Javier Bardem a Cannes con Biutiful. Ma tutti aspettano Penelope

17 maggio 2010 
<p>Javier Bardem a Cannes con <em>Biutiful</em>. Ma tutti aspettano
Penelope</p>
PHOTO KIKA PRESS

Il giorno di Javier Bardem è arrivato: fuori al Palais des Festivals, tutti (donne soprattutto) stanno all'erta, mentre sullo schermo del Grand Theatre Lumiere è appena passato l'atteso film di cui è protagonista, Biutiful di Alejandro Gonzalez (già premiato a Cannes nel 2006 con Babel per la migliore regia).

Bardem arriva con una camicia celeste sbottonata al collo, l'aria da finto trasandato che fa sbandare le ragazzine del liceo e sentire un po' in colpa le mamme, che si ritrovano a fare apprezzamenti improbabili. Prende il microfono in mano e per provarlo si diverte a fare «Ooooo». Racconta che sul set si è sentito «protetto da Iñárritu, un regista che sa come prendersi cura degli attori».

Javier
, nel film, presta il suo volto scuro e corrucciato alle solitudini disperate del catalano Uxbal, «padre devoto, tormentato amante, figlio disorientato, businessman dell'underground, cacciatore di fantasmi, sensitivo» in una Barcellona di periferia e degrado. «Un personaggio maledetto, corrotto, malato che non vorrebbe perdere però l'amore come ultimo atto. Non è che mi scelga personaggi depressi: è che la vita è anche questa, anche questa è umanità », spiega Bardem, che a causa del cancro in una scena del film appare anche con indosso solo un pannolone.

Il regista di Biutiful, alla Croisette, è accompagnato dalla moglie e i fotografi sperano che ci sia anche la compagna di Bardem, Penélope Cruz, magari al momento rintanata in qualche suite, ma che stasera, sul red carpet, non manchi per la prima ufficiale.

I paparazzi sono tutti in fibrillazione alla ricerca dello scatto perfetto, quello della pancia di Penélope: «se mai ci fosse», come dicono, annuncerebbe quella dolce attesa su cui per il momento fantastica certa stampa internazionale.

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