"Perché", ma soprattutto "quando"  i maschi impazziscono

di Marianna Peluso 

Perché capita, sempre, di fronte all'unica donna che li convince a raggiungere l'altare. Ma siete davvero sicure che sia una buona notizia? Pamphlet semiserio sulla decadenza del latin lover. (E poi non dite che non vi avevamo avvertite….)

Marianna Peluso

Marianna Peluso

ContributorScopri di piùLeggi tutti

<<>0
1/

Capita a tutti, prima o dopo, in maniera graduale o all'improvviso, ma sempre e solo dopo un passaggio fondamentale: il matrimonio. Questo non vuole essere il pamphlet della banalità coniugale, che riduce il macho in un micio, ma la constatazione che laddove l'"eccezione" si allarga fino a raggiungere la maggioranza dei casi analizzati, allora bisogna iniziare a chiamarla "regola". Gli uomini cambiano dopo il matrimonio. Inesorabilmente, ineluttabilmente, finché non ci si ritrova a guardarli a distanza di anni con la netta convinzione che l'uomo sovrappeso di fronte ai nostri occhi, sì, proprio quello che ha adagiato le sue molli membra sul divano, ha cannibalizzato l'uomo che abbiamo sposato.

Cosa succede? Da dove inizia la metamorfosi?

C'è chi parla di un gene insito nel dna che rende il metrosexual latino destinato a diventare divanosexual. Non perché trasferisce la sua carica passionale da fuori casa a dentro casa, ma perché la perde per strada, iniziando un rapporto a parte con tv e divano, in un triangolo che non lascia scampo alle attività neuronali od ormonali.

Sembra ieri che l'abbiamo visto alla festa, notandolo come il più bel ragazzo mai visto negli ultimi tempi, quello che una volta conosciuto abbiamo scoperto essere anche intelligente, sensibile, romantico e supersimpatico. Una favola, insomma. La prima cena a casa sua, quella da "oddio cosa mi metto per essere carina ma senza che lui si renda conto che ci ho messo tre ore a prepararmi?" e la netta sensazione di essere di fronte alla perfezione formato testosterone, perché oltre ad avere tutte le doti già citate è anche indipendente, preciso, stile impeccabile, ottimo gusto nell'arredo e… sa pure cucinare! Voi direste di no a uno così? No. Infatti gli avete detto di sì.

Dopo un inizio convivenza idilliaco, in cui lui è super premuroso, porta la colazione a letto la domenica mattina, prepara la cena o pulisce, alternativamente, in base a quello che va di fare a noi (ma sempre con grande equità, perché altrimenti scadrebbe nel ruolo di desperate housewife) accade qualcosa che spezza il ritmo. In genere è tutta colpa dei calzini. La prima avvisaglia arriva da lì. Invece di lasciare educatamente i calzini nella cesta dei panni sporchi, li lancia tipo palla da basket. Il primo lancio sembra buffo, un modo originale di sistemare la biancheria usata, ma la terza volta questa pratica smette di far ridere, anche perché lui non è certo Kobe Bryant, quindi il canestro è tutt'altro che scontato. E lui se ne accorge? No di certo. Così a raccoglierlo, ci deve pensare qualcun altro (la domanda sorge spontanea: chi altro c'è in casa?), mettendosi a carponi per recuperarlo tra il bidet e il mobiletto degli asciugamani.

Altro fondamentale indizio è il cuscino del divano: se ha la forma del suo corpo e se sapreste individuare centimetro per centimetro dove si siede anche se lui non c'è, dove appoggia i polpacci e dove allarga le braccia, ecco che la situazione sta pericolosamente precipitando.

I capelli sono un'altra chiave di lettura, per chi crede che col "rosso di sera, bel tempo si spera" e che "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino": «come iniziano a perdere i capelli, perdono anche il lume della ragione» sostiene Cicci, dall'alto del suo ruolo di vicina di casa, nonché di signorina più âgée della via. Ma trovo questa sentenza parziale e ingiusta, anche perché ho sempre pensato che i capelli degli uomini sono inversamente proporzionali alla cellulite delle donne. Quando gli uomini iniziano a perdere i capelli, in genere le donne iniziano a prendere cellulite. Questione di equità. Do ut des. Se un matematico trovasse la formula per invertire le funzioni, smetteremmo non di soffrire, ma almeno di farci una buone dose di paranoie.

L'ancestrale peccato originario potrebbe essere individuato nella mamma. Sì, lei. Quindi anche noi stesse. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Lui è stato coccolato e viziato esageratamente da piccolo: crescendo, ecco che l'esemplare medio di maschio sperimenta la giungla metropolitana e prova a cavarsela da solo, lontano dal branco, atteggiandosi a uomo indipendente giusto per assaporare quello che si era perso finora (come fosse una nuova pietanza che comunque no, a lungo termine non lo convince), per poi ripiombare nelle braccia e nelle cure di un'altra donna. Indovinate chi è la new entry? La sua compagna, quindi noi. Tutte noi.

Quante volte abbiamo detto a denti stretti «è tutta colpa di sua madre»? Ma suvvia, siamo sincere… noi siamo poi così diverse? Chi continua a ritenersi diversa, è perché non si è ancora vista all'opera con un figlio. Attenderò qui, online, il cambio d'opinione. Perché accadrà. Oh, eccome se accadrà.

Quindi arrendiamoci all'evidenza e cerchiamo una soluzione per ribaltare la situazione a nostro favore: potremmo utilizzare la sua pancia come cuscino per un riposino ristoratore, potremmo farlo sedere sui capi asciutti per farglieli stirare bene con la mole e con il calore che emana il suo corpo, potremmo usarlo come leggio o come culla per nostro figlio. E se non vi basta, almeno cercate di avere una pila di film d'essai al vostro fianco, in modo tale che appena lui molla la presa dal telecomando per allungare la mano verso lo spritz al Campari, voi potete sottrarglielo con mossa felina e premere play. Si sa mai che di fronte al Faust, nella versione cinematografica diretta da Aleksandr Sokurov, non decida di dar cenni di vita….

* Ogni riferimento a persone e luoghi è puramente casuale. Articolo dal tono volutamente leggero e sarcastico. Non adatto a chi si prende troppo sul serio. Non adatto a chi ha la coda di paglia. La redazione declina ogni responsabilità in caso d'immedesimazione.

DA STYLE.IT

  • News

    Family every Day, il web risponde al Family Day

    Family every Day, il web risponde al Family Day

  • News

    Bansky, nuova opera dedicata ai "miserabili" di Calais

    Bansky, nuova opera dedicata ai "miserabili" di Calais

  • News

    Asterix e Obelix contro il terrorismo #JeSuisParis

    Asterix e Obelix contro il terrorismo #JeSuisParis

  • News

    Parigi, è il giorno dell'omaggio alle vittime

    Parigi, è il giorno dell'omaggio alle vittime

Iscriviti adesso alla newsletter settimanale di SPOSA