«O notte beata! Temo che, essendo com'è di notte, tutto questo
non sia altro che un sogno, troppo dolce e troppo lusinghiero per
essere fatto di sostanza reale» parla così il Romeo di
William Shakespeare e dopo oltre quattro secoli dalla
stesura di quei versi, potremmo definire la notte allo stesso modo,
così poetica, quasi mistica, con o senza stelle, con la luna
calante o crescente e con un bagaglio d'intimità sconosciuto agli
altri momenti del giorno. Di notte tutto può accadere, si può
esprimere un desiderio di fronte a una stella cadente, ci si può
addormentare e sognare un mondo migliore, si può organizzare una
cena a lume di candela oppure il ricevimento dell'anno. Perché di
sera si può osare e superare i limiti più stylish, quelli che di
giorno non si possono nemmeno immaginare.
Per la sposa. Partiamo subito con l'eccezione
che conferma la regola. In quanto protagonista della sua festa di
nozze, lei è l'unica che può tutto. Sì al total white, ma anche a
preziose varianti di colore che virano dall'avorio allo champagne,
fino alla totalità della palette di colori. Si può esagerare con
tulle, ricami e cristalli, avere uno strascico infinito, magari un
modello trasformista, che consente di staccare la coda al momento
opportuno, per abbinare una scelta scenografica alla praticità
d'uso. Un profondo décoletté, lunghi guanti immacolati, glitter nel
make up e una pettinatura sofisticata completano il quadro, con una
predilezione per il raccolto, magari impreziosito da piume, spille
e strass.
Per lo sposo. L'outfit dello sposo deve seguire di
pari passo l'imprinting dato dalla sposa. Se la sposa sceglie la
via dell'eleganza, allora lo sposo non avrà dubbi: il frac. Anche
chiamato "marsina", ha sul retro delle giacca le caratteristiche
code di rondine, da scegliere preferibilmente di colore nero, con
banda di raso sui pantaloni, gilet bianco in piquet, lo sparato
della camicia ben visibile, gemelli, papillon e cappello a
cilindro. È in assoluto la mise più formale per un uomo.
Nel caso la cerimonia serale sia più disinvolta, va bene anche
il vestito monopetto a tre bottoni, pantaloni senza risvolto,
cravatta, camicia bianca con gemelli e scarpe Oxford.
Bijoux. Brillare è la parola d'ordine. Come una
stella nella notte. Se durante il giorno, il bon ton predilige un
unico gioiello, piccolo e prezioso, di sera la sposa può tirar
fuori dalla cassaforte i gioielli di famiglia, collier, orecchini
pendenti, bracciali rigidi e diademi. Sì al lusso e all'allure da
principessa. Se non oggi, se non ora… allora quando? Scarpe chiuse
per seguire i dettami formali, rivestite in tessuti preziosi con
incrostazioni di cristalli e pietre preziose. I sandali gioiello
vanno bene solo al mare, dove il bon ton è messo a tacere per
una giusta causa: la libertà di una passeggiata sul lungomare a
piedi nudi.
Per gli invitati. Gli invitati possono optare
per un look dandy, con giacca a tre bottoni, senza spacchi
laterali. Lo smoking è proibito per lo sposo, ma sconsigliato anche
per gli invitati perché è da considerarsi esclusivamente come una
tenuta da gala, perfetta dopo le 22 (ma si presume che il rito si
svolga prima).
Le invitate possono scegliere liberamente: abito da cocktail o
abito lungo? Per non rischiare di sbagliare, è sempre meglio
consultare gli sposi, per avere informazioni in più e non
ritrovarsi al ricevimento come pesci fuor d'acqua. L'abito da
cocktail è perfetto in caso di un ricevimento dai toni disinvolti,
mentre il lungo rappresenta la sartorialità formale per eccellenza,
magari realizzato con tessuti pregiati e dettagli di luce. In
questi casi è possibile, se la sposa lo concede, che il colore nero
sia sdoganato: ma, nota bene, solo se è un colore espressamente
gradito o richiesto. Il bianco, invece, è sempre off limits.
Location. Per un ricevimento in grande stile, c'è solo
da sbizzarrirsi. L'Italia offre scenari indimenticabili: ville
patrizie, castelli, relais o terrazze a picco sul mare. Ogni
tipologia proposta può rappresentare una scenografia di grande
classe per un party che duri fino a tarda notte.
Meno convenzionale e dal carattere decisamente più underground,
invitare i parenti e gli amici più stretti in un ristorante
ricercato, con megaparty a seguire, aperto a tutti gli amici,
vicini e lontani, quelli d'infanzia e le new entry, magari in un
loft dedicato, in un capannone industriale adibito per l'occasione
o in una location di tendenza.
Fiori. Mentre di giorno sono pressoché l'unica
decorazione per gli spazi interni ed esterni, di sera si può
contare anche sull'atmosfera delle candele e sul fascino degli
origami. Le rose vendela sono dei passepartout di eleganza, di
classe anche le orchidee, complesse e variopinte, e le calle, per
cerimonie essenziali e minimaliste. D'estate, per volgere a proprio
favore l'umidità del crepuscolo, si può optare per piante odorose,
come la lavanda, la menta e il geranio, che ricoprono così un ruolo
sensoriale aggiuntivo, profumando l'aria di note delicate.
Musica. Lo spettacolo ha inizio. La musica può essere
interpretata in due differenti chiavi di lettura: durante
l'aperitivo o la cena, sono perfetti le base intellettuali del jazz
o un nostalgico blues, mentre dopo il taglio della torta, il
sottofondo musicale può trasformarsi in un vero show, con musiche
rock su cui scatenarsi o brani pop da seguire in coro. Tutto
dipende, anche in questo caso, dalla musica più significativa per
gli sposi. E se il galateo dice che tutto questo ritmo non è
consono al ricevimento, poco importa: è il vostro matrimonio e la
legge in fatto di stile, almeno per oggi, la dettate voi.