Sesso, le dimensioni
sono importanti

di Simone Cosimi 

Uno studio riapre la querelle, sostenendo che le donne preferirebbero gli uomini con l'organo genitale dalle misure abbondanti, anche inconsciamente. Ma solo se altri fattori, come l'altezza o la forma del corpo, viaggiano nella stessa direzione

Simone Cosimi

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Photo Corbis

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"Visto che nella sessualità l'organo davvero fondamentale, checché se ne pensi, è il cervello, va da sé che investire tutto sulle dimensioni, sentendosi quindi inadeguati come uomini e sfortunate come donne in presenza di un partner "sottodimensionato", non è un buon punto di partenza". Le misure dell'organo sessuale maschile sono importanti o no? Le parole di Daniel Giunti, psicoterapeuta e sessuologo fiorentino nonché autore della rubrica di Style.it Le risposte del sesso, sembrerebbero attestarsi a metà strada. E cioè: in termini "tecnici" no, sotto il profilo psicologico possono esserlo. E molto.

Uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Pnas torna ora sull'annosa questione della grandezza dell'organo genitale maschile, provando che per la donna questo parametro sarebbe invece fondamentale. Di più: costituirebbe un aspetto decisivo, in trio però con l'altezza e la forma del corpo, per la scelta del partner. La novità della ricerca, firmata da due studiosi dell'università di Ottawa e dell'Austrialian National University, è che questo scarto avverrebbe anche inconsciamente: "Nello studio abbiamo misurato quanto sono importanti diversi aspetti del corpo maschile come altezza, girovita, ampiezza delle spalle, dimensioni del pene e così via, nel determinare quanto risulta attraente un uomo nel suo complesso" spiega uno dei firmatari della ricerca, Brian Mautz. Aggiungendo come le 105 donne coinvolte nell'esperimento abbiano dovuto valutare il fascino di una serie di uomini virtuali (nel senso di costruiti digitalmente in 3D e a dimensioni naturali) loro sottoposti, senza sapere quali aspetti fossero sotto la lente degli scienziati.

Quel che è emerso, quindi, è che le dimensioni contano e che più sono abbondanti più il maschio risulterebbe attraente agli occhi della donna, soprattutto quando vanno in coppia con l'altezza (un soggetto basso ma ben dotato, per esempio, non ha riscosso molto successo). Stesso discorso per la sagoma dell'individuo: no alla forma a pera (spalle strette e vita larga), sì quella a V, cioè l'esatto contrario: "Volevamo capire quanto contano veramente le dimensioni nel giudizio di una donna, argomento spesso dominante nella cultura di massa - ha aggiunto Mautz - e per la prima volta siamo riusciti a studiarlo senza chiederlo direttamente alle donne ma desumendolo in modo indiretto grazie alle figure maschili proposte loro. Lo studio dimostra in modo obiettivo che le dimensioni del pene giocano un ruolo importante nel determinare quanto un maschio è attraente".

Fra l'altro, nella ricerca internazionale, c'è anche un pizzico d'Italia. Michael Jennions, l'altro autore dello studio, ha infatti spiegato che per l'esperimento è stato usato "un range di misure basato su un ampio studio italiano su 3.300 maschi pubblicato nel 2001 sulla rivista European Urology. La misura più grande che abbiamo testato, 13 cm a riposo, ovvero la misura di circa il 98 per cento dei maschi italiani secondo quel campione, è risultata la più attrattiva nel nostro studio. Ma la relazione da noi individuata tra dimensioni e grado di attrazione ci dice che un pene ancora più grande sarebbe ancora più attraente". Anche se non all'infinito, ovviamente: la carta vincente, come visto sopra, è infatti il mix dei vari aspetti estetici. In conclusione del loro lavoro, Mautz & Jennions azzardano anche una spiegazione evoluzionistica delle dimensioni: "Gli uomini hanno l'organo leggermente più lungo e marcatamente più largo degli altri primati - chiudono gli scienziati - i nostri risultati suggeriscono che gli esseri umani hanno un pene più grande perché in passato le femmine preferivano accoppiarsi con maschi meglio dotati".

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