Sì, a un abito curato anche dietro
Sì, all'abito lungo anche per il matrimonio in
municipio, purché sobrio
Sì, agli orecchini, se piccoli, ma mai a
cerchio
Sì, allo smalto trasparente, leggermente rosato o
madreperlato
Sì, a un trucco appena accennato e molto
naturale
Sì, a un velo di abbronzatura in estate
Sì, alle calze sempre, tranne che con i sandali o
in estate
Sì, ai guanti, al velo e alla
stola, da togliere durante il ricevimento
No, all'abito confezionato dalla sarta, perché il
risultato finale potrebbe dimostrarsi una delusione
No, ai guanti e alla borsa durante la
cerimonia, da appoggiare, con il bouquet,
sull'inginocchiatoio in chiesa e sulla sedia, in municipio
No, agli anelli, l'unico gioiello delle mani sarà
la fede
No, ai ritardi
E, tra tradizione e superstizione, ecco cosa non può
mancare il giorno del sì: qualcosa di blu, qualcosa di
vecchio e di nuovo e qualcosa di prestato, piccoli dettagli
benaugurali (porte-bonheur) ai quali nessuna sposa
dovrebbe rinunciare.
Per cui, se qualcosa di nuovo non manca mai, qualcosa di vecchio
potrebbero essere gli orecchini.
Qualcosa di prestato un fazzolettino della mamma, qualcosa di blu
invece un piccolo nastro cucito all'interno del vestito.
Particolare di buon auspicio può essere un nodo
sull'abito, anche quello di una fascia-cintura; è un
portafortuna, simboleggia l'idea fondamentale dell'unione.