Il regista Panahi fa piangere la Binoche

18 maggio 2010 
<p>Il regista Panahi fa piangere la Binoche</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Cuore d'oro e impegnato, quello di Juliette Binoche. Al Palais des Festivals, era all'incontro stampa di Copia conforme, il film di Abbas Kiarostami di cui è protagonista. Una giornalista iraniana prende il microfono. Piangendo, racconta che il regista Jafar Panahi, imprigionato in Iran da marzo perché voce dell'opposizione a Teheran, e per questo assente nella giuria di Cannes dove era stato invitato, ha iniziato lo sciopero della fame.

Alla Binoche, si riempiono gli occhi di lacrime. Per un'attesa disillusa. Kiarostami, aspettava infatti gli arrivassero buone notizie sulla liberazione dalla moglie di Panahi. «Il fatto che un cineasta sia in prigione è intollerabile», aveva detto sul collega, che è dietro le sbarre perché accusato letteralmente di preparare «un film contro il regime islamico».

Il Festival di Cannes ha nominato Panahi membro onorario della giuria, sperando così di dare uno segnale al governo iraniano. Dal gala di aperura, vicino a Giovanna Mezzogiorno, a Tim Burton, a Benicio del Toro, c'è una sedia vuota con scritto il suo nome.

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