Come prevenire le malattie a trasmissione sessuale (MST)

di Guy Pizzinelli 

Come imparare a fare massima attenzione durante i rapporti sessuali e a proteggersi sempre, per prevenire ed evitare le MTS

Guy Pizzinelli

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Sesso sì, ovunque e comunque, ma con la massima attenzione.
E la parola d'ordine non può che essere: prevenzione.

Ormai tutti sanno bene che le MTS sono malattie si trasmettono con la stessa frequenza sia con il rapporto sessuale classico penetrativo (vaginale e/o anale ) che anche con il rapporto oro-genitale (bocca+ organi genitali).
Quindi, per esempio, nella classica "fellatio" sia il soggetto "ricevente" che il "praticante" sono a rischio di MTS se uno dei due è infetto.

Tutte le MTS sono trasmissibili attraverso un rapporto anale, vaginale e anche orale se questo non è protetto
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Ovviamente poi entrano in gioco fattori favorenti la trasmissione come la carica infettante del virus, batterio, fungo o protozoo in gioco, la presenza di ferite a livello del cavo orofaringeo, soprattutto per l'HIV, nonché la promiscuità dei rapporti.
Perché, secondo quanto affermato dall'Istituto superiore di Sanità, la quasi totalità, ovvero l'80%, delle almeno 4mila nuove infezioni da Hiv rilevate in Italia, è causata da una trasmissione per via sessuale. Erano il 13,3% nel 1998.

Sesso sicuro dunque, contro l'Aids ma non solo. Perché sono in aumento le malattie sessualmente trasmissibili che, dice sempre l'Istituto superiore di sanità, dal 2005 a oggi hanno fatto registrare, nei Paesi occidentali, una recrudescenza inaspettata e mai osservata dalla fine degli anni Settanta.
Proteggersi bene è d'obbligo anche perché i pericoli sono vari: sifilide, in crescita così tanto da far parlare di nuove epidemie, gonorrea, clamidia, trichomonas vaginalis, tutte malattie in forte aumento, diagnosticate tardi e per questo ulteriormente diffuse. E i rapporti orali, a torto ritenuti sicuri, rappresentano una causa di contagio sottovalutata.

A rischio i giovanissimi, alle prime esperienze sessuali, ma anche le donne intorno ai trent'anni, soprattutto se con una vita sessuale molto attiva. Sono loro infatti le più colpite da clamidia e trichomonas vaginalis.
«Strano paradosso quello dei giovanissimi: il sesso per loro non è più tabù, ne parlano e lo praticano sempre più presto, ma tra loro scarseggiano informazioni corrette sulla sicurezza e la salute sessuale. Di eventuali problemi non discutono né col medico né con i genitori, al limite scambiano informazioni tra loro, il più delle volte sbagliate», spiega Barbara Suligoi, direttore del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità che negli ultimi anni ha segnalato un aumento esponenziale di malattie sessualmente trasmissibili un tempo ritenute scomparse come sifilide, clamidia e gonorrea. «Dal 1991 al 2012 il sistema di sorveglianza basato sui centri sentinella italiani ha segnalato più di 85mila nuovi casi, circa il 20% riguardanti i giovani tra 15 e 24 anni».

 

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