«Non è vero che la passione prima o poi si spegne: diciamo che
fino a un certo punto il desiderio è "spontaneo". Successivamente,
bisogna lavorarci un po' su. Ma d'altronde amare è un arte e, come
tale, richiede abilità». A parlare così e ad averci spiegato (come
leggerete tra poco) il segreto per mantenere viva la passione è
Betony Vernon, sex educator e designer
anglo-americana, nota per i suoi gioielli erotici (e, qui in
Italia, anche per aver partecipato al programma tv
"Loveline"). Di recente, Betony Vernon - che
attualmente vive a Parigi - è venuta a Roma per tenere due esclusivi workshop sul tema del piacere.
Dove? Nella boutique erotica di Roma "Zouzou", unico punto vendita italiano
dei suoi gioielli. Ne abbiamo approfittato per incontrarla e
parlare con lei di eros & dintorni.
Oltre ad essere una designer, lei è anche una Sex
Educator: cosa fa di preciso in quest'ultima veste?
«Con la mia collezione di gioielli erotici "Paradise
Found spiego alle coppie in che modo possono migliorare la
loro vita sessuale. Indico tecniche per prolungare il piacere e
stuzzicare tutto il corpo, ma al tempo stesso cerco di integrare
l'aspetto del "savoir fair sessuale" con
suggerimenti legati all'approccio emotivo e mentale, perché secondo
me l'intensità dell'esperienza erotica risiede nel perfetto
connubio tra corpo e spirito».
Cosa ha spiegato durante i due workshop
romani?
«Ho parlato di quella che io chiamo la "Cerimonia del
Paradiso Ritrovato", un rituale che si basa
sul principio di regalarsi molto tempo da trascorrere in
coppia e in totale intimità. In sostanza, suggerisco di
chiudere tutto il mondo fuori e ritagliarsi una "bolla" di
piacere, che può durare molte ore, come pure un intero
week end. Ma quando parlo di piacere, intendo "piacere a
360°" e non solo fisico. Io invito le
coppie a stimolare il corpo intero e a coinvolgere tutti i sensi,
non solo i genitali. Perciò sì anche al cibo (magari sotto
forma di bocconcini da poter prendere con le mani), sì a un
ambiente curato e profumato, sì alla musica. Insomma, sì al giusto
"contorno"».
Lei sostiene che per mantenere la passione bisogna
"impegnarsi": cosa intende di preciso?
«Programmare e organizzare momenti da vivere con il partner in
assoluta intimità. Sembra un lavoro, vero? Ma non lo è: è un
piacere puro!».
Ma la spontaneità dove va a finire?
«Ecco, è proprio questo il punto. Credere che il desiderio
continui ad essere automatico anche nel corso del tempo è
un'illusione e liberarsene può aiutare, invece, a visualizzare la
fase successiva del rapporto. Quella in cui è ancora possibile
vivere la passione, ma a patto di rimboccarsi le maniche e
lavorarci un po' sopra. È difficile, non c'è dubbio, e infatti
molte coppie, arrivate a questo punto, cedono. Però è un peccato,
perché in questo modo si precludono di vivere l'evoluzione della
storia».
L'eros è soprattutto gioco: quali sono però, regole e
limiti da rispettare?
«Al di là delle ovvie accortezze legate alla salute (e quindi al
fatto di tutelare la nostra e quella altrui) direi che ogni
coppia ha le sue regole e, prima ancora, ogni persona ha
il suo senso del limite. Posso solo dire che la voglia di
"giocare" deve essere condivisa e che comunque, se il
nostro partner vuole superare determinati confini e noi no (o
viceversa), dovremmo evitare di giudicarlo.
Piuttosto, dovremmo mantenere un atteggiamento improntato
all'apertura mentale e alla curiosità e approfittarne per
sviscerare un po' la questione, con l'obiettivo di entrare nella
testa del nostro lui e capire le sue ragioni. E, al tempo stesso,
aiutarlo a comprendere le nostre. Perché il bello è che anche il
fatto stesso di tirare fuori desideri o timori (senza pretendere di
persuadere l'altro e pensarla come noi) è un modo per accrescere la
complicità e cementare la relazione».
