Il matrimonio
(omosessuale)
fa bene alla salute

di Simone Cosimi 

Clima di omofobia e discriminazione, ovviamente, ma anche assenza di reti sociali con altre coppie sposate e sicurezze sanitarie rendono la convivenza forzata di gay e lesbiche, per i quali le nozze sono un frustrante miraggio, un pericolo per la salute. Lo dice una ricerca Usa

Simone Cosimi

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Il matrimonio (omosessuale) fa bene alla salute - Foto
Corbis

Il matrimonio (omosessuale) fa bene alla salute - Foto Corbis

Che il matrimonio faccia bene alla salute, lo sapevamo. Ora sappiamo che questo benefico effetto vale anche (e d'altronde, perché non avrebbe dovuto essere così?) per le coppie omosessuali. Secondo una ricerca firmata dalla Michigan State University, infatti, le coppie dello stesso sesso che convivono sono meno in salute rispetto a quelle eterosessuali e coetanee sposate. Lo studio è di quelli massicci: ha coinvolto ben 700mila persone, fra cui 3.300 uomini e donne omosessuali. Ebbene, i risultati parlano chiaro. Le differenze sotto il profilo del benessere e della salute sarebbero dunque dovute all'impossibilità per le coppie gay e lesbiche di dirsi un sì ed essere riconosciuti dal Paese in cui abitano. Questo blocco forzato, questa discrepanza profonda di diritti provocherebbe una serie di conseguenze negative, come disturbi fisici e psicologici che possono sfociare in vere e proprie patologie, innescate da alti livelli di stress dovuti al clima di omofobia e alla discriminazione sociale che provano ogni giorno sulla loro pelle.

L'indagine, pubblicata sul prestigioso Journal of health and social behavior, ha anche individuato un altro fattore di riflessione. Che va un po' al di là delle conseguenze fisiche propriamente intese. E cioè tutto il mondo delle sicurezze sociali che ruota intorno alle nozze: per esempio l'assicurazione sanitaria. Elemento fondamentale negli Usa, dove è stata condotta la ricerca, ma sempre più importante anche in Italia come forma complementare per le cure mediche a cui ormai si rinuncia difficilmente. E che se stipulata da uno dei due partner al momento non si estende al convivente, se dello stesso sesso. Infine dai risultati della ricerca emerge per gli studiosi un malessere psicologico marcato legato all'impossibilità, di costruire una rete protettiva di rapporti sociali, un network composto da altre coppie sposate che sia più forte di quello, claudicante, sperimentato nel corso della (spesso già complicata) convivenza.

Il dibattito sulle nozze gay ha ormai assunto in buona parte del mondo i toni tipici di un fatto ineludibile, da regolamentare, sul quale le norme non possono più latitare: solo in Italia rimane terreno off limits. È degli ultimi giorni, oltre tutto e solo per rimanere all'universo della Rete, la netta presa di posizione del mondo dell'hi-tech statunitense: duecento colossi  della Silicon Valley - ma non solo - hanno infatti chiesto alla Corte Suprema Usa di revocare il Defense of Marriage Act americano, che definisce il matrimonio esclusivamente come "unione tra uomo e donna". Tra loro Apple, Microsoft, Google, Starbucks, Amazon e Thompson Reuter. In passato, con l'iniziativa Legalize Love, si era mosso anche un altro gigante del web, Google. Dalla loro parte hanno niente meno che il presidente Barack Obama, il primo commander in chief della storia ad essersi espresso a favore dei matrimoni omosex.

DA STYLE.IT

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