Contratto
prematrimoniale?
Gli italiani
dicono sì

di Simone Cosimi 

Non più materia da gossip a stelle e strisce: un sondaggio, sull'onda della storica sentenza della Cassazione che ha riconosciuto valido un patto stipulato prima delle nozze, dice che il 23% sarebbe favorevole. Ma la legge tace

Simone Cosimi

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Contratto prematrimoniale? Gli italiani dicono sì
- Corbis Images

Contratto prematrimoniale? Gli italiani dicono sì - Corbis Images

Sarà la moda importata a forza dai serial statunitensi o dalle vicende di gossip ma, stando ai dati di una ricerca firmata Imr-Centro nazionale studi e ricerche sul diritto della famiglia, quasi un italiano su quattro (non ancora sposato, s'intende) sarebbe favorevole a stipulare un patto prematrimoniale. Non più solo attori, cantanti, starlette dalla vita sconquassata, superstar hollywoodiane o ricche ereditiere assetate di quattrini: il contratto prematrimoniale, (mezzo) sdoganato dalla sentenza n. 23713 della Corte di Cassazione, datata 21 dicembre 2012, potrebbe presto essere per tutti, dicono gli aficionados di Dallas e delle cronache d'oltre Oceano. Anche se, con buona pace dei calcolatori a ogni costo, non è proprio così.

La sentenza in questione, comunque storica per il settore matrimonialistico, ha in sostanza ritenuto valido un accordo firmato fra due futuri coniugi. Nel patto di una coppia di Ancona si stabiliva che, in caso di separazione e divorzio, la moglie avrebbe ceduto al marito un immobile di sua proprietà come indennizzo per le spese sostenute da lui per ristrutturare la casa coniugale, sempre di proprietà della donna. In cambio, l'uomo le avrebbe versano 10mila euro. Insomma, dovesse andare male, ti prendi un appartamento per i soldi sganciati all'epoca delle nozze e mi dai un obolo simbolico. Peccato che la donna si fosse poi rifiutata di rispettare il documento. Il marito non s'è certo fatto pregare e l'ha citata in giudizio. Spuntandola.

"Si tratta di una sentenza che potrebbe essere definita storica - ha spiegato al Giornale l'avvocato Matteo Santini, direttore scientifico del Centro nazionale studi e ricerche sul diritto della famiglia - in quanto finora la giurisprudenza di legittimità aveva ritenuto nulli i patti sottoscritti prima delle nozze, perché in netto contrasto con i principi di indisponibilità degli status e dello stesso assegno di divorzio". Ovviamente, la materia sconta un clamoroso vuoto normativo e la decisione degli ermellini di piazza Cavour non sblocca affatto un provvedimento ancora non previsto dall'ordinamento italiano, anche perché riguarda comuni rapporti di dare ed avere e non, come dice il legale, lo status nuziale in sé e gli aspetti connessi. Certo, il documento dei supremi giudici apre la strada a un ormai inevitabile intervento legislativo. La società, infatti, cambia e molti promessi sposi (il 23%) gradirebbero un paracadute nel caso in cui il fatidico sì non dovesse essere per sempre.

DA STYLE.IT

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