Nei Poetry brothel,
dove il sesso è poesia

di Claudia Raimondi 

A New York e Barcellona poeti come prostitute vendono i loro versi ai clienti

Claudia Raimondi

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I poeti-prostituti del Postribulo Poetico di Barcellona

I poeti-prostituti del Postribulo Poetico di Barcellona

Che sia la poesia ciò che di più erotico e trasgressivo è rimasto a questo mondo così disincantato?

Per godere di questo sottile piacere c'è un luogo speciale. A New York, in qualche altra città d'America e da poco anche a Barcellona. Il Poetry brothel o Postribulo poetico. Ovvero un Bordello, sì ma poetico.

Fumo di sigari, bicchieri d'assenzio. Arredi pesanti e velluti. Poi ci sono loro: donne e uomini da scegliere, per pendere dalle loro labbra e godere di parole che morbide accarezzano, solleticano e sanno lavar via la patina che lascia la quotidianità.

C'è Ursula, nata a Parigi e orfana in tenera età, cresciuta per strada ma capace di spezzarti il cuore. C'è Laura che colleziona piume e parole all'ultimo piano del bordello o Melody Sweet che si lava i capelli con la melassa. Ma c'è anche Sebastian o Jack. E poi c'è lei: The Madame.

Uomini e donne che ci lasciano accedere a ciò che hanno di più intimo: i loro pensieri in forma di versi.

Il Bordello poetico è un progetto firmato The Poetry society of New York. Un'occasione per giovani poeti, newyorkesi e internazionali, di avere un luogo per farsi conoscere ed eventi in cui proporre i propri lavori. L'ispirazione sono i bordelli di fine Ottocento di New Orleans o Parigi, che fungevano da rifugi sicuri per artisti d'avanguardia.

Come in un bordello dunque si sceglie con chi andare, si gode della prestazione che è una lettura personale e segreta di poesie e dopo aver goduto si paga. Perché è così che funziona.

Vengono organizzati eventi pubblici ma i poeti sono disponibili per incontri privati. E per chi non può andare a New York o a Barcellona c'è il Quartier Rouge dove si può scegliere il poeta-prostituta che si vuole e deliziarsi al suono della sua voce.


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