Gioielli che si innaffiano e patatine di carta,
gustose e praticamente senza valori nutrizionali: una sintesi tra
chewing gum e junk food, che però non fa ingrassare. Il giovane
designer Hafsteinn Juliusson mi racconta come
tutto è cominciato.
Hafsteinn, dalla gioielleria al cibo. Tu ti definisci un
designer industriale? «Io mi considero prima di tutto un
designer concettuale. Non mi concentro mai sui materiali e la
produzione. Queste cose arrivano dopo, verso la fine del processo
creativo. Per me la cosa più importante è l'idea in sè, il suo
rapporto con il consumatore. Voglio riflettere sulla società,
sull'ecologia e vorrei evitare la produzione di massa, anche se il
mio campo di sperimentazione è ampissimo. Sono affascinato dalle
cose semplici. Quelle per le quali posso trovare soluzioni
divertenti e un concept forte, non mi importa se parliamo di cibo,
bibite o mobili!»
Growing Jewelry, la gioielleria che cresce con
chi la porta, ma come ti è venuta l'idea? «Il progetto è
stato la mia tesi all'Accademia d'Arte… L'idea mi e venuta quando
mi hanno raccontato quella leggenda su New York, quella secondo la
quale se Central Park non fosse a Manhattan non ci sarebbe
abbastanza ossigeno per le persone che vivono in città! Non credo
sia vero, ma mi ha fatto riflettere un sacco sul futuro, e su come
dobbiamo riconsiderare gli oggetti che ci circondano»
Il progetto piu difficile sul quale hai mai
lavorato? «Direi proprio questo sui gioielli, per via di
tutti quegli esperimenti che ho dovuto fare con il muschio.»
E quello che ti ha dato più soddisfazione?
«Sempre questo, non avrei mai e poi mai pensato che questi pezzi
sarebbero diventati best seller.»
Il tuo sogno come designer. «Ispirare le
persone, cercare di condizionare il loro comportamento in maniera
fresca e positiva. In ogni progetto cerco di mettere un pensiero
sulla sostenibilità, sull'etica e su un corretto e sano stile di
vita.»
C'è un libro che consiglieresti di leggere sul design,
che ti ha colpito? «Assolutamente: Starck after
Philippe Starck.»
Hafsteinn che suggerimento daresti ai giovani
designer? «Non accettate mai no come una
risposta. Non smettete di mettere tutto in discussione. Non seguite
le regole, siate ottimisti ma soprattutto
divertitevi!»
Per divertirsi a regalare le patatine di carta da mangiare
veramente, o un ciondolo a forma di vaso da coltivare, potete
andare da Pigr, a Milano.
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