Sei dipendente dal tuo fidanzato?

di Guy Pizzinelli 

La dipendenza affettiva può manifestarsi a ogni età e all'interno di ogni tipo di relazione. Ecco come affrontarla

Guy Pizzinelli

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E tu, sei dipendente dal tuo ragazzo o fidanzato?
Confessa!
Scherzi a parte, ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri:tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione da parte degli altri, per sostenerci e per regolare la nostra autostima.

L'amore rappresenta il bisogno e la capacità di evolvere noi stessi e insieme a un'altra persona creare una realtà nuova. Talvolta però, quando si altera l'equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, l'amore può trasformarsi, invece che in un'occasione di crescita e arricchimento, in una gabbia senza prospettive di fuga, con sbarre che danno dolore. Questo è quello che succede quando si scivola nella dipendenza affettiva.

Possiamo definire la dipendenza affettiva come una forma patologica di amore caratterizzata da una costante assenza di reciprocità all'interno della relazione di coppia, in cui uno dei due (nel 99% dei casi la donna) riveste il ruolo di donatore d'amore a senso unico, e vede nel legame con l'altro, spesso problematico o sfuggente, l'unica ragione della propria esistenza. La continua ricerca d'amore ha tutte le caratteristiche della dipendenza da sostanze, tanto da condividerne alcuni aspetti fondamentali:
- l'ebbrezza: la sensazione di piacere, che il dipendente prova quando è con il partner, gli è indispensabile per stare bene e non riesce ad ottenerla in altri modi;
- la tolleranza: il dipendente ricerca quantità di tempo sempre maggiori da dedicare al partner, riducendo sempre di più la propria autonomia e le relazioni con gli altri;
- l'astinenza: l'assenza del partner (per lavoro ad esempio) getta il dipendente in uno stato di allarme. Talvolta il bisogno della presenza fisica dell'altro è talmente forte che il dipendente sente di esistere solo quando il partner gli è vicino. Il partner infatti è visto come l'unica fonte di gratificazione, le attività quotidiane sono trascurate e l'unica cosa importante è il tempo che si trascorre insieme.
Dal momento che nella loro crescita e sviluppo sono stati ostacolati molto presto nella vita, i drogati d'amore associano se stessi all'identità della persona amata.

La caratteristica che accomuna tutti i rapporti dei dipendenti da amore è la "stagnazione". Pieni di timore per ogni cambiamento, i dipendenti d'amore soffocano lo sviluppo delle capacità individuali e sopprimono ogni desiderio e ogni interesse.
Il bisogno disperato di sicurezza fa da guida ad ogni progetto emotivo.
I dipendenti affettivi sono ossessionati da bisogni impossibili e da aspettative assolutamente non realistiche; sono portati a pensare che operando a favore del compagno metteranno al sicuro il loro rapporto; le occasioni di delusione e risentimento che possono verificarsi sono sufficienti a rendere inutile un simile progetto.
Per uscirne, ci si può avvalere del supporto psicologico individuale e a volte può essere necessaria una psicoterapia. Ma ciò che è certamente utile per velocizzare e stabilizzare i miglioramenti è il confronto in gruppo tra persone che vivono lo stesso problema perché ciò consente di prendere un impegno con gli altri, davanti agli altri e di cominciare a riconoscere le distorsioni della realtà, grazie alle somiglianze della propria vita con la vita altrui che consentono di vincere le difese che non permettono di vedere la verità sulla propria storia personale.


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