Dario Aita: «Il sesso è... curiosità. E profumo di donna»

di Valentina Caiani 

I giovani e il sesso, le ragazze e la pornografia, sogni erotici e sensi alle stelle... L'ombroso innamorato di Questo nostro amore ma soprattutto il giovane regista a luci rosse di Kubrick, una storia porno, parla a ruota libera di sesso. Questa volta sul serio e senza filtri. Oltre il romanticismo e la commedia

Valentina Caiani

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Dario Aita

Dario Aita

Quanto seriamente si può parlare di eros e pornografia con uno degli autori del successo di Kubrick, una storia porno, la web serie che, con ironia, racconta la storia di un gruppo di ragazzi (poco choosy) che pur di fare cinema (e del buon cinema) accettano di intraprendere una produzione a luci rosse? Parecchio, anche con un 'questionario' tra il serio e il faceto.

Giovani e porno: che tipo di rapporto ha, secondo te, la tua generazione con il sesso? E con la pornografia (anche sul web)?

«Non conosco nessuno della mia generazione che non abbia visto almeno una volta in vita sua un porno. Il 99% degli uomini anche più di una volta. E' una realtà molto diffusa e non soltanto tra i miei coetanei. E' ancora un po' sotterranea, ma sento che ci sono i presupposti per iniziare a parlarne con consapevolezza e libertà. Tutto questo è sicuramente frutto della semplicità con cui oggi puoi accedere a materiale pornografico da internet, senza fare la brutta figura di entrare nelle stanzine a luci rosse delle videoteche o in un sexyshop. La nostra serie sarà un occasione in più per parlarne liberamente e magari con un tocco di ironia».

Ma non è che, come nella serie web, alla fine le ragazze ne sanno molto più di quanto non si creda sull'argomento?
«Scherzi?! Le ragazze ne sanno tantissimo! Ho moltissime amiche che guardano porno e si divertono tantissimo a parlarne. Quando ho "studiato" un po' per la realizzazione di Kubrick, è stata proprio una di loro a suggerirmi i migliori motori di ricerca per generi, dei quali io stesso non sapevo dell'esistenza».

Sessualità e informazione : quali sono, dal tuo vissuto di esperienza e racconti, i tabu e gli spauracchi più diffusi tra i tuoi coetanei?
«Devo dire che nella mia esperienza non ho incontrato molte vittime di spauracchi.  Credo che la mia generazione abbia una grande consapevolezza rispetto alla sessualità in genere. Alle volte lo scalino da superare è quello che riguarda la propria esperienza più personale. Malgrado i giovani abbiano una sessualità sempre più emancipata, veniamo da una tradizione cattolica che ci portiamo dentro. Tutto questo, insieme a una cultura un po' "patriarcal-machista"- anche se non è proprio il termine giusto- alle volte impedisce quella libertà e quell'abbandono che sono necessari nello scambio amoroso.

E tu? Che rapporto hai con l'eros?
«Sono molto curioso. Ho una forte curiosità per il corpo in genere e per i sensi e vivo questo bisogno di scoperta con forte energia, libertà e generosità -nel permettere anche agli altri di scoprire me».

Qual è il senso dominante nel tuo immaginario/vissuto erotico?
«L'olfatto è in assoluto il senso dominante. Capisco le persone dal loro odore. E' una cosa un po' animale lo so, ma sono fiero di come si è sviluppato in me questo senso, che purtroppo per pudore ormai utilizziamo sempre meno, anche nel quotidiano».

Che cosa ti seduce ineluttabilmente in una donna?
«Non c'è nulla di volontario che possa sedurmi in un donna, è esclusivamente un fatto di energia ed erotismo, e l'erotismo è fatto di pelle, fiati, odori e sguardi. Quando queste cose insieme riescono a confonderti è ok!».

Un sogno erotico ricorrente (situazione e personaggio)…
«Non ce l'ho, però mi è capitato di sognare di fare l'amore sospeso per aria, non molto in alto...a dieci cm dal letto».

Mai visto un porno? Se sì, che cosa attrae l'uomo verso questo genere? E... gli riconosci poetiche, 'maestri' e interpreti cult?
«Si più di uno. Non amo molto i film. Preferisco gli amatoriali. In The dreamers Bertolucci fa dire a uno dei suoi personaggi che un regista è come un guardone, un voyeur e che è come se la macchina da presa fosse il buco della serratura dei tuoi genitori che spii e sei disgustato e ti senti in colpa, ma non puoi fare a meno di guardare. Ecco credo sia una cosa simile che attrae le persone verso questo genere. Una curiosità anche un po' infantile in un certo senso. Siamo un po' tutti dei registi mancati insomma. Sicuramente poi esistono poetiche, maestri ecc. ma devo ammettere la mia ignoranza in materia».  

Ti propongono un ruolo molto erotico: accetti?
«Dipende tutto dalla sceneggiatura e dal regista. Credo esistano film erotici molto belli anche con scene esplicite. Non avrei problemi a girarne alcuni né a girare nudo, se fosse necessario al senso estetico del film. Probabilmente però è più facile che io faccia un film non molto bello vestito, che uno non molto bello svestito...sarebbe abbastanza escluso».

Ti propongono un porno: meglio regista o attore?
«Farei sicuramente il regista. In primo luogo per le parole di Bertolucci che ho già citato, in secondo luogo perché sono troppo pigro per fare l'attore in un film hard, immagino sia troppo faticoso».

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