Torey Hayden è tornata. L'autrice di 'Una
bambina', best-seller che ha venduto milioni di copie in
tutto il mondo, ci racconta ora la storia di una donna che ha
appena perso un bimbo, nato malformato, ma che grazie all'incontro
casuale con un altro bambino rapito e maltrattato, riscopre il
senso della sua esistenza. 'L'innocenza delle
volpi' (edito da Corbaccio, 16.90 euro), sono quasi
quattrocento pagine che si leggono d'un fiato.
Style.it ha incontrato l'autrice, esperta anche di
psicopatologia infantile e le ha fatto qualche domanda.
Bambini abusati, bambini maltrattati, bambini
abbandonati: come mai scrive spesso sul 'lato oscuro
dell'infanzia'?
«Per dare voce a chi non ce l'ha! Ci sono tanti di quei
fraintendimenti sull'infanzia, come l'idea che sia un periodo d'oro
e perfetto, senza problemi. Si pensa sempre che se i bambini
soffrono, tutto sommato non è così importante perché se ne
dimenticano presto oppure che hanno un'ottima capacità di rirpesa
anche nelle situazioni peggiori e così via. Le cose non stanno
proprio così».
Sarebbe a dire?
«I bambini ci somigliano molto, ma hanno una esperienza
inferiore a noi rispetto al mondo, e anche al male. Parlarne è
utile».
In questo suo ultimo libro lei paragona i bambini
'difficili' alle volpi…
«Le volpi sanno essere molto distruttive, ma al tempo
stesso sappiamo bene che non lo fanno apposta, che non c'è
cattiveria nel loro operato. Loro non badano nemmeno a noi:
pensano solo a loro stesse e a quanto sia buona quella gallina da
spennare. C'è una sorta di innocenza nella loro
distruzione. Se ci pensiamo bene, non solo i bambini
'difficili' somigliano alle volpi, ma anche molti adulti,
interessati a guardare alle cose solo dalla nostra prospettiva,
senza curarsi di ferire gli altri».
Secondo lei si parla a sufficienza dei bambini in crisi?
Ed è per questo, per il fatto che sono storie così tormentate, che
piacciono tanto i suoi libri?
«Spero che la ragione per cui la gente legge i miei
romanzi è perché sono una brava scrittrice! (ride). Scherzi a
parte, i miei libri non riguardano solo i bambini: tutti abbiamo
provato che cosa significhi essere non amati o rifiutati da chi
amiamo'»
Qual è l'aspetto dell'infanzia che ama di più?
«La freschezza. I bimbi paiono sempre nuovi di zecca.
Anche quando sono colpiti duramente da situazioni pesanti,
mantengono la capacità di cambiare e di aprirsi al mondo e alla
gente. La loro freschezza ci ricorda che può esistere un
modo nuovo, spesso inedito e piacevole, di guardare alla
vita… Abbiamo molto da imparare dai bambini».