Separazione, come gestire tutto senza traumi?

di Guy Pizzinelli 

La separazione è il momento più critico di una relazione: come si può essere pronti ad affrontarla?

Guy Pizzinelli

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La separazione è il momento della relazione che provoca più stress, ansia, e disagio: è il momento del riconoscimento doloroso del fallimento, ma soprattutto fa temere il giudizio che siano stati lasciati perché indesiderabili, perché altre persone sono state preferite a noi, perché abbiamo difetti insopportabile e un carattere impossibile, magari.

La separazione è un'esperienza di perdita, per poterla superare occorre pertanto elaborare il lutto ad essa legato. Questo è l'insieme di emozioni apparentemente contraddittorie che scaturisce in seguito alla perdita di qualcosa che amiamo. E' molto simile a perdite irrimediabili come la morte di una persona cara. La differenza sta nel fatto che le emozioni legate al lutto per la separazione sembrano avere un andamento ciclico: le persone tendono a muoversi ciclicamente e ricorsivamente in un'altalena di amore, rabbia e tristezza, emozioni apparentemente contrastanti ma che in realtà sono legate tra loro in quanto fanno parte dell'esperienza del lutto.
Inizialmente è difficile vivere "emozioni miste" (es. rabbia smorzata dal ricordo dell'amore vissuto), ma con il tempo le emozioni tendono a sovrapporsi portando ad una visione più realistica e meno dolorosa della separazione.
A volte, tuttavia, le persone possono rimanere intrappolate in una delle fasi del ciclo. Chi si è incagliato nella fase dell'amore potrebbe perciò negare la realtà della fine del rapporto e cercare un'impossibile riconciliazione; chi rimane intrappolato nella rabbia potrebbe agire mosso dalla vendetta o dal rancore; chi invece rimane chiuso nella tristezza potrebbe essere prigioniero di esagerati sensi di colpa o dell'incapacità di reagire alla perdita. A volte perciò le parole, le decisioni, le azioni che i genitori manifestano potrebbero essere dettate dalla difficoltà di elaborazione del lutto della separazione.

Un elemento importante è la capacità di compartimentare le varie fasi e i livelli della separazione: i litigi, le contestazioni, il rifiuto delle regole legali, la sottrazione dei figli, le vertenze economiche, spesso sono tutti mezzi per prolungare con l' odio quel rapporto che non si è potuto continuare in modo pacifico. Altre volte si mantengono in piedi, attraverso i figli, rapporti di potere e dipendenza  sui problemi educativi, sulle scelte e sull'educazione che li riguarda.
La separazione sana invece, prevede che i figli accettino che il divorzio dei genitori è definitivo, mentre il loro rapporto continua con entrambi i genitori.

Ma più di tutto, essere pronti a una separazione significa capire che c'è un tempo necessario per l'elaborazione del lutto, per ritrovare il nostro equilibrio interiore ed emotivo, per riprendere i fili di una vita autonoma che può anche solo essere un periodo di transizione, nell'attesa di sentirsi di nuovo pronti, ancora, a una nuova relazione.

E voi, siete consapevoli di quali sono i passi necessari ad affrontare nel modo migliore una separazione dal partner?


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