Elio Germano: «La nostra vita? Vi racconto la mia»

25 maggio 2010 
<p>Elio Germano: «<em>La nostra vita?</em> Vi racconto la mia»</p>
PHOTO SPLASH NEWS

Elio Germano, in La nostra vita (il film di Daniele Luchetti che a Cannes gli è valso la Palma come migliore attore maschile), è papà di tre bambini. «E sarebbe ora di farli anche nella vita vera, ho 30 anni ormai, sono adulto», scherza. Quel che è certo, è che alla cerimonia di chiusura del Festival ha schiarito (e tirato fuori) la voce, da adulto, dedicando il premio agli «italiani che fanno di tutto per rendere l'Italia un Paese migliore, nonostante la classe dirigente». Ha suscitato così i malumori dei ministri Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni, che si sono affrettate a puntualizzare: «Non si faccia di tutta l'erba un fascio con un clichè».

Germano, che ha vissuto un mese da muratore in un cantiere della periferia romana per entrare nel ruolo, del Festival ha un solo rimpianto: «Ti accorgi solo dopo di esserci stato, ti tirano la giacca a destra e sinistra quando sei qui, e non hai il tempo di goderti niente, né il mare, né la gente. Corri a fare la conferenza stampa, e poi il red carpet, e poi la proiezione, e poi l'intervista, e il servizio fotografico. Cannes, per chi ha un film in competizione, è un vero inferno. Tanto da farmi dire: dopo La nostra vita? La mia».

 

Guarda Elio Germano nel backstage del portfolio di Vanity Fair

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