Invitata di nozze nel camerino di prova

di Marianna Peluso 

Il backstage dei preparativi di nozze. "Sono stata invitata a un matrimonio…e ora che mi metto?" Libertà di espressione ma senza cadute di stile: ecco qualche spunto per sapere dove indirizzare il proprio shopping e il proprio styling.

Marianna Peluso

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"Elegante, ma senza eccessi" ecco la formula perfetta per il dress code da invitata. Bella, chic, raffinata, ma senza colpi di testa perché il galateo non ammette strappi alla regola: la protagonista dev'essere solo la sposa.

Lungi dal voler imporre un vademecum di regole ferree, che mozzano il fiato come un bustier troppo stretto o una scarpa troppo piccola, la moda può seguirci anche quando siamo invitate a cerimonie importanti (e soprattutto noi possiamo seguire lei!) ma senza calcare la mano con uno styling aggressivo e senza pretese da palcoscenico. Le luci della ribalta non sono mai per un'invitata, nemmeno se si tratta della sorella, della zia, della cugina o dell'amica d'infanzia. "Eleganza defilata": ecco il mood di un'amica felice che non ruba la scena, una felicità da condividere con gli sposi e con tutto il parterre.

Il buon senso, come sempre, ha la sua ragione d'essere, ma non tutti riescono ad ascoltarlo: ecco perché esiste il bon ton, per risolvere i dubbi di stile e per avere sempre una risposta, in ogni occasione.

L'invitata non dovrà mai vestirsi in total white o in total black: il bianco è una delle irrinunciabili prerogative della sposa. Anche se lei si vestirà di un altro colore, non importa. In bianco ci sarà o la sposa, o nessun'altra.

Il nero invece è triste e lugubre per un giorno di festa, quindi assolutamente da sconsigliare, a meno che la richiesta non arrivi direttamente dalla sposa, magari in vista di un ricevimento serale, che prosegue fino a tarda notte. Sì invece all'abito bianco e nero, in perfetto equilibrio tra policromia e geometria sartoriale.

Abolito anche l'abito lungo, decisamente troppo formale per un matrimonio, salvo richiesta stilistica specifica.

La soluzione è in un abito da cocktail non troppo corto e non troppo scollato, di colori vivaci, colori pastello o a fantasia. Sconsigliato il rosso, che attira l'attenzione e rischia di distogliere lo sguardo dagli sposi. Il modello da scegliere? La libertà prende campo, ma nota bene: l'eccentricità in questo caso non è sinonimo di personalità, ma di una clamorosa caduta di stile. Quindi va bene seguire outfit da passerella e mischiarli ad accessori personalizzati, ma sempre tenendo un occhio allo specchio e una mano sul cuore, giurando morigeratezza.

Se l'abito lascia le spalle scoperte, ricordarsi di portare una stola, un coprispalle o una giacca da indossare durante il rito religioso.

L'argomento calze è uscito dall'intoccabile regola di portarle sempre, d'estate o d'inverno, mattina o sera. Nemmeno la sposa indossa sempre le calze, quindi si può scegliere liberamente se portarle o meno. Nel caso in cui si abbia già scelto la scarpa, è presto detto: le décolletté sono immettibili senza collant, sandali e scarpe peep toe sono inguardabili con i collant. Voilà.

Accessori calibrati: no a maxi bag e sì ad hand bag e pochette. Il cellulare non ci entra? Tanto meglio: è sempre da abolire nelle grandi occasioni. Discrezione anche per trucco e parrucco.

Il cappello è una scelta molto elegante per l'invitata: lo stile approva, ma c'è una condizione importante. Una volta che si decide di portarlo, non può essere tolto prima della fine del ricevimento. Ne va del bon ton dell'invitata.

DA STYLE.IT

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