I preservativi che geolocalizzano l'amore

di Claudia Raimondi 

Negli Stati Uniti profilattici con Qr Code in un'iniziativa
dedicata a sensibilizzare i giovani sul sesso sicuro

Claudia Raimondi

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Photo Corbis

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Sesso geolocalizzato grazie a preservativi con il QR Code. Dove lo fai diventa oggetto di condivisione online. Quella che sembra l'ultima perversione di una società impegnata a far diventare pubblico ogni più intimo istante della propria vita è in realtà un'iniziativa a favore del sesso sicuro.

Planned Parenthood, organizzazione sanitaria che ha come scopo quello di diffondere gli strumenti per una sessualità consapevole, al riparo da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili, ha diffuso tra i più giovani nella zona occidentale di Washington più di 55mila preservativi con stampato sull'involucro un QR Code, il codice che, letto ad esempio da uno smartphone, permette di identificare la propria posizione e quindi di pubblicare on line il luogo in cui è avvenuto un rapporto sessuale protetto.

È proprio questo lo spirito dell'iniziativa: condividere l'orgoglio di indossare una protezione.

Per l'iniziativa è stato aperto un sito all'indirizzo www.wheredidyouwearit.com (letteralmente: dove te lo sei messo). Su questa piattaforma, con modalità simili a siti come FourSquare, sono confluite le geolocalizzazione di tutti i rapporti protetti, arrivando a definire una mappa che può essere letta con diversi filtri, identificando ad esempio il genere, l'orientamento sessuale, l'età degli amanti e ovviamente la zona geografica in cui è avvenuto il rapporto, almeno in linea di massima.

Sì perché un minimo di privacy è stata comunque garantita evitando un superzoom, ma stando a una distanza tale dal punto del check-in che, pur non consentendo di entrare troppo nel dettaglio, si avesse una visione d'insieme e quantitativa del fenomeno.

«I preservativi sono uno strumento essenziale nel prevenire gravidanze indesiderate e arrestare la diffusione delle infezioni sessualmente trasmesse, come l'Aids - ha detto Nathan Engebretson, coordinatore dei nuovi media per Planned Parenthood in una dichiarazione -. La nostra intenzione è stata quella di promuovere una discussione sul tema dell'uso del preservativo, cercando anche di spazzar via alcuni pregiudizi che alcuni hanno sull'utilizzo dei profilattici. Il sito poi rappresenta l'intenzione di aggiungere un elemento di divertimento alla riflessione sulla necessità di prendere decisioni responsabili».

Chissà però che non diventi una moda.


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