Ken Loach: «Sulla guerra in Iraq non risparmio nessuno»

22 maggio 2010 
<p>Ken Loach: «Sulla guerra in Iraq non risparmio nessuno»</p>

Al Festival di Cannes, col suo film Route Irish, è entrato per il rotto della cuffia, due giorni prima del via (e a lista dei candidati alla palma d'oro già stilata). E arrivato qui, Ken Loach, nel raccontare i contractor in Iraq stipendiati 10 mila sterline al mese esentasse e la loro impunibilità, ne ha una per tutti.

David Cameron, nuovo premier britannico: «L'Inghilterra ha perso ancora una volta una chance, portando al potere di nuovo chi appartiene a una classe privilegiata, ha studiato in scuole private, sa fare bei sorrisi e indossare bei vestititi e distruggere la working class, eliminando i servizi pubblici».

La guerra: «Sta facendo solo vittime: milioni di bambini mutilati, case incendiate, famiglie distrutte, quattro milioni di persone in fuga. I soldati americani, cui è dedicato il film, anche loro sono vittime di una guerra ingiusta».

Il presidente americano Barack Obama: «Ha un obbligo morale: esaminare gli affari criminali di questa guerra, le torture, per cui uccidere un iracheno è come uccidere un kafir, un infedele. Deve fare come in Argentina dove i criminali di guerra sono assicurati alla giustizia. Per ora ha rifiutato di farlo».

Curiosità: la Route Irish che dà il titolo a quello che Loach ha definito il suo «revenge-movie contro la guerra privatizzata» è la pericolosa strada che collega la Green Zone all'aeroporto di Baghdad. Pericolosa, ha rischiato di diventare anche la proiezione del film al festival: erano ammessi solo i giornalisti con i badge bianchi e rosa (sempre con priorità d'accesso), col malumore degli altri, che sono stati cacciati dalla security.

tra le vie più pericolose al mondo, che
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