Dieci consigli per sentirti una dea e sedurre il tuo uomoEssere una donna al massimo grado. Anzi una dea. Un’iniezione di autostima che viene direttamente dalla mitologia classica, da rileggere e interpretare in chiave psicologica. A farlo ci aiuta la dottoressa Monica Vivona, psicoterapeuta dello studio Liberamente (www.studioliberamente.it) che ha curato un corso di autostima al femminile ispirato proprio alle abitanti dell’Olimpo. «Una volta che la donna, attraverso l’ascolto di se stessa, sia diventata consapevole della presenza in lei degli archetipi delle dee, può riconoscere più facilmente quale “dea” la sta influenzando, quali sono i suoi bisogni, cosa le sta a cuore, quale scelta è meglio fare». Ecco dieci consigli e altrettanti avvertimenti (due per ogni archetipo) davvero “divini” su come essere più sicure di se stesse e consapevoli di ciò che si vuole dalla propria vita e dal proprio uomo. 
Per essere Afrodite recupera la tua sensualità e il tuo essere creativaAfrodite è la dea dell’amore e della bellezza, da lei emanano attrazione, sensualità e vita nuova. Ciò che Afrodite genera è il desiderio di conoscere ed essere conosciuti, che porta alla nascita: se è unione fisica si tratta di una nuova vita, se l’unione è di mente, cuore o spirito, accade la nascita e crescita di qualcosa di nuovo a livello creativo. «Per la donna – spiega la dottoressa Vivona – seguire l’archetipo di Afrodite significa valorizzare ciò che c’è in lei di più femminile, dare spazio all’energia trasformativa che porta alla creatività e all’autorealizzazione. Afrodite spinge la donna a cercare nei rapporti intensità e stabilità, a tenere in gran valore il processo creativo e a essere aperta al cambiamento».
Attenzione: Afrodite può costringere una donna ad amare chi non può o non vuole ricambiarla. Se ci si innamora dell’amore il rischio è di soffrire perché si viene trattati male e di subordinare tutto alle “briciole” che le arrivano da lui.

Per essere Afrodite valorizza il momento presenteAfrodite è la dea della sensualità e questa è un’esperienza sensoriale di immersione nel momento, che chiama in causa il tatto, il suono, l’immaginazione, il movimento, la vista, l’olfatto, il gusto. «La seduzione – spiega la dottoressa Vivona - è figlia del presente. Mantenere l’ascolto di quello che noi proviamo consente di attivare le nostre risorse trasformandole in sane strategie seduttive. Sedurre infatti significa attingere a parti nascoste e velate che ognuno di noi ha dentro e che vanno svelate al mondo. È l’affermazione discreta e sensuale del proprio valore e della propria piacevolezza».
Attenzione: non si deve mai dimenticare se stesse. Negare Afrodite, ovvero colei che ci mette in relazione con la nostra femminilità, ci può portare lontano da dove vogliamo arrivare. Se mi piace qualcuno e non sono in contatto con la mia sensualità, vado subito sul piano amichevole, faccio la mamma, mi occupo dei suoi problemi, mi do molto da fare per trovare soluzioni utili per lui. È uno stile diffuso, ma è quanto di meno seducente si possa attuare!
Per essere Artemide concentrati su ciò che ritieni importanteArtemide è la dea della caccia, è l’arciera che può mirare a qualsiasi bersaglio, sapendo che le sue frecce andranno a segno. «Ispirarsi a questo archetipo – spiega la dottoressa Vivona - dà alla donna la capacità innata di concentrarsi intensamente su qualsiasi cosa lei consideri importante e le dà la forza di perseverare nonostante gli ostacoli, facendola arrivare al conseguimento e alla realizzazione dei propri obiettivi, si tratti di amore o di lavoro».
Attenzione: Artemide ha un aspetto distruttivo rappresentato dal cinghiale Caledonio. Quando era contrastata lo scatenava come furia devastatrice contro chi le si opponeva. La rabbia può quindi essere un problema, da affrontare riconoscendola come un aspetto di sé, qualcosa di cui diventare consapevoli.

