Durex Safe Book,
l'educazione sessuale
che protegge la salute

di Alice Politi 

Durex e Anlaids presentano il Safe Book, un progetto di educazione al sesso sicuro rivolto agli studenti italiani. Al lancio dell'iniziativa abbiamo parlato di prevenzione e sessualità con la moderatrice Camila Raznovich. Ed è emerso che...

Alice Politi

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Camila Raznovich per il progetto Safe Book,
promosso in 7mila scuole italiane da Durex e Anlaids Onlus

Camila Raznovich per il progetto Safe Book, promosso in 7mila scuole italiane da Durex e Anlaids Onlus

Parlare di sesso nelle scuole. Di più: parlare di malattie, di prevenzione, di benessere legato a una sessualità vissuta in modo sano e responsabile. È questo l'impegno che Durex, azienda leader mondiale nel mercato della contraccezione, porta avanti in Italia per il secondo anno consecutivo, con un progetto rivolto ad oltre 600mila ragazzi di 7mila istituti nazionali. Obiettivo: promuovere direttamente fra gli studenti contenuti educativi per prevenire la trasmissione di malattie e gravidanze indesiderate. Dai dati emersi nel 2009 e comunicati da Anlaids, sono risultate infatti 400 nuove infezioni all'anno, nella fascia di età compresa fra i 15 e i 24 anni.

Il progetto Safe Book, realizzato in collaborazione con Anlaids Onlus (Associazione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS), consente a Durex di compiere, per il secondo anno consecutivo, un'estesa opera di prevenzione e di educazione sessuale rivolta ai ragazzi direttamente all'interno delle scuole.
E quest'anno con importanti novità: il coinvolgimento per la prima volta delle terze medie, la collaborazione delle ASL di riferimento (con la possibilità di far intervenire un referente qualificato per l'approfondimento dei contenuti) e una declinazione digitale grazie al supporto delle lavagne multimediali (LIM) per la trasmissione di videolesson tenute dal professor Maurizio Bini, responsabile di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Niguarda di Milano e specialista sulla prevenzione sessuale.

Il progetto educativo ha scelto di usare un linguaggio web 2.0 proprio per creare condivisione fra i ragazzi e dunque avvicinarsi a loro attraverso codici condivisibili. A casa, gli studenti potranno infatti accedere a un sito dedicato, dove si metteranno alla prova con test e quiz relativi alle video lezioni. In più, avranno la possibilità di scrivere e comunicare con il professor Bini attraverso una chat live.
A rendere il percorso ancora più concreto ed efficace, c'è il Passaporto Safe Book che verrà distribuito agli studenti quale strumento di approfondimento di alcuni argomenti affrontati.

Moderatrice della presentazione del progetto è stata la presentatrice e scrittrice Camila Raznovich, già volto del programma LoveLine di Mtv, ideato con l'obiettivo di parlare di sesso ai e con i ragazzi, al fine di compiere un sano lavoro di educazione sessuale.

Da alcuni anni ti occupi di altro (su La7 nel 2012 ha presentato il parental show Mamma mia che domenica, ndr), eppure hai mantenuto un legame con l'ambito dell'educazione sessuale...
«Mi piace restare legata a un tema rilevante come questo. Trovo giusto e importante sensibilizzare i ragazzi sull'argomento prevenzione. In Italia tende a esserci ancora un atteggiamento di tabù a questo riguardo, invece occorre informarli e tutelarli».

Pensi che oggi, rispetto al passato, non ci sia abbastanza informazione sul tema della prevenzione e delle malattie sessuali?
«Sul fronte delle campagne di informazione si sono fatti molti passi indietro rispetto a vent'anni fa. Oggi se ne parla pochissimo. Il vero problema è pensare che l'Aids non uccida più, perché il fenomeno si può contenere. In realtà, è vero che si vive, che la malattia si è cronicizzata, ma il problema è che non è diminuito il contagio».

Chi è più a rischio di contrarre malattie sessuali?
«Le più colpite, attualmente, sono le donne giovani che non si proteggono. Ma oggi non si può più parlare, come avveniva in passato, di categoria a rischio, bensì di comportamento a rischio. Chiunque, se non si protegge adeguatamente può mettere a repentaglio la propria salute».

Qual è l'esigenza dei ragazzi di oggi in relazione al tema della sessualità?
«A loro non piace essere giudicati. Vogliono avere informazioni, sapere come comportarsi senza giudizi sulle loro azioni. E fare domande e avere risposte in ambito sessuale lo considerano un fatto fondamentale. Questo bisogno da parte dei ragazzi di oggi è identico a quello che riscontravo dieci anni fa durante la conduzione di Loveline».

Quali sono i principali canali di informazione, attualmente?
«Internet è una fonte di grande confusione ma anche di informazione. La cosa importante è sapersi districare e capire qual è l'informazione vera. Bisognerebbe invece far attenzione al passaparola: "Il mio amico mi ha detto che…": se ci si vuole informare è bene farlo con i referenti giusti, attraverso il proprio medico, la farmacia, la famiglia».

Quanto può essere determinante, in questo senso, il comportamento dei genitori?
«Il loro ruolo è fondamentale. Non possono delegare alla scuola argomenti importanti come l'educazione sessuale, la prevenzione. Trovo che molti genitori recriminino eccessivamente il fatto che le istituzioni non facciano abbastanza per aiutare i figli a capire. Società significa scuola, chiesa, istituzioni ma soprattutto famiglia. È da lì che tutto deve partire. I genitori dovrebbero imparare a superare il senso di vergogna che spesso provano nell'affrontare certi temi. E capire che spesso è proprio il loro silenzio a fare danni».


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