Nozze alla corte dei Gonzaga

di Francesca Favotto 

Mirka e Davide, mantovani innamorati della loro città, hanno detto "Sì" in una location esclusiva e particolare: lo splendido Palazzo Ducale, con una festa a tema rinascimentale.

Francesca Favotto

Francesca Favotto

ContributorScopri di piùLeggi tutti

<<>0
0/

Hanno realizzato il sogno di una vita e al contempo hanno reso omaggio alla loro città: Mirka e Davide si sono sposati lo scorso 2 agosto presso la Sala dei Fiumi di Palazzo Ducale a Mantova, un'occasione straordinaria per festeggiare il loro matrimonio in una cornice assolutamente unica e nel contempo anche un'opportunità per dimostrare l'amore verso la loro città, contribuendo con una donazione al mantenimento dell'importante complesso monumentale mantovano, mettendo in pratica per la prima volta le nuove direttive del decreto salva monumenti Franceschini, ora legge, che favorisce le offerte di privati a sostegno dei monumenti. Una somma importante devoluta per il restauro e la valorizzazione del museo, in questo caso, per finanziare la sostituzione e l'innovazione dei segnali del percorso di visita.

"Avevamo visionato varie location della zona intorno a Mantova, ma nessuna riusciva a rappresentare quello che volevamo per il nostro matrimonio: un luogo che riunisse in sè la storia della nostra terra, le nostre radici, con il grande amore che da sempre nutriamo per la nostra città. A darci una mano nel concretizzare questo intento, ci ha pensato il fotografo ed amico Gianni Bellesia, che fino ad una ventina d'anni fa, spesso portava coppie di sposi in costume rinascimentale per ambientare le loro partecipazioni di nozze all'interno di Palazzo Ducale e da tanto tempo desiderava poter realizzare una festa di nozze in questo luogo così affascinante".

Grazie alla collaborazione di diversi professionisti - Renata Casarin e la sovrintendente di Palazzo Ducale Giovanna Paolozzi Strozzi; lo storico Rodolfo Signorini; la compagnia teatrale Rossignol di Cremona, specializzata in spettacoli con musiche e danze del periodo di maggior splendore della famiglia Gonzaga, eChiara Murari e Laura Zanetti, curatrici del percorso didattico 'A tavola con i Gonzaga' - il sogno è diventato realtà: dopo l'atto civile sottoscritto presso il Comune, Mirka e Davide hanno proseguito la festa con una cerimonia di conferma con struttura a 'Concerto breve', in cui la formula del rito civile viene intercalata dalla lettura di liriche, dalla interpretazione di brani musicali dell'epoca e da danze in onore degli sposi, sempre rigorosamente d'epoca rinascimentale. Il tema di apertura è stato un brano tratto dal romanzo di Gabriele d'Annunzio "Forse che sì forse che no", dove viene descritta appunto la 'Sala dei Fiumi': proprio in questo brano l'autore nella descrizione del Giardino Pensile o Giardino in Aria, annesso alla Sala dei Fiumi, parla di una "languida rosa bianca", presente fra la "verzura" del giardino stesso e proprio questo tipo di rosa è stato il filo conduttore del sobrio ma elegante motivo floreale della cerimonia. Assieme a questo fiore sono comparse anche le margherite (nel bouquet di Mirka), che storicamente identifica la figura di Isabella d'Este, in riferimento ai colori dello stemma dei Gonzaga.

Dopo la cerimonia, gli ospiti hanno partecipato ad un brindisi di nozze nella suggestiva Kaffeehaus situata lungo il portico del giardino pensile, dove prima del periodo austriaco esisteva una fontana. Quindi, invitati e sposi sono stati condotti dai musicanti in corteo al piano terra nel cortile d'Onore, dove sotto ai due portici è stata servita la cena, anch'essa di ispirazione rinascimentale, ma con un accompagnamento musicale contemporaneo. Sulla tavolata unica a ferro di cavallo hanno trovato posto suggestivi 'trionfi rinascimentali', ornamenti di zucchero che ritraevano il Castello, Palazzo Te, la Rotonda di San Lorenzo e la Torre dell'Orologio, realizzati con la stessa tecnica di quelli con cui i Gonzaga amavano stupire i loro ospiti, il tutto incorniciato da edera, vite, mirto e fiori di margherite. Anche il menu, creato dal catering Lo Scalco, ha preso spunto da piatti dell'epoca, ma riveduti e corretti secondo ovviamente i gusti contemporanei: polentina con luccio di lago, risotto con le quaglie, carrè di vitello con pomo cotogna e prugne, pavone e altre prelibatezze. La torta di nozze è stata la famosa 'Torta di fraghe', dolce particolarmente amato da Isabella D'Este. Anche le partecipazioni, realizzate da una cooperativa di ragazzi diversamente abili di Carpi, in provincia di Modena, erano a tema, con carta fatta a mano e successivamente stampate a rilievo con impresso il fiore simbolo della margherita e chiusa a ceralacca rossa.

Un evento unico nel suo genere, che può aprire un nuovo percorso di flusso turistico verso Mantova, come già avviene a Verona sulla scia degli amanti più famosi, Giulietta e Romeo, e portare nuova linfa vitale per il mantenimento del complesso monumentale mantovano.

Foto gallery: Gianni Bellesia

Iscriviti adesso alla newsletter settimanale di SPOSA