Un matrimonio in crowdfunding

di Simone Cosimi 

Non solo viaggi di nozze: si moltiplicano sulle piattaforme di cofinanziamento annunci e storie di coppie che cercano fondi per organizzare le proprie nozze. Ecco quali sono, come funzionano e cosa fare per provarci

Simone Cosimi

Simone Cosimi

ContributorScopri di piùLeggi tutti


Un matrimonio in crowdfunding - Corbis
Images

Un matrimonio in crowdfunding - Corbis Images

La prima è stata Kapipal, la piattaforma di crowdfunding lanciata dall'italiano Alberto Falossi ormai quattro anni fa. No, non la prima a trasportare sul web il vecchio modello della raccolta fondi collettiva aggiornato e rivisto secondo le logiche 2.0. Quello è un fenomeno dalle radici più profonde. Tuttavia, i progetti personali, come i matrimoni, sono stati sdoganati per la prima volta proprio sul progetto dell'informatico pisano. Tanto che ormai è facile trovare richieste di finanziamento per le nozze un po' su tutti i siti principali: dall'italiana Eppela all'americana Kickstarter e perfino sulla più alternativa Indiegogo o su alcune orientate a temi più specifici, come il terzo settore. Annunci singolari, quelli dedicati al wedding crowdfunding, poiché seguono una scelta ben precisa: raccontare proprio tutto del proprio matrimonio facendo leva, oltre che sull'originalità dell'evento, su aspetti emotivi e di coinvolgimento. Insomma: se cerco soldi perché ho inventato un rivoluzionario tostapane, sarà facile convincere gli utenti a sganciare qualcosa promettendo loro, in cambio di una sottoscrizione, un esemplare del diabolico marchingegno o uno sconto sull'acquisto. Difficile invece irretire avendo poco da promettere ma molto da raccontare. In sostanza, il matrimonio in crowdfunding è una prova di storytelling.

Ovviamente, a trascinare la faccenda sono i viaggi di nozze. Basta dare un'occhiata su Indiegogo oppure su un altro portale che sembra cliccatissimo dai promessi sposi di mezzo mondo come Gofundme: pagine e pagine di annunci in cui rapporti, relazioni e desideri s'intrecciano in narrazioni spesso supportate da video o altri contenuti che possano convincerci a sborsare 50 euro proprio per quella coppia e non per altre, in una sorta di contest a chi disegna il miglior matrimonio possibile. Anche se la preoccupazione maggiore dei futuri sposi sembra appunto quella di garantirsi una vacanza da sogno a spese della Rete, in molti sono impensieriti anche dalle nozze nel loro complesso, tutto incluso, dalla macchina al ricevimento passando per abiti, fedi e torte. La domanda è: funziona? La risposta è: non legateci il futuro del vostro matrimonio o della luna di miele, perché potreste incassare una cocente delusione e rimanere a bocca asciutta. Tuttavia, stando ai numeri di una ricerca firmata da TheKnot e WeddingChannel, nel 2011 ben il 12 per cento delle coppie si sono rivolte a queste piattaforme per raccogliere fondi da destinare al giorno del fatidico sì. E nel giro degli ultimi due anni, con l'incaponirsi della crisi e il raffinarsi dei metodi di cofinanziamento diffuso, c'è da scommettere che la percentuale si sia sensibilmente impennata.

Il punto è che, col matrimonio di mezzo, il crowdfunding perde in parte la sua coloritura di grande palcoscenico mondiale (o, più modestamente, nazionale) sul quale salire ed esporre la propria, possibilmente buona, idea. Diventa piuttosto, annacquando in parte lo spunto ma in fondo con una certa efficacia, strumento di autopromozione e pubbliche relazioni, a sua volta supportato da uno spietato uso dei social network, tramite il quale le coppie tentano di trovare un canale alternativo per aiutarsi nelle pesanti spese che il carrozzone matrimoniale si porta dietro. Tanto che era stata di recente lanciata (e al momento sospesa, probabilmente per migliorarne funzionalità e servizi) la prima piattaforma di cofinanziamento dedicata esclusivamente ai futuri mariti e mogli che cercano fondi: si chiama CrowdWed, mix che sta appunto per "crowd" (folla) e "wed" ("wedding", matrimonio). Qualche consiglio per provare anche voi? Siate precise nelle motivazioni, oneste nella narrazione, chiare su come e quanto spenderete i soldi per ogni aspetto del vostro matrimonio. In fondo, si tratta di raccontare una storia: che sia coerente, affascinante e personalizzata. Deve scaldare l'utente tanto da fargli sfoderare l'amata carta di credito.

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

Iscriviti adesso alla newsletter settimanale di SPOSA