Donne, attente all'uomo-lupo

di Francesca Amé 

A tu per tu con Debora Villa, attrice, conduttrice e autrice di
un libro dedicato a quelle donne che continuano a infilarsi nel letto
di qualche lupo. E a quelle che vogliono imparare a divorarli...

Francesca Amé

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Photo: Corbis

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Debora Villa ammicca, novella Cappuccetto Rosso, dalla copertina del suo ultimo libro Donne che corrono dietro ai lupi (Cairo editore, pp. 130, 13 euro). L'attrice e comica diventata famosa per le sue incursioni alle «Iene» e per le battute a «Camera Café» e a «Glob. L'osceno del villaggio», ci racconta di un universo femminile inquieto. Di donne che corrono dietro a lupi (nel senso che li fanno scappare a gambe levate) e di donne che dai lupi sono mangiate. Il volume nasce dal successo dell'omonimo spettacolo teatrale, che sarà in scena ancora il prossimo anno, dopo il tour appena concluso.
Col sorriso sulle labbra, Debora lancia stilettate contro una società «che continua a farci credere che essere sottomesse è bello». L'abbiamo intervistata.

Debora, perché le donne corrono ancora dietro ai lupi?
«Cito solo un numero: dall'inizio dell'anno 50 donne sono state ammazzate in Italia per violenza domestica. Viviamo in un Paese dove può ancora sembrare 'normale' che il ruolo della donna sia quello della vittima da aggredire, in silenzio, ogni volta che non obbedisce».

I lupi spesso si travestono da agnelli.
«Le violenze sottili, quelle verbali e psicologiche, magari provenienti da chi ami, colpiscono ancora più a fondo. La violenza peggiore che una donna può subire in una relazione è quella essere considerata insulsa, quasi fosse tappezzeria, quasi non possedesse un' identità propria. In una parola: farla sentire sempre e comunque inferiore e inadeguata».

Le donne di oggi sono spaesate come Cappuccetto Rosso?
«Sulle violenze che subiamo siamo troppo poco consapevoli. È come se le ignorassimo o le giustificassero. I condizionamenti familiari, culturali e sociali sono ancora fortissimi».

Tu denunci quel dannato senso di colpa che da Eva in poi ci portiamo dietro.
«Il senso di colpa è un concetto così complicato che lo studio da anni e, giuro, non l'ho ancora capito. Ma ho il sospetto che, sebbene sia utile per farti capire quando stai sbagliando, per noi donne rappresenti una gran fregatura: ci fa sentire perennemente in difetto».

Anche sotto le lenzuola?
«Qui direi che siamo più evolute dei maschietti. Abbiamo una maggiore attenzione e cura del nostro corpo. Quando siamo a letto ci dedichiamo a tutto il partner (e non solo ad alcune sue parti: quando troviamo un uomo che fa altrettanto gridiamo al miracolo…). Abbiamo un'affettività di pelle che rende ogni atto sessuale, anche quello fugace, intenso».

Il libro è scritto per...
«Tutte le donne che al villaggio sonnolento preferiranno la foresta, a quelle che si infileranno di sicuro nel letto di qualche lupo, con la speranza di fuggire prima che le mangi un'altra volta, a quelle che, per una volta, impareranno loro a mangiare i lupi».

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