Come affrontare il calo del desiderio

di Guy Pizzinelli 

Il calo del desiderio sessuale è sintomo dei cosiddetti disturbi del desiderio sessuale e può essere affrontato e risolto. Vediamo come

Guy Pizzinelli

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Tra i problemi sessuali più diffusi, sicuramente vi è quello del calo del desiderio, che può comparire improvvisamente nel corso della vita di coppia, oppure manifestarsi anche all'interno di una vita sessuale non problematica e vissuta serenamente. Innanzitutto occorre capire che cosa si intende per desiderio.
Nella donna, il calo del desiderio non è solo un fatto fisiologico, ma si evidenzia anche nel suo corpo stesso, con le tipiche dispareunie (rapporti dolorosi) e vaginismi (spasmi non volontari della parete vaginale che rendono impossibile la penetrazione). L'uomo, di contro, non riesce a mantenere o raggiungere una erezione completa, sia che si sia raggiunta l'eccitazione o meno.
Non si può negare che la frequentazione della coppia nella quotidianità porti a una certa riduzione delle fantasie erotiche ed eccitanti rispetto al corpo del partner. Sembra scontato, ma la routine (e vicinanza prossemica) abbassa la soglia della libido, perché l'immagine dell'altro risulta molto limitata e circoscritta nello spazio domestico, e non consente sogni e gioco di fantasia. Con l'andare del tempo ciò potrebbe generare una specie di assopimento del desiderio.
L'uomo che soffre di una diminuzione del desiderio sessuale appare assente, svogliato, si comporta come se non percepisse gli stimoli eccitatori, non sembra cogliere alcuna occasione relazionale per poter vivere momenti di sessualità, sia all'interno dei confini geografici del matrimonio che all'esterno (territorio accidentato e carico di minacce).
Questo comportamento sessuale, improntato alla fuga dalla vita intima, all'evitare la sessualità e ovviamente l'intimità, alla lunga può compromettere e danneggiare anche relazioni sentimentali stabili e ben rodate.
Le partner di questi uomini non riescono a decodificare il comportamento dei loro compagni, lo leggono invece come un'indifferenza cronica nei loro confronti, percependosi come non seduttive, non desiderate, non più capaci di accendere il desiderio sessuale dei loro uomini.
La cura dei disturbi che prevedono calo del desiderio sessuale deve comprendere, soprattutto per quanto riguarda il disturbo del desiderio ipoattivo una fase di terapia cognitiva mirata a ristrutturare le convinzioni disfunzionali riguardo alla sessualità che mantengono il disturbo. Si cerca di motivare il paziente alla risoluzione del problema compiendo una valutazione in termini di costi e benefici e rendendolo consapevole delle emozioni negative che egli associa al sesso. Si esplorano le cause del calo del desiderio, si fanno apprendere al paziente strategie per fronteggiare l'ansia e infine si cerca di indurre la pulsione con una graduale esposizione a tutti gli stimoli ambientali che inducono sentimenti sessuali.
Solo dopo una terapia cognitiva di tal genere i pazienti possono trarre beneficio dalle tradizionali procedure di terapia sessuale, come la focalizzazione sensoriale, che prevedono esercizi di contatto fisico sessuale.
Non dimenticare:
- una visita medica è fondamentale per escludere la presenza di patologie all'origine del calo del desiderio;
-dialogare con il partner è importante per risolvere il problema e rafforzare la relazione;
-avere un calo del desiderio un alcuni periodi della propria vita è normale e va affrontato con serenità.


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