«La realtà è utile per inventarne una nuova»

di Giulia Lina Callegari  24 novembre 2011

Alla scoperta di giovani talenti incontriamo Alexandra Bellissimo, una fotografa cui non basta catturare la realtà quanto, piuttosto, crearne una. A voi ricorda qualcuno?

Giulia Lina Callegari

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La giovane artista Alexandra Bellissimo, nata e cresciuta a Los Angeles, mi racconta che da sempre i suoi sforzi sono rivolti verso il creare immagini e fotografie, non semplicemente catturare quelle che esistono. Parlo con lei dopo aver incrociato la sua opera Rooted, un busto di donna sinuoso con un tronco al posto delle gambe, come una gonna.

I sui lavori nascono da tecniche come il collage e la post produzione digitale: tra forme naturali e manipolazioni artificiali, per stupire lo spettatore e sfidarlo a interpretare creature che senza questa artista non esisterebbero.

Alexandra come sei diventata una fotografa? Ma soprattutto ti definiresti così?
«In realtà all'inizio studiavo per fare l'illustratrice… Ma sin da quando avevo diciassette anni ho cominciato a sperimentare attraverso la fotografia, e appena presa in mano la macchina ho capito che quello che mi affascinava era poter creare qualcosa di nuovo, partendo da qualcosa che esiste. Mi piace fare la foto e catturare l'immagine, per poi manipolarla e costruirne una completamente nuova».

Hai sempre vissuto in California? «Sì, sempre. Mi piace stare vicino alla mia famiglia ma soprattutto conoscere bene le zone che mi circondano mi permette di giocare con degli scenari naturali diversi. E queste nature californiane per me sono fonte di ispirazione continua…»

Sono sicura che le immagini di Alexandra oltre che piacevoli possono sembrare inquietanti, in questo lato oscuro delle sue foto trovo traccia dell'illustratrice di fiabe antiche - e non a caso mi dice che adesso sta lavorando su una serie di creature insetti.

Alexandra c'è stato un momento del tuo percorso dove pensavi che non ce l'avresti mai fatta? «Beh, come ogni artista sono perennemente insicura delle cose che creo, anche se cerco di trasformare queste sensazioni in motivazioni per andare avanti… Mi ricordo che a scuola, una volta, un professore ha definito il mio intero portfolio: "Quasi interessante", ci sono rimasta malissimo!»

E invece il complimento migliore che hai mai ricevuto?
«Per me la soddisfazione più grande è quando lo spettatore dei miei lavori si ferma più di un istante a guardarli, che siano appesi a un muro o su di uno schermo… Significa che ho creato qualcosa che non è solo esteticamente appagante, ma che richiede un po' di sforzo, un impegno per essere capito. Insomma ogni volta che qualcuno sente una connessione con una mia opera io penso di aver scelto il lavoro giusto».

Auguro in bocca al lupo ad Alexandra, sono sicura che presto vedremo le sue creature insetto in Europa, come dice lei: su di uno schermo o appese a un muro non importa.

Vuoi acquistare una delle opere? Scrivi a: alexandra.bellissimo@gmail.com

 
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