Svestiti, usciamo!

di Simona Marchetti 

Undicesima edizione del no Pants Subway Ride, l'eccentrico flash-mob che ha visto ragazzi e ragazze girare in boxer e coulotte in oltre 60 città del mondo

Simona Marchetti

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Diciamoci la verità: in questi tempi di crisi, l'idea di finire in mutande preoccupa tutti quanti. E così, un po' per esorcizzare la comune paura ma tanto anche per divertirsi e mettersi in mostra, centinaia di newyorkesi hanno voluto iniziare l'anno calandosi i pantaloni davanti alle impennate dello spread nientemeno che in metropolitana.

Il passaparola è partito da Facebook, dove almeno 16mila persone si sono registrate per il tradizionale "No Pants Subway Ride", l'eccentrico flash-mob nato quasi per caso nel 2002 e ormai giunto all'undicesima edizione, che si è tenuto domenica scorsa in oltre 60 città del mondo (oltre a New York, si sono viste foto di gente in mutande anche a Milano, Città del Messico e Londra).

L'idea originaria è "di non prendere la vita troppo seriamente", come recita lo slogan dell'iniziativa, e a giudicare dalle reazioni che si scatenano ogni volta alla vista di centinaia di ragazzi e ragazze in boxer e culotte (c'è chi la prende davvero sul ridere e chi decisamente meno al punto da chiamare la polizia: è successo a Milano in piazza San Babila, coi partecipanti costretti a rivestirsi e venti di loro identificati dagli agenti), l'obiettivo sembra essere sempre centrato. «Lo scopo dell'iniziativa è quello di divertirsi - spiega Dan Becherano, che ha organizzato l'evento a Città del Messico - e di dimostrare che si può stare insieme senza conoscersi o essersi mai incontrati prima, anche se la cosa più importante è la reazione delle persone che ti guardano».

Quattro le regole di base per partecipare al "No Pants Subway Ride": non indossare gonne o pantaloni; avere le mutande; comportarsi come normali viaggiatori e, in caso di spiegazioni, rispondere dicendo solamente «Today I forgot my pants» (ovvero, «oggi ho dimenticato i pantaloni»).
«Vedere tutti in mutande ad Union Square è stato stupefacente - racconta un ragazzo che ha preso parte all'evento di New York - ed è stato un divertimento allo stato puro, perché ha sconvolto la normale routine delle persone.
Così, un viaggio in treno che fino a ieri era noioso, oggi è diventato divertente, perché c'era un mucchio di gente in giro e tutti erano senza pantaloni».


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