Gentleman alla moda

di Marianna Peluso 

Moda e galateo non sono mai andate così d'accordo: tagli classici, colori sobri e stile essenziale. Il dress code dello sposo passa dalla tradizione presa alla lettera e una rinnovata voglia di semplicità

Marianna Peluso

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Enlever toujours! La formula dell'eleganza ideata da Coco Chanel è più attuale che mai. Per la stagione primavera/estate 2012, l'uomo punta su un'eleganza minimal chic, eliminando gli eccessi, i colpi di testa e le eccentricità di colori e materiali che si era concesso nella stagione precedente. Su misura o di serie, per l'abito da cerimonia le luci sono puntate solo su capi classici che fanno tendenza e tagli sartoriali realizzati con tessuti pregiati. Sì all'eleganza di sempre e ai dettami del perfetto gentleman, che non passano mai di moda.

Da sfatare il mito che lo sposo non debba sapere niente dell'abito della fidanzata: l'abito maschile dipenderà dal tono della cerimonia, dall'orario e dalla scelta di lei. Questo non vuol dire vedere anzitempo l'abito bianco, ma essere in armonia con lo stile della sposa, per formare una coppia perfetta, all'altare e per tutta la vita. Padre, fratelli e testimoni, a loro volta, hanno l'obbligo di essere in linea con l'outfit dello sposo, infilando un tight o un frac se sarà lui il primo a indossarli. Altrimenti, abito classico per tutti. Preferibilmente a tre bottoni.

Se la sposa è in corto e se la cerimonia si svolge di sera, niente tight. Definito anche morning dress, il tight è il modo più elegante per presentarsi all'altare accanto a una sposa in lungo con velo e strascico, in vista di una cerimonia che non superi l'ora del tè: pantaloni grigi, dritti, lineari, senza risvolto, lievemente gessati, di una tonalità più chiara rispetto alla giacca, che invece dev'essere grigia antracite oppure nera, a un bottone solo, corta davanti e lunga dietro, con una morbida e solenne curva che parte dai fianchi e finisce in due code lunghe fino al ginocchio, panciotto in panno beige o in raso grigio chiaro, bretelle e camicia bianca con gemelli. Il polsino deve sporgere di 2 cm e i gemelli devono essere preziosi e non colorati, preferibilmente d'oro e perla. Ideale al collo, il plastron fermato con una spilla o una perla, che può essere sostituito da un ascot o da una cravatta di seta con nodo Windsor, sempre di color grigio chiaro. Inconfondibile e immancabile la presenza, come da copione bon ton, di guanti e cilindro grigi. Per occasioni meno formali, va bene anche il mezzo tight, che rinuncia a questi ultimi accessori e alla giacca con le code. Ai piedi, le classiche Oxford: stringate lisce di pelle nera.

Per una cerimonia di sera molto formale, un matrimonio regale, la prima di un'opera, l'incoronazione di un sovrano o la consegna del premio Nobel, il galateo vuole il frac. Senza essere Lord Brummel, bisogna comunque saperlo indossare e avere un innato aplomb da grande soirée. Total black, con uno o due galloni sul pantalone rigorosamente liscio, senza passanti e senza risvolti, giacca con code di rondine da tenere sempre sbottonata, gilet monopetto o doppiopetto inevitabilmente in piquet bianco come il papillon, camicia bianca col colletto diplomatico e polsini alla francese con gemelli. Ai piedi scarpe pump di vernice (ispirate alle tipiche scarpe da ballo ottocentesche con fiocco) oppure modello Oxford.

Per una cerimonia meno formale, tra la spensieratezza di amici guasconi, scenografie a cielo aperto e ville affrescate, si può optare anche per l'abito classico a due o tre pezzi, di color nero o blu scuro. La versione in bianco può essere scelta solo se si possiede la verve per indossarla con nonchalance: davvero difficile, ma non impossibile. Dritto e senza risvolti, il pantalone dev'essere stretto ai fianchi e stretto in fondo, gilet tono su tono e giacca monopetto senza spacchi, con due tasche a filetto e taschino per fiore o pochette. La tradizione non va oltre i tre bottoni, ma al libero arbitrio dello sposo informale spetta l'ultima parola. Oltre al tight e al frac, ecco che anche al bon ton capita di sbottonarsi. La camicia è ammessa anche in altre nuance diverse dal bianco e la cravatta meglio a tinta unita o a motivi minuscoli. Ai piedi, vanno benissimo le francesine, più sportive e disinvolte delle Oxford, ma sempre molto raffinate. Boutonnière e pochette, per chi li vuole, sono dettagli che si escludono a vicenda: o il fiore all'occhiello o il fazzoletto nel taschino. Mai entrambi contemporaneamente!

Stile scelto e prove fatte. Anche se il risultato è impeccabile, non bisogna farsi illusioni: la protagonista del matrimonio resta sempre e solo la sposa…

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