Come perdonare un tradimento

di Guy Pizzinelli 

©ome riuscire ad andare oltre la scoperta di un tradimento senza che questo trascini conseguenze nel futuro della coppia

Guy Pizzinelli

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Se un'avventura di uno dei due partner mette in crisi la coppia, far finta di niente e imporsi di chiudere un occhio, soffocando la propria natura e il proprio istinto, rischia solo di danneggiare ancora di più relazione, trasformandola in una sofferenza inutile.

In una coppia, l'evento del tradimento crea sempre le condizioni per litigio, rabbia, sofferenza, voglia di vendetta, delusione. Di fronte a un evento di questo tipo si possono avere reazioni molto differenti, ma se la persona tradita decide di non interrompere la relazione e di stare ancora insieme all'altro, deve riuscire a trovare il modo giusto per elaborare la situazione. Altrimenti il rischio conseguente al tradimento è quello di una sofferenza estenuante che nel tempo può alterare ancor più in profondità il rapporto, logorandolo e spingendo verso comportamenti che mai si sarebbero messi in atto.

Il perdono è un processo lungo durante il quale si attraversano diverse fasi, ciascuna è indispensabile per riuscire realmente a superare la frattura creata dal tradimento.
Non è facile perché molto spesso crediamo di aver perdonato e non è vero.
Spesso, infatti, si tende a confondere il perdono con la riconciliazione ma sono due atti distinti. Perdonare significa riuscire a vedere i limiti di chi ci ha ferito, ridargli una dimensione più reale, di persona con pregi e difetti, comprendere senza per questo giustificare.
È necessario vivere consapevolmente e costruttivamente la fase emotiva del dolore e della rabbia che segue la scoperta di un tradimento. Al contempo la persona che ha tradito deve permettere alla vittima del tradimento di esprimere anche con forza tutto il dolore e la rabbia che ha dentro.

Se l'autore del tradimento tenta di trovare subito delle spiegazioni razionali al proprio gesto, non fa altro che amplificare dolore e rabbia della vittima che non solo si sente tale ma paradossalmente anche colpevolizzata. Solo dopo che si è attenuata la fase emotiva descritta, è possibile comunicare nella coppia e chiedersi perché sia successo.
Per questo è consigliabile ponderare bene le proprie scelte, evitare di agire in maniera troppo istintiva,  valutando l'opportunità di chiedere il supporto di uno psicologo, individuale e/o di coppia, al fine di affrontare questa fase così delicata, avvalendosi così del sostegno e del parere professionale di un esperto. Non fate finta che non sia successo niente: parlatene e chiarite eventuali ombre del vostro rapporto. Ma non state nemmeno a fare autoanalisi per tutto il tempo: provate cose nuove, qualcosa che possa dare una scossa al vostro rapporto.


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