Cinque amiche di Colonia:
Judith, che ha appena perso il marito,
Caroline, che fa l'avvocato ed è perfetta in
tutto, Kiki, bella e dal batticuore facile,
Eva, mamma e casalinga (per nulla disperata),
Estelle, snob e raffinata. Si conoscono a un corso
di francese, non si mollano più.
Per anni s'incontrano ogni martedì, finché decidono di compiere
un pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Si mettono in cammino
seguendo il diario del marito di Judith. Ma le sue annotazioni si
rivelano imprecise, anzi opposte alla realtà. Il tutto si complica
e per trecento pagine seguiamo la storia che Monica
Peetz, tedesca di Monaco ma residente ad Amsterdam, ha
intessuto ne La quinta costellazione del
cuore (Garzanti, pag. 301, 640 euro), un romanzo che
parla di viaggi e di amicizia al femminile.
Style.it ha intervistato l'autrice.
Il Cammino delle sue protagoniste parte dalla
Linguadoca, a sud della Francia: non compiono l'itinerario
tradizionale. «È vero: ho scelto per loro un percorso
diverso dalla classica via francese che passa da nord. Volevo veder
muovere loro, donne di città, in mezzo alla sperduta campagna
francese, con i contadini che le guardano stralunati perché non
seguono il percorso di tutti gli altri pellegrini e non sanno dove
alloggiare.»
La vacanza-pellegrinaggio è diventata molto trendy,
specie tra donne. «In Olanda ci sono gruppi di persone che
si ritrovano insieme per camminare anche 50 chilometri al giorno!
Io non potrei mai farlo: confesso di aver visitato tutti i luoghi
descritti nel romanzo - persino gli orari dei bus citati sono
esatti - ma di averlo fatto in macchina. Detto questo, il Cammino è
diventato una sorta di rituale fisico. C'è una stretta
corrispondenza tra viaggio interiore e percorso a piedi.»
Perché? «Il Cammino mette alla prova non solo
la nostra energia fisica ma anche quella mentale, ci porta a capire
qual è il nostro limite nel fare la stessa cosa: camminare per
chilometri e chilometri, con la testa libera di vagare pensando a
ciò che vuole.»
Nel libro non si parla molto di spiritualità, ma dei
rapporti, molto terreni, tra le protagoniste. «Volevo
analizzare l'amicizia femminile lontano dalla quotidianità e dalla
presenza degli uomini. Non a caso, la rottura all'interno del
gruppo giunge per mezzo di figure maschili.»
Non sveliamo troppo della trama, che si risolve solo
nell'ultimo capitolo. Ma dobbiamo dire che resta la sensazione, al
termine del Cammino e della lettura, che nulla sarà come
prima. «E infatti sono al lavoro su un nuovo romanzo con
le stesse protagoniste. Questa volta le porto tutte in Baviera, in
una clinica dove si pratica il digiuno rigoroso per una settimana.
Vedremo che cosa succederà…»
(ps. Per le curiose che conoscono il tedesco, il nuovo libro
esce in Germania a maggio).