Che sia la poesia ciò che di più erotico e trasgressivo è
rimasto a questo mondo così disincantato?
Per godere di questo sottile piacere c'è un luogo speciale. A
New York, in qualche altra città d'America e da poco anche a
Barcellona. Il Poetry brothel o Postribulo poetico.
Ovvero un Bordello, sì ma poetico.
Fumo di sigari, bicchieri d'assenzio. Arredi pesanti e velluti.
Poi ci sono loro: donne e uomini da scegliere, per pendere
dalle loro labbra e godere di parole che morbide
accarezzano, solleticano e sanno lavar via la patina che lascia la
quotidianità.
C'è Ursula, nata a Parigi e orfana in tenera età, cresciuta per
strada ma capace di spezzarti il cuore. C'è Laura che colleziona
piume e parole all'ultimo piano del bordello o Melody Sweet che si
lava i capelli con la melassa. Ma c'è anche Sebastian o Jack. E poi
c'è lei: The Madame.
Uomini e donne che ci lasciano accedere a ciò che hanno di più
intimo: i loro pensieri in forma di versi.
Il Bordello poetico è un progetto firmato The Poetry society of New York.
Un'occasione per giovani poeti, newyorkesi e
internazionali, di avere un luogo per farsi conoscere ed eventi in
cui proporre i propri lavori. L'ispirazione sono i
bordelli di fine Ottocento di New Orleans o Parigi, che fungevano
da rifugi sicuri per artisti d'avanguardia.
Come in un bordello dunque si sceglie con chi andare, si
gode della prestazione che è una lettura personale e segreta di
poesie e dopo aver goduto si paga. Perché è così che
funziona.
Vengono organizzati eventi pubblici ma i poeti sono disponibili
per incontri privati. E per chi non può andare a New York o a Barcellona c'è il
Quartier Rouge dove si
può scegliere il poeta-prostituta che si vuole e deliziarsi al
suono della sua voce.