Aspettando Godard (che declina Cannes con una poesia)

17 maggio 2010 
<p>Aspettando Godard (che declina Cannes con una poesia)</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Mistero Jean-Luc Godard a Cannes. Doveva arrivare per il suo Film Socialismè, selezionato nella sezione Un Certain Regard. E invece, il maestro della Nouvelle Vague francese, a mezz'ora dall'incontro con la stampa, ha annullato tutto.

«Non è mai arrivato», raccontano al Festival. Signore d'altri tempi, ha scritto però un fax al direttore dell'edizione, Thierry Fremaux. Un fax/poesia, lo chiamano qui alla Croisette, che ha del misterioso: «Morirei con il Festival, ma non farò un solo passo di più». Non nascondendo anche, alla soglia dei suoi 80 anni e in tutta onestà, «stanchezza e mancanza di desiderio di esserci», con problemi «come quelli della Grecia».

Film Socialismè (una «sinfonia in tre movimenti», l'ha definita lui), è un viaggio in conversazioni filosofiche su crisi d'identità, uguaglianza e libertà che fonde insieme Arendt e Sartre, Heidegger e Pirandello, Goethe e Malaparte.

A Cannes, il regista era venuto nove volte, l'ultima nel 2004, quando presentò Notre musique. La più memorabile nel 1968, quando la febbre di Parigi contagiò anche la Croisette e portò la rivoluzione sotto il sole della Costa Azzurra che brindava con lo champagne: Godard guidò con Francois Truffaut la contestazione fin dentro il Palais. Volevano si fermassero le proiezioni, i red carpet e le feste, simbolo per loro di elitismo e capitalismo. Era la 21esima edizione del Festival. Film d'apertura, Via col vento.

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