiego. Per ripiego da che cosa, da quella che lo trattò male e con cui comunque si è poi rimesso?
A me pare che sia lei il ripiego, in questo caso. E sono certo che tu per lui saresti stata la prima scelta.
Forse a questo punto, dato che entrambi siete fidanzati e quindi giocate ad armi pari, quello che veramente dovreste fare, se vi piacete un po' ancora oggi, è provare ad andare a letto insieme e fare l'amore. E vedere cosa succede e cosa ne nasce da un gesto del genere, concordato, consenziente, complice.
Perché nella vita le coppie si fanno, ma più spesso si disfano.
E non si sa mai.
Auguri.
Guy

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