Impossibile non trovarle sensuali e provocanti. Impossibile non
definirle decisamente sovrappeso. Le donne di Patrizia
Comand sono così: sexy e formose, abbondanti e discinte.
Loro, sognanti e ironiche, sono la cifra stilistica di questa
pittrice originaria di Corbetta, in provincia di Milano, ma con una
fama che va ben oltre i confini nazionali.
Vittorio Sgarbi ha voluto una di queste donne per esporla a
Palazzo Tè a Mantova, in una delle sedi distaccate della Biennale
di Venezia. Un'altra sarà esposta nella collettiva a tema, nel mese
di novembre, al Gran Palais di Parigi.
Belle, strette in corpetti e guêpière, in equilibrio su
tacchi a spillo o appese a esili fili che solo la magia della
Comand rende capaci di sorreggerle, non sono per nulla
vergognose del loro corpo eccessivo. Sfidano ogni imbarazzo e si
offrono agli occhi dell'osservatore rispondendo talvolta con
sguardi maliziosi e sfrontati a chi indugia sui loro grandi seni,
sui loro fianchi, sederi e cosce extra large. Altre volte invece si
lasciano ammirare mentre sono abbandonate in sogni che, viste le
loro pose, sicuramente sono da immaginare piacevoli.
Abbiamo chiesto a Patrizia Comand di raccontarcele.
Cosa l'ha spinta a disegnare donne taglia XXL e a farle
così sexy e provocanti? «Tutto è iniziato quando
frequentavo l'accademia di Brera. Durante le lezioni di disegno dal
vero di solito facevamo ritratti di modelle molto carine e
generalmente magre. Una volta una di loro si ammalò e fu sostituita
da una modella piccola e piuttosto grassa. Ne fui conquistata. Il
suo modo di usare il corpo, il suo modo di mettersi in posa la
facevano sembrare in movimento, anche se ferma. Aveva un fisico
decisamente abbondante, ma capace di comunicare. Il fatto che le
mie donne siano sexy poi non è premeditato, è che nascono proprio
così».
Le sue donne vestono costumini succinti e reggicalze e non
sembra che si vergognino dei loro chili di troppo.
«E perché mai dovrebbero? Sono formose, sì, ma ben fatte. La loro
fisicità è il loro modo di essere. Fa parte di loro. Alcune nascono
con i capelli neri, altre sono bionde, altre hanno qualche chilo in
più, ma tutte possono essere belle e sexy e loro mi pare ne siano
la prova».
Veniamo alle pose languide. C'è molta sensualità nei suoi
quadri, cosa la ispira? «Si tratta di posizioni ricche di
movimento e di espressività, in cui riesco a mettere in evidenza i
volumi. È davvero un piacere dipingere forme così piene di
vita».
A farle da modella ora è una sua amica. Anche lei ha lo
stesso rapporto che hanno le sue donne con il proprio corpo? Oppure
vivere nel mondo reale è meno gratificante?
«Tempo fa mi disse che venire a posare per me era un po' come fare
una seduta dallo psicologo. Poi ci si sentiva meglio. Credo che dal
momento che posa volentieri e con piacere, abbia un buon rapporto
con se stessa. Tutti vorremmo essere perfetti, ma è anche giusto ed
estremamente bello rappresentare un'alternativa a una cultura che
ci vorrebbe tutte magre e identiche. Manichini più che persone.
Certo ci vuole coraggio e una buona dose di sicurezza per andar
contro quello che sembra essere il pensiero comune».
A questo proposito che commenti raccoglie sulle sue
donne dal pubblico maschile? È vero che gli uomini preferiscono le
magre?
«Sinceramente non so proprio dove siano tutti questi uomini che
apprezzano solo le magre. Le mie donne hanno sempre suscitato
commenti positivi da uomini che le trovano affascinanti e sensuali
proprio per come sono, ovvero estremamente formose».