Formose e sexy le donne
che sfidano l'arte

di Claudia Raimondi 

Le dipinge Patrizia Comand con costumi succinti, pose languide,
sguardi maliziosi. E hanno conquistato anche Vittorio Sgarbi

Claudia Raimondi

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Impossibile non trovarle sensuali e provocanti. Impossibile non definirle decisamente sovrappeso. Le donne di Patrizia Comand sono così: sexy e formose, abbondanti e discinte. Loro, sognanti e ironiche, sono la cifra stilistica di questa pittrice originaria di Corbetta, in provincia di Milano, ma con una fama che va ben oltre i confini nazionali.

Vittorio Sgarbi ha voluto una di queste donne per esporla a Palazzo Tè a Mantova, in una delle sedi distaccate della Biennale di Venezia. Un'altra sarà esposta nella collettiva a tema, nel mese di novembre, al Gran Palais di Parigi.

Belle, strette in corpetti e guêpière, in equilibrio su tacchi a spillo o appese a esili fili che solo la magia della Comand rende capaci di sorreggerle, non sono per nulla vergognose del loro corpo eccessivo. Sfidano ogni imbarazzo e si offrono agli occhi dell'osservatore rispondendo talvolta con sguardi maliziosi e sfrontati a chi indugia sui loro grandi seni, sui loro fianchi, sederi e cosce extra large. Altre volte invece si lasciano ammirare mentre sono abbandonate in sogni che, viste le loro pose, sicuramente sono da immaginare piacevoli.
Abbiamo chiesto a Patrizia Comand di raccontarcele.

Cosa l'ha spinta a disegnare donne taglia XXL e a farle così sexy e provocanti? «Tutto è iniziato quando frequentavo l'accademia di Brera. Durante le lezioni di disegno dal vero di solito facevamo ritratti di modelle molto carine e generalmente magre. Una volta una di loro si ammalò e fu sostituita da una modella piccola e piuttosto grassa. Ne fui conquistata. Il suo modo di usare il corpo, il suo modo di mettersi in posa la facevano sembrare in movimento, anche se ferma. Aveva un fisico decisamente abbondante, ma capace di comunicare. Il fatto che le mie donne siano sexy poi non è premeditato, è che nascono proprio così».

Le sue donne vestono costumini succinti e reggicalze e non sembra che si vergognino dei loro chili di troppo.
«E perché mai dovrebbero? Sono formose, sì, ma ben fatte. La loro fisicità è il loro modo di essere. Fa parte di loro. Alcune nascono con i capelli neri, altre sono bionde, altre hanno qualche chilo in più, ma tutte possono essere belle e sexy e loro mi pare ne siano la prova».

Veniamo alle pose languide. C'è molta sensualità nei suoi quadri, cosa la ispira? «Si tratta di posizioni ricche di movimento e di espressività, in cui riesco a mettere in evidenza i volumi. È davvero un piacere dipingere forme così piene di vita».

A farle da modella ora è una sua amica. Anche lei ha lo stesso rapporto che hanno le sue donne con il proprio corpo? Oppure vivere nel mondo reale è meno gratificante?
«Tempo fa mi disse che venire a posare per me era un po' come fare una seduta dallo psicologo. Poi ci si sentiva meglio. Credo che dal momento che posa volentieri e con piacere, abbia un buon rapporto con se stessa. Tutti vorremmo essere perfetti, ma è anche giusto ed estremamente bello rappresentare un'alternativa a una cultura che ci vorrebbe tutte magre e identiche. Manichini più che persone. Certo ci vuole coraggio e una buona dose di sicurezza per andar contro quello che sembra essere il pensiero comune».

A questo proposito che commenti raccoglie sulle sue donne dal pubblico maschile? È vero che gli uomini preferiscono le magre?
«Sinceramente non so proprio dove siano tutti questi uomini che apprezzano solo le magre. Le mie donne hanno sempre suscitato commenti positivi da uomini che le trovano affascinanti e sensuali proprio per come sono, ovvero estremamente formose».

DA STYLE.IT

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