La nuova identità del porta fedi

di Francesca Favotto 

Siamo abituati a vederlo a forma di cuscino quadrangolare in raso o satin bianco e con le due fedi legate da un nastrino. Ma da oggi il concetto di porta fedi si svecchia e assume nuove identità. In tema con il mood scelto, ovviamente.

Francesca Favotto

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Di solito gli si dà poca importanza, ma se non ci fosse lui, probabilmente si scatenerebbe il panico in chiesa, poiché significherebbe che non ci sono nemmeno le vere. Stiamo parlando del porta fedi, un cuscino di solito fatto di stoffa o di pizzo al quale si legano con un nastrino di raso i due anelli nuziali, che viene portato all'altare secondo il galateo dal testimone dello sposo oppure una damigella o un paggetto.

Nei matrimoni tradizionali è usanza realizzarlo in modo da richiamare la trama dell'abito della sposa, ma oggi ci si può sbizzarrire, creando porta fedi in tema con il mood delle nozze: a forma di nido o in legno, se vi sposate in montagna; in garza, in canapa o in tela, se volete ispirarvi alla campagna; abbellito da conchiglie, se la vostra location è in riva al mare. Oppure composto da tantissimi fiori, scelti sulla base del significato e in accordo con il bouquet e l'allestimento floreale del ricevimento.

Tante idee per togliere a quest'oggetto quel velo di classicità e dargli una nuova identità. Date un'occhiata alla nostra gallery… e scegliete il vostro!

DA STYLE.IT

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