TRENDS REPORT

Cinema hard: la nouvelle vague dedicata a "lei"

25 marzo 2011

Ci sono le professioniste, le femministe, quelle indie. Chi lo fà soft, erotico, e chi lo dirige hard e sfacciato. Negli ultimi anni il mondo della pornografia, tradizionalmente maschile, nonché maschilista, ha accolto una nuovelle vague di registe, molte delle quali intenzionate a cambiare un sistema. E intanto è cambiato lo sguardo: nei film sono spuntate trame, le inquadrature si allargano, storie, scene e amplessi sono pensati anche per un pubblico di donne. Attenzione però, non tutto il porno al femminile è soft come si pensa, e non tutte le registe si rivolgono alle fanciulle. Insomma, anche le luci rosa hanno mille sfumature. Pronte a scoprirle?

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Mia Engberg e l'intellectual porn

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svedese, 40 anni
www.miaengberg.com
www.dirtydiaries.se


Chi è Documentarista, regista indipendente e femminista militante. Una passione per Claire Denis (Chocolat, Beau travail) e un'avversione per il porno mainstraim: «I tipici film porno sono fatti per guadagnare – ci spiega – ed enfatizzano stereotipi di genere dove le donne sono oggetti e gli uomini sono bestie».
Cosa fa Cerca un'altra chiave di lettura, decisamente creativa: «Il nuovo porno è fatto per ragioni artistiche ed è realizzato con sensualità e fantasia. Fa bene a tutti, non solo alle donne». Nel 2009 ha ottenuto i fondi statali per realizzare Dirty diaries, un progetto collettivo di “porno femminista”, 13 corti girati su telefonino da altrettante registe. Il risultato è sorprendente: artistico, underground, divertente, decisamente inedito. Ed eccitante.
Cos'ha di diverso Sul sito di Dirty diaries c'è un manifesto, dieci frasi per marcare la differenza con la pornografia mainstream e per far capire da che parte stanno le registe: da “Sei bella così come sei” a “Combatti per il tuo diritto a essere eccitata”, da “Abbatti il capitalismo e la società patriarcale” a “Stay queer”.
Per chi sono Dirty Diaries e i film di Mia curiose e intellettuali

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