«L'eros di coppia va oltre il compitino da assolvere»

di Alessandra Celentano 

Betony Vernon, nota designer di gioielli erotici e sex educator, è stata a Roma per tenere due workshop sul piacere. L'abbiamo incontrata per approfondire l'argomento e scoprire che sì, la passione in una coppia può durare. A patto che...

Alessandra Celentano

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«Non è vero che la passione prima o poi si spegne: diciamo che fino a un certo punto il desiderio è "spontaneo". Successivamente, bisogna lavorarci un po' su. Ma d'altronde amare è un arte e, come tale, richiede abilità». A parlare così e ad averci spiegato (come leggerete tra poco) il segreto per mantenere viva la passione è Betony Vernon, sex educator e designer anglo-americana, nota per i suoi gioielli erotici (e, qui in Italia, anche per aver partecipato al programma tv "Loveline"). Di recente, Betony Vernon - che attualmente vive a Parigi - è venuta a Roma per tenere due esclusivi workshop sul tema del piacere. Dove? Nella boutique erotica di Roma "Zouzou", unico punto vendita italiano dei suoi gioielli. Ne abbiamo approfittato per incontrarla e parlare con lei di eros & dintorni.

Oltre ad essere una designer, lei è anche una Sex Educator: cosa fa di preciso in quest'ultima veste?
«Con la mia collezione di gioielli erotici "Paradise Found spiego alle coppie in che modo possono migliorare la loro vita sessuale. Indico tecniche per prolungare il piacere e stuzzicare tutto il corpo, ma al tempo stesso cerco di integrare l'aspetto del "savoir fair sessuale" con suggerimenti legati all'approccio emotivo e mentale, perché secondo me l'intensità dell'esperienza erotica risiede nel perfetto connubio tra corpo e spirito».

Cosa ha spiegato durante i due workshop romani?
«Ho parlato di quella che io chiamo la "Cerimonia del Paradiso Ritrovato", un rituale che si basa sul principio di regalarsi molto tempo da trascorrere in coppia e in totale intimità. In sostanza, suggerisco di chiudere tutto il mondo fuori e ritagliarsi una "bolla" di piacere, che può durare molte ore, come pure un intero week end. Ma quando parlo di piacere, intendo "piacere a 360°" e non solo fisico. Io invito le coppie a stimolare il corpo intero e a coinvolgere tutti i sensi, non solo i genitali. Perciò sì anche al cibo (magari sotto forma di bocconcini da poter prendere con le mani), sì a un ambiente curato e profumato, sì alla musica. Insomma, sì al giusto "contorno"».

Lei sostiene che per mantenere la passione bisogna "impegnarsi": cosa intende di preciso?
«Programmare e organizzare momenti da vivere con il partner in assoluta intimità. Sembra un lavoro, vero? Ma non lo è: è un piacere puro!».

Ma la spontaneità dove va a finire?
«Ecco, è proprio questo il punto. Credere che il desiderio continui ad essere automatico anche nel corso del tempo è un'illusione e liberarsene può aiutare, invece, a visualizzare la fase successiva del rapporto. Quella in cui è ancora possibile vivere la passione, ma a patto di rimboccarsi le maniche e lavorarci un po' sopra. È difficile, non c'è dubbio, e infatti molte coppie, arrivate a questo punto, cedono. Però è un peccato, perché in questo modo si precludono di vivere l'evoluzione della storia».

L'eros è soprattutto gioco: quali sono però, regole e limiti da rispettare?
«Al di là delle ovvie accortezze legate alla salute (e quindi al fatto di tutelare la nostra e quella altrui) direi che ogni coppia ha le sue regole e, prima ancora, ogni persona ha il suo senso del limite. Posso solo dire che la voglia di "giocare" deve essere condivisa e che comunque, se il nostro partner vuole superare determinati confini e noi no (o viceversa), dovremmo evitare di giudicarlo. Piuttosto, dovremmo mantenere un atteggiamento improntato all'apertura mentale e alla curiosità e approfittarne per sviscerare un po' la questione, con l'obiettivo di entrare nella testa del nostro lui e capire le sue ragioni. E, al tempo stesso, aiutarlo a comprendere le nostre. Perché il bello è che anche il fatto stesso di tirare fuori desideri o timori (senza pretendere di persuadere l'altro e pensarla come noi) è un modo per accrescere la complicità e cementare la relazione».

