Un Amore in Ufficio

di Guy Pizzinelli 

Lui è un collega carino, gentile. Che all'inizio sembra convinto e partito di slancio. Ma poi, ecco che ci ripensa. È vero amore?

Guy Pizzinelli

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Ciao Guy,
ecco la mia storia e i miei dubbi: a ottobre scorso inizio la mia nuova avventura lavorativa e mi trasferisco in una nuova città.
Il primo giorno di lavoro conosco un collega (G.) che mi colpisce subito. Proprio il mio tipo. Tutte le volte che ci siamo ritrovati a lavorare insieme c'è stata tra noi sempre una certa formalità. Passano i giorni e i mesi, e continuo ad osservarlo con un certo interesse: ogni volta che sapevo di doverlo incontrare mi mettevo sempre tutta carina, ma da parte sua mai un minimo cenno di apertura.
Arriva febbraio, e per una serie di coincidenze ci ritroviamo in meeting solo io e lui. Usciamo poi nel parcheggio, mi lancia una palla di neve, mi saluta ma poi torna indietro e insiste per riaccompagnarmi a casa visto il tempo nevoso.
Avendo lasciato l'auto in azienda bloccata dalla neve, il mattino seguente viene a riprendermi a casa, e arrivati in ufficio prendiamo un caffè insieme.
In pratica, poi iniziamo a prenderci confidenza e a messaggiarci. Fin quando la domenica decidiamo di pranzare insieme. Lo invito a casa e dopo aver chiacchierato un po', all'improvviso si alza e mi bacia lasciandomi completamente spiazzata.
Non sapendo come comportarmi, giro la guancia e rifiuto il suo bacio. Dopo pranzo mi confessa che io gli ero piaciuta da subito, e rivela di non averci provato con me subito perché a luglio aveva chiuso una storia di 5 anni, e perché in generale lui è un tipo selettivo. Poi mi racconta di come cercava di coinvolgermi sempre nei meeting e mi di alcuni dettagli di me che aveva notato in quei mesi.
Da quel giorno le cose sono andate alla grande: per un mese e mezzo abbiamo praticamente convissuto! Lui sempre super carino, molto attento e premuroso: mi ha dato perfino le sue chiavi di casa. Ma ecco la svolta.
La scorsa settimana il suo atteggiamento cambia: mi dice che in fondo lui ha bisogno dei suoi spazi, che non si sente ancora pronto a impegnarsi così tanto.
Da premettere che è stato sempre lui a fare pressione affinché ci vedessimo; anzi, io spesso gli dicevo che forse era meglio "staccarci" un po', ma lui mi diceva: «Perchè dobbiamo negarci qualcosa che ci fa piacere?»
Ora lui mi dice che questo suo "distacco" non significa una mancanza di interesse, ma solo un riprendersi i suoi spazi.
Premesso che sono d'accordo con lui sul fatto che abbiamo corso un po' troppo, ora io mi sento confusa. È stato lui a cercarmi e a volermi: perché ora si allontana?
Non ho mai preteso nulla da lui, ma ora inizio ad avere dei dubbi e soprattutto ho paura che lui da un momento all'altro possa voler chiudere questa relazione.
Che ne pensi? Grazie.
Lara

Cara Lara,
non è mai facile capire cosa passi per la testa di una persona, sia essa donna o uomo.
E di fatto, statisticamente, i primi mesi di una relazione sono quelli più critici. in cui molte, moltissime di esse, forse la maggior parte, finiscono per una sorta di "mortalità infantile" caratterizzata dal naturale scoprirsi, rivelarsi, conoscersi - e così facendo, dallo scoprire anche aspetti dell'altro che magari ci fanno passare la voglia o l'entusiasmo.
Spesso poi, le persone, dopo una prima fase di euforia, si rendono conto che sostenere una relazione costringe loro a determinati obblighi di presenza e li limita nella libertà personale, appunto. E questa percezione varia da soggetto a soggetto.
Esistono uomini e donne, poi, che si lasciano andare istintivamente a slanci ed euforie momentanee, soprattutto durante quei primi mesi, appunto, solo per poi capire che insomma, alla fine era solo una cotta e non quell'amore viscerale che professavano con tanto slancio.
A questo aggiungi che ognuno di noi dà una sua personale lettura di una storia, soprattutto all'inizio, spesso valutando molto male o con poca accuratezza il coinvolgimento e la convinzione dell'altro. Ecco così che un atteggiamento da "cotto" o "infatuato" può essere interpretato da te come da "innamorato perso".
Durante i primi tempi bisognerebbe sempre vivere gli inizi-storia con distacco, divertimento e un certo cinismo fisiologico, tenendo presente che tutto può finire da un momento all'altro - magari anche perché lui non sta frequentando solo te… che ne sai, in fondo? - e che può sempre arrivare quel giorno in cui l'altro si sveglia e pensa "ehi, un momento: ma a me questa persona non piace poi davvero così tanto." Non è bello, ma è umano, in fondo.
Insomma, non è detto che ci sia una spiegazione unica e definitiva alla tua domanda. La cosa migliore che puoi fare è dare tempo al tempo e verificare vivendo come può evolvere questa storia. Investendoci il giusto, senza gettartici dentro allo sbaraglio.
Buona fortuna.
Guy

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