Un amore diversoIronico, profondo, commovente, a tratti impudico. Così l’amore fra due donne descritto da Francesca Ramos, abile scrittrice al suo esordio letterario con il romanzo Una come me (Baldini Castoldi Dalai). Protagoniste, nella cornice di un’incontaminata Formentera anni ‘80, Lucida e Julia, con la loro relazione non del tutto regolare e destinata a finire. Ma difesa strenuamente fino alla fine. L’eterno tema della passione amorosa è affrontato, quindi, da una prospettiva diversa: quella omosessuale. Riproducendo insicurezze, lotte interiori, pregiudizi familiari vissuti nella vita reale da chi è gay. Ne parla l’autrice.
Il tabù della donna gayArte, letteratura, pubblicità “giocano” in modo molto disinvolto con l’ambiguità sessuale. Ma in Italia una coppia di donne ha ancora grosse difficoltà ad amarsi pubblicamente. «Nel mondo gay le coppie maschili sono molto più “sdoganate” rispetto a quelle femminili», spiega la scrittrice Francesca Ramos. «Ma quella dell’identità sessuale è una difficoltà che rispecchia la situazione generale: dalle quote rosa in poi, le donne italiane fanno molta più fatica ad affermare se stesse».
Omosessualità in Italia«Non c’è paragone tra il nostro Paese e quelli anglosassoni, molto più aperti e con meno pregiudizi nei confronti degli omosessuali. Anche la Spagna, di natura più “godereccia”, appare più libera rispetto alle convenzioni: nel corso degli ultimi anni ha infatti superato molti tabù. L’Italia è ancora un Paese molto ipocrita, un luogo dove tutti fanno tutto di nascosto, ma nessuno dice niente. Nel frattempo, però, continuano a giudicare gli altri».
Gay si nasce o si diventa?«Mi è capitato di parlarne con tanti uomini e tante donne. E le risposte sono state divergenti, esistono delle fazioni. Lucida, la protagonista di Una come me, per esempio c’è nata. Nel senso che si era resa conto di questo suo percorso diverso già a cinque/sei anni. In realtà, il libro non dà una risposta all’interrogativo. Quello che offre è però l’immagine positiva di una donna omosessuale in viaggio con il suo bagaglio di emozioni, traversie, ricordi, sentimenti».
Diversità e senso di colpaPrendere coscienza della propria identità sessuale e accettarla non è un processo semplice. «Quello che pesa di più è il giudizio della famiglia. Il timore di essere scoperti è fortissimo, soprattutto durante l’infanzia. Si cresce in un disarmante senso di straniamento, di diversità. Ci si sente inadeguati, sbagliati, colpevoli di qualcosa pur essendo innocenti. È proprio questo senso di colpa, di disagio che il personaggio di Lucida esprime bene nel libro».
Cosa gli etero non hanno capito dei gay«Non hanno capito che sono persone come tutte le altre. Ciò che ho voluto comunicare nel libro è che si è di fronte a una persona (Lucida) con dei sentimenti, un passato, dei dolori, delle tragedie e delle gioie come tutti. Tutta l’attenzione è focalizzata sul suo pensiero, sul suo essere spaesata e al tempo stesso cristallina, sulla sua capacità di dire le cose così come le vengono dal cuore, sui suoi problemi di accettazione dovuti alla madre che ha rifiutato la sua omosessualità».
La difficoltà di fare outingRivelarsi ai familiari è la cosa più difficile. «O si ha la fortuna di avere genitori di larghe vedute, che mettono al primo posto la felicità dei figli e non l’onore, oppure si fa molta fatica a parlarne. Poi, per tutta la vita, tutti gli incontri sono una serie di “glielo dico o non glielo dico?”. La difficoltà, insomma, è costante. Nel libro, per esempio, Lucida si fa scrupoli a parlarne. Vive nel senso di colpa. Lei ha trasgredito e, nel tentativo di riparare a un danno grosso, è ligia a tutti gli altri divieti. Ma non si può evitare di essere quello che si è. Finisce che si passa tutta la vita a mettere pezze che non servono a niente... ».
Genitori: sarebbe bello se…«Dopo un lecito choc iniziale, sarebbe bello se i genitori di un/una gay capissero che cosa fa loro male realmente. Se sono le convenzioni, il pregiudizio o se c’è stato un condizionamento generale. Sarebbe bello se iniziassero ad accettare i figli per quello che sono e non per le scelte che fanno. Sarebbe bello se mettessero da parte le aspettative e andassero incontro ai figli aprendosi al dialogo. Purtroppo, nella realtà, difficilmente è così. Ci si rifugia in un’omertà che dura tutta la vita. Il dialogo non è più reale, si omette tutto e si finisce col vivere, di fronte a loro, una vita fasulla».
Il rifiuto della madreIl modo in cui una madre reagisce può fare la felicità o l’infelicità di una donna (e di un rapporto). «Ho notato che molte madri di amiche o donne che ho conosciuto danno un imprinting fondamentale. Se la madre reagisce bene alla verità, la vita è migliore; se si accanisce contro la figlia diventa una sofferenza cronica; difficilmente se ne esce. Perché la madre è per tutti il riferimento primordiale. Quando il cuore della madre esplode di rabbia per aver saputo che la figlia è lesbica, Lucida dice: “Il posto dove stavo di casa (il cuore della madre, ndr) non c’era più. Dove sarei andata a stare adesso?” ».
Il bello di essere omosessuali«Riuscire a convivere al meglio con la propria identità sessuale. La bellezza in realtà si trova quando si riesce a essere sereni, quando diventa un fatto “normale”. Tuttavia, è spesso normale solo per una fetta del proprio universo. E questa parzialità rimane un dolore perpetuo. Perché si ha sempre timore del rifiuto. Lucida dice di aver paura di essere rimproverata. Perché è il rimprovero ricevuto dalla madre che le resta nel cervello per tutta la vita».
Francesca Ramos, Una come meUna come me di Francesca Ramos (Baldini Castoldi Dalai)
Il tema dell’amore tra due donne affrontato in modo ironico, profondo, commovente da un’abile scrittrice al suo esordio.
Da leggere Perché offre un contributo agli infinti dibattiti sulla necessità o meno di riconoscere e dare spazio alle coppie e agli amori “diversi”.
L'autrice Francesca Ramos, milanese, classe 1961, è scomparsa il 12 febbraio 2012. Chitarrista e autrice di canzoni, ha trascorso gli anni Ottanta viaggiando e gli anni Novanta suonando con vari gruppi musicali. Dopo un corso di scrittura seguito nel 2000 aveva dato vita a questo romanzo.