Di fronte a proposte sessuali intriganti, ma che al
tempo stesso ci generano confusione e disagio, come capire se è il
caso di sperimentare o se è meglio lasciar perdere?
«Perché decidere subito e a priori tra due possibilità? Si può
tentare pure una via di mezzo, ossia qualcosa che evochi solo in
parte la proposta ricevuta. E poi, magari, si potrebbe andare
avanti procedendo sempre "per gradi", per piccole e dolci tappe, e
decidere in un secondo momento se fermarsi oppure no».
Parliamo dei suoi gioielli erotici. Cosa la ispira nelle
sue creazioni?
«L'idea di portare all'interno delle coppie complicità, piacere,
gioia, estasi, amore. I miei sex jewels non nascono tanto come
semplici ornamenti, quanto come oggetti da condividere con l'altro
e come "ponte" verso esperienze in grado di regalare
benessere».
Qual è il "pezzo" a cui si sente particolarmente
affezionata?
«Probabilmente il "petting ring", perché suggerisce meglio
di qualsiasi altro pezzo della collezione il grande connubio tra
sesso e spirito. Il motivo? Da una parte amplifica il
piacere fisico maschile e dall'altra favorisce il coinvolgimento
mentale femminile. In pratica, questo anello induce la donna a
ripetere un gesto simile a quello praticato nella meditazione yoga
e volto a favorire la "concentrazione", esattamente lo stato
mentale che spesso, secondo me, si fatica a raggiungere. Ecco,
io credo che uno dei più grandi problemi di oggi sia la
distrazione, intesa come la difficoltà a lasciare tutto
fuori e abbandonarsi al 100% alla magia della dimensione sessuale
(e non solo). E chi ha sempre la testa altrove, chi è presente a
metà, chi non riesce a stare "nel momento", non può né provare né
dare il massimo del piacere».
Cosa si può fare per riuscire a lasciarsi andare in
maniera totale?
«Volerlo, desiderarlo per davvero. Perciò no al sesso tanto per
accontentare l'altro o per assolvere un compitino. Inoltre direi
che bisogna pensare di "meritare" il piacere: sembra ovvio, ma per
alcune persone non lo è».
Cos'altro, oltre la distrazione, può compromettere o
raffreddare l'eros?
«L'assenza di dialogo e una comunicazione
sbagliata nei modi. Ma anche la mancanza di
benessere a livello personale: quello che portiamo o non
portiamo nella sfera sessuale (e, in senso più ampio, nella
relazione) parte da noi, dal nostro stato, dal nostro personale
benessere fisico, psicologico e interiore. Perciò il consiglio è
innanzitutto quello di avere cura di noi stessi e "nutrire" la
nostra persona».
A volte tutto sembra a posto e le "buone intenzioni" ci
sono, ma poi a sabotarle intervengono lo stress e la
stanchezza…
«È vero. Ma c'è anche un altro dato da considerare, un dato che
spesso purtroppo si dimentica: l'eros e la sessualità hanno un
effetto "rivitalizzante". Fare l'amore aiuta a riaccendere mente e
corpo: perciò, "sforzarsi" di andare oltre la stanchezza del
momento, ripaga e di molto!».
Torniamo ai sex jewels: le sue creazioni sono apprezzate
anche dalle celebrities. Può ricordarci qualche
nome?
«Mi dispiace, ma non posso, perché rispetto la privacy delle
persone. Se poi qualche star li ha presi e ha voluto renderlo
noto, come per esempio Angelina Jolie o Christina Aguilera, quello
è un altro discorso e in tal caso è ovvio che la cosa mi ha fatto
piacere, perché la loro naturalezza nell'esibirli ha contribuito a
sdoganare certi tabù. Per il resto, però, chi vuole riservatezza,
ha diritto ad avere riservatezza».
Progetti in cantiere?
«Ho scritto un libro dedicato al piacere sessuale e a come
amplificarlo. Si chiama La Bibbia del
Boudoir e dovrebbe uscire all'incirca tra un anno,
con la casa editrice Rizzoli International. Se si tratta della
solita guida? Non proprio, direi più che altro che si tratta di
un'iniziazione o un bagaglio di spunti, che ognuno può elaborare e
mettere in pratica a modo proprio».