Di fronte a proposte sessuali intriganti, ma che al tempo stesso ci generano confusione e disagio, come capire se è il caso di sperimentare o se è meglio lasciar perdere?
«Perché decidere subito e a priori tra due possibilità? Si può tentare pure una via di mezzo, ossia qualcosa che evochi solo in parte la proposta ricevuta. E poi, magari, si potrebbe andare avanti procedendo sempre "per gradi", per piccole e dolci tappe, e decidere in un secondo momento se fermarsi oppure no».

Parliamo dei suoi gioielli erotici. Cosa la ispira nelle sue creazioni?
«L'idea di portare all'interno delle coppie complicità, piacere, gioia, estasi, amore. I miei sex jewels non nascono tanto come semplici ornamenti, quanto come oggetti da condividere con l'altro e come "ponte" verso esperienze in grado di regalare benessere».

Qual è il "pezzo" a cui si sente particolarmente affezionata?
«Probabilmente il "petting ring", perché suggerisce meglio di qualsiasi altro pezzo della collezione il grande connubio tra sesso e spirito. Il motivo? Da una parte amplifica il piacere fisico maschile e dall'altra favorisce il coinvolgimento mentale femminile. In pratica, questo anello induce la donna a ripetere un gesto simile a quello praticato nella meditazione yoga e volto a favorire la "concentrazione", esattamente lo stato mentale che spesso, secondo me, si fatica a raggiungere. Ecco, io credo che uno dei più grandi problemi di oggi sia la distrazione, intesa come la difficoltà a lasciare tutto fuori e abbandonarsi al 100% alla magia della dimensione sessuale (e non solo). E chi ha sempre la testa altrove, chi è presente a metà, chi non riesce a stare "nel momento", non può né provare né dare il massimo del piacere».

Cosa si può fare per riuscire a lasciarsi andare in maniera totale?
«Volerlo, desiderarlo per davvero. Perciò no al sesso tanto per accontentare l'altro o per assolvere un compitino. Inoltre direi che bisogna pensare di "meritare" il piacere: sembra ovvio, ma per alcune persone non lo è».

Cos'altro, oltre la distrazione, può compromettere o raffreddare l'eros?
«L'assenza di dialogo e una comunicazione sbagliata nei modi. Ma anche la mancanza di benessere a livello personale: quello che portiamo o non portiamo nella sfera sessuale (e, in senso più ampio, nella relazione) parte da noi, dal nostro stato, dal nostro personale benessere fisico, psicologico e interiore. Perciò il consiglio è innanzitutto quello di avere cura di noi stessi e "nutrire" la nostra persona».

A volte tutto sembra a posto e le "buone intenzioni" ci sono, ma poi a sabotarle intervengono lo stress e la stanchezza…
«È vero. Ma c'è anche un altro dato da considerare, un dato che spesso purtroppo si dimentica: l'eros e la sessualità hanno un effetto "rivitalizzante". Fare l'amore aiuta a riaccendere mente e corpo: perciò, "sforzarsi" di andare oltre la stanchezza del momento, ripaga e di molto!».

Torniamo ai sex jewels: le sue creazioni sono apprezzate anche dalle celebrities. Può ricordarci qualche nome?
«Mi dispiace, ma non posso, perché rispetto la privacy delle persone.  Se poi qualche star li ha presi e ha voluto renderlo noto, come per esempio Angelina Jolie o Christina Aguilera, quello è un altro discorso e in tal caso è ovvio che la cosa mi ha fatto piacere, perché la loro naturalezza nell'esibirli ha contribuito a sdoganare certi tabù. Per il resto, però, chi vuole riservatezza, ha diritto ad avere riservatezza».

Progetti in cantiere?
«Ho scritto un libro dedicato al piacere sessuale e a come amplificarlo. Si chiama La Bibbia del Boudoir e dovrebbe uscire all'incirca tra un anno, con la casa editrice Rizzoli International. Se si tratta della solita guida? Non proprio, direi più che altro che si tratta di un'iniziazione o un bagaglio di spunti, che ognuno può elaborare e mettere in pratica a modo proprio».

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