Per essere Artemide liberati da etichette e condizionamenti«Artemide – afferma la dottoressa Vivona – rappresenta anche la forza che ci indica come agire in maniera funzionale al nostro benessere. Ci aiuta a liberarci dalle esperienze condizionanti del passato. Per far questo è importante affrontare le nostre “etichette”, ovvero i modi con cui il nostro partner, la famiglia e la cultura ci trasmettono i codici di comportamento, definendo cosa dobbiamo o non dobbiamo essere. Liberarsi da queste etichette significa non rinunciare alla nostra libera scelta, alle nostre aspirazioni, ai nostri sogni. Un esercizio utile può essere quello di stilare l’elenco dei propri diritti (come il diritto di non essere perfette, quello di commettere errori...), e declamarlo davanti allo specchio o meglio ancora davanti al proprio compagno!».
Attenzione: non bisogna essere troppo egoiste o spietate, valutando tutto in termini di bianco e nero. La consapevolezza di essere forte e indipendente come Artemide non deve far perdere contatto con quella parte vulnerabile che ci consente di accettare noi stessi e gli altri.
Per essere Atena sviluppa il tuo lato maschileAtena è la dea della saggezza e dei mestieri e rappresenta la razionalità, non a caso nasce dalla testa di Zeus. «Sotto l’influsso di questo archetipo – spiega la dottoressa Vivona – la donna può coltivare qualità positive come il dominio della volontà e dell’intelletto su emozioni distruttive. Atena è la parte maschile, orientata all’esterno e alla realizzazione. Splendida dea guerriera non teme di misurarsi con gli altri e non ha paura a esprimere se stessa in modo chiaro. Nasce con una corazza, sa quindi proteggersi da ciò che le può far male».
Attenzione: non bisogna eccedere nel razionalismo, perdendo quel tocco di romanticismo ed empatia che è tipico delle donne. Un altro rischio è quello di non dare sufficiente attenzione al corpo, a quello che ci dice, ai suoi bisogni. La corazza infine è una giusta autodifesa che però bisogna ricordarsi di togliere per lasciarsi coinvolgere e ammettere di aver qualcosa da imparare.
Per essere Atena modifica un’azione se è improduttivaAtena è pratica e pragmatica, pianifica, prevede ed è anche un’abile tessitrice. «Atena ci insegna a vivere – spiega la dottoressa Vivona – nel “giusto mezzo”, aiutandoci a tenere sotto controllo gli eventi, a considerare gli effetti e soprattutto a modificare un’azione o un comportamento se si dovessero rivelare improduttivi o dannosi per noi stesse». Un insegnamento utile soprattutto in quelle relazioni in cui il rischio è quello restare vittime di comportamenti autodistruttivi.
Attenzione: non bisogna restare schiacciate dal senso di perfezione, dal desiderio di fare che diventa compulsivo e dall’incapacità di rallentare. La donna eccessivamente sotto l’influsso di Atena tende a ritenersi l’unica in grado di agire per il meglio, di fatto è incapace di delegare e risulta vittima di un efficientismo che la sfianca.

Per essere Demetra sviluppa il tuo lato maternoDemetra è la dea delle messi, la dea nutrice e madre. «Demetra – spiega la dottoressa Vivona - è l’archetipo della madre, dell’accudire, del prendersi cura degli altri. Si realizza nella gravidanza o nel dare agli altri nutrimento fisico, psicologico, spirituale. La qualità che vengono da Demetra sono quelle che fanno una donna protettiva, in grado di dare aiuto e sostegno. Demetra rappresenta anche la perseveranza, la pazienza, la testardaggine, che non si dà per vinta quando è in gioco l’interesse di chi ama».
Attenzione: non bisogna trasformare il prendersi cura degli altri in una scusa per non occuparsi di sé. Dimenticare i propri bisogni e le proprie aspirazioni è un rischio che la donna troppo influenzata da Demetra corre più di altre. Ad esempio cucina piatti elaborati per compagno, marito o figli, ma se si trova a essere sola probabilmente non apparecchia neppure la tavola. Inoltre finisce per credere che gli altri la amino per quello che fa, non per quello che è. La paura di essere rifiutata è un altro grande limite che accompagna la donna-Demetra.
Per essere Demetra sii generosa«Demetra – spiega la dottoressa Vivona - rappresenta l’archetipo della generosità, fu la più generosa delle dee, infatti diede all’umanità l’agricoltura e i raccolti. Una generosità che è di sentimenti, di tempo, di affetti. La caratterizzano senso pratico e calore umano insieme». Disponibile, collaborativa e disinteressata nel darsi agli altri è una compagna solida e fidata.
Attenzione: non si deve trasformare la capacità illimitata di dare in una disponibilità senza limiti. Bisogna anche saper dire di no. Questo esserci sempre infatti toglie energie. Le risorse che abbiamo come persone non sono illimitate e la donna troppo influenzata da Demetra è più di altre esposta a patologie da stress perché finisce per essere impegnata oltre misura.
Per essere Era dai grande importanza ai rapporti d’amore e di amiciziaEra è la dea del matrimonio, moglie di Zeus è la forma femminile della parola greca heros, ovvero eroe. «L’archetipo di Era – spiega la dottoressa Vivona – rappresenta la capacità di legarsi, di essere leali e fedeli, di sopportare le difficoltà in una relazione e di superarle».
Attenzione: non si deve vedere la propria realizzazione in funzione di un rapporto di coppia, pensando sia lui a garantire la propria realizzazione. Così facendo la donna-Era andrà incontro a una delusione profonda, come se lui l’avesse ingannata. In realtà a ingannarla sono state le aspettative irrealistiche che lei ha proiettato su di lui e sul loro rapporto.

Per essere Era impara a ricominciare di nuovoSecondo il mito Era ogni anno passava dall’essere fanciulla vergine in primavera, sposa realizzata durante estate e autunno e infine vedova in inverno. «Così Era ci insegna che c’è la possibilità di portare a termine un ciclo e ricominciare di nuovo – spiega la dottoressa Vivona –. Era, più volte tradita dal marito Zeus ad un certo punto lo abbandona. Con quell’abbandono, oltre che il marito, Era abbandona le speranze di un cambiamento da parte di lui, abbandona il ruolo di donna tradita e vendicativa. Solo a quel punto Zeus scopre quanto lei sia importante».
Attenzione: il rischio è di assumere un atteggiamento di critica e svalutazione della persona che si ha al proprio fianco perché la si ritiene colpevole di averci delusa. La mitologia racconta Era come una donna bisbetica, gelosa e vendicativa per le umiliazioni subite. Il rischio è di cristallizzarsi nella delusione, cosa che potrà provocare un vero e proprio circolo vizioso, in cui si cerca di ripristinare l’illusione della prima fase, ma il fallimento di questo tentativo non fa che alimentare la delusione, crogiolandosi nell’incapacità di accettare l’altro per ciò che è e nel costante rancore per il tradimento delle aspettative irrealistiche riposte.