Una Palma per due: ex aequo a Cannes per Germano e Bardem

23 maggio 2010 
<p>Una Palma per due:&nbsp;ex aequo&nbsp;a Cannes per Germano e
Bardem</p>

Le voci che giravano, a meno di un'ora dalla cerimonia di chiusura del Festival di Cannes, non facevano tornare i conti. Per la Croisette si diceva che l'italiano Elio Germano stava risalendo da Roma apposta per la premiazione, perché c'era in ballo per lui la Palma «come migliore attore». L'agenzia spagnola Efe, citando fonti certe, titolava invece: «La migliore interpretazione va a Javier Bardem». Alla fine, avevano ragione entrambe: Germano e Bardem finiscono per vincere a pari merito il titolo di migliore attore di questa 63 esima edizione del Festival di Cannes.

Lo spagnolo, 41 anni, è il protagonista di Biutiful del resista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu. L'italiano, 29, del film di Daniele Luchetti La nostra vita (unica pellicola del nostro Paese in concorso).

La Palma d'oro per la migliore attrice va alla francese Juliette Binoche, 46 anni, protagonista di Copia conforme dell'iraniano Abbas Kiarostami. L'attrice, che si era già commossa nei giorni scorsi per la sorte dell'altro regista iraniano Jafar Panahi, incarcerato a Teheran perché oppositore del regime, si è presentata di nuovo con gli occhi umidi e con un cartello tra le mani, in un appello per salvarlo dalla prigione. «C'è un uomo», ha detto l'attrice sul palco «la cui colpa è di essere un artista. Penso a lui proprio questa sera e spero di essere con lui qui l'anno prossimo. È una lotta difficile. Il Paese ha bisogno di noi artisti». E ancora: «Credo nell'amore, credo che un giorno mi sposerò. Voglio ringraziare gli uomini che mi hanno saputo amare e sopportare».

La cerimonia di premiazione, che aveva come madrina l'attrice britannica Kristin Scott Thomas, 50 anni, in abito giallo, ha visto andare poi la Palma d'oro per il miglior film a Uncle Boonmee who can recall his past lives del regista thailandese Apichtpong Weerasethakul, appena acquistato per l'Italia dalla Bim, e il Gran premio della giuria per Des hommes et des dieux del francese Xavier Beauvois.

Elio Germano, ricevendo il premio, ha polemizzato dal palco: «I governanti in Italia rimproverano sempre i film di parlare male del nostro Paese, io voglio dedicare questo premio all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per renderlo un Paese migliore nonostante la classe dirigente».

Bardem ha invece scherzato, romantico: ha tirato fuori un bigliettino, leggendo il suo saluto in francese. «Voglio dare un bacio al mio amor, alla mia companera Penélope Cruz», che dalla sua poltrona in sala lo guarda, e le si fanno lucidi gli occhi.

Miglior regia per Mathieu Amalric (che ha invitato sul palco le colorate formose strabordanti spogliarelliste protagoniste del suo Tournée), 45 anni. «Ho bisogno di voi», ha detto loro.

Miglior sceneggiatura: Poetry di Lee Chang-dong (Corea del Sud), Premio alla regia, consegnato da Asia Argento: Un homme qui crie di Mahamat-Saleh Haroun del Ciad, Camera d'or: Ano bisiesto dell'americano Michael Rowe, miglior cortometraggio: Chienne d'histoire dell'armeno Serge Avédikian, Premio della giuria per il cortometraggio: Micky Bader della svedese Frida Kempff.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).