«È l'ironia la miglior terapia di coppia»

di Francesca Amé 15 dicembre 2011

In un nuovo libro, Sergio Staino, uno dei più noti autori italiani di satira,
esplora le dinamiche del rapporto a due. L'abbiamo intervistato.
Ecco cosa ci ha rivelato sulla sua "stainoterapia dell'amore"…

Francesca Amé

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Vignette tratte dal libro di Sergio Staino Stainoterapia
dell'amore. Copyright Adriano Salani Editore

Vignette tratte dal libro di Sergio Staino Stainoterapia dell'amore. Copyright Adriano Salani Editore

Bobo e Bibi nascono dalla penna di Sergio Staino, tra i più noti autori di satira in Italia, che li ha disegnati prima su Linus poi sull' Unità . Bobo, il marito con gli occhiali e il pancione, e Bibi, la bella moglie dal naso affilato e il vitino da vespa, sono un'istituzione: tra alti e bassi (litigate sulla proverbiale pigrizia di lui, sull'ossessione per la forma fisica di lei), ci tengono compagnia da oltre trent'anni. Si azzuffano, si sopportano, fanno la pace e si piacciono molto (specie in camera da letto). Ora Staino pubblica un libro in cui sono raccolti i passaggi più significativi della storia di Bobo e Bibi: s'intitola "Stainoterapia dell'amore" (Salani editore, pagg. 150, 11 euro) e noi gli abbiamo chiesto di che si tratta.

La miglior cura per la coppia è la risata, si legge in copertina.
«Una risata fa sempre bene, specie quando si vive in coppia. Se nasce dall'ironia, o meglio ancora dall'auto-ironia, è una spinta all'intelligenza, capace di redimere e minimizzare i conflitti meglio di tante parole. È questa la Stainoterapia che applico anche nella vita».

Quando Sergio c'è in Bobo e quanta Bruna (la moglie di Staino) in Bibi?
«Molto. Come sempre accade nella coppia, è l'uomo che ci fa la figura peggiore. Bobo veste sovente il ruolo dell'ipocrita, le donne sono come Bibi: schiette, dirette, pratiche».

Avere un alter ego di coppia è stato utile alla vostra relazione?
«Terapeutico. Veniamo da due ambienti diversi: io sono figlio di una cultura, molto italiana, che venerava il figlio maschio e gli permetteva di fare un po' quel che voleva. Sono figlio di questa ideologia un po' machista, ho cercato di scrollarmela di dosso per lungo tempo, approdando poi, povero me, all'ideologia politica. Devo dire che l'aggressività delle femministe dell'epoca non mi ha aiutato a trovare un equilibrio…».

E Bruna?
«Lei è peruviana, figlia di quella borghesia bianca di Lima che somiglia tanto a quella americana: bella, attenta al suo aspetto fisico, ma anche alla sua indipendenza. La nostra storia, come quella di Bobo e Bibi, racconta di come lui, che vorrebbe cambiare il mondo e renderlo in tutto e per tutto simile ai suoi ideali, capisce che lei ha ragione: troppe complicazioni nuocciono, meglio affrontare la vita con senso pratico. Da questa constatazione parte la ricerca di un rapporto veramente paritario tra noi».

L'ironia è un collante per la coppia?
«È importante, così come l'attrazione sessuale fortissima: ancora oggi, a livello di pelle, Bruna mi seduce sempre. Questa intensa complicità fisica, la voglia di sperimentare giochi anche al limite della trasgressione, unita a una visione libertaria della coppia e dell'educazione dei figli (Ilaria e Michele, ndr), ha giovato e giova ancora alla relazione».

Un argomento su cui non può permettersi di scherzare con sua moglie.
«Ora che per motivi di salute (gravi problemi di vista, ndr) ho bisogno di qualche giovane assistente che mi aiuti con il computer, guai a dire a Bruna che lei di tecnologia ci capisce poco. È gelosa delle mie assistenti-badanti…»

 

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