By night: matrimonio sotto le stelle

di Marianna Peluso 

Come organizzare un ricevimento di sera, ciò che impone il dress code, ciò che detta il galateo e come infrangere tutte le regole, in vista di uno stile che fa la differenza

Marianna Peluso

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«O notte beata! Temo che, essendo com'è di notte, tutto questo non sia altro che un sogno, troppo dolce e troppo lusinghiero per essere fatto di sostanza reale» parla così il Romeo di William Shakespeare e dopo oltre quattro secoli dalla stesura di quei versi, potremmo definire la notte allo stesso modo, così poetica, quasi mistica, con o senza stelle, con la luna calante o crescente e con un bagaglio d'intimità sconosciuto agli altri momenti del giorno. Di notte tutto può accadere, si può esprimere un desiderio di fronte a una stella cadente, ci si può addormentare e sognare un mondo migliore, si può organizzare una cena a lume di candela oppure il ricevimento dell'anno. Perché di sera si può osare e superare i limiti più stylish, quelli che di giorno non si possono nemmeno immaginare.

Per la sposa. Partiamo subito con l'eccezione che conferma la regola. In quanto protagonista della sua festa di nozze, lei è l'unica che può tutto. Sì al total white, ma anche a preziose varianti di colore che virano dall'avorio allo champagne, fino alla totalità della palette di colori. Si può esagerare con tulle, ricami e cristalli, avere uno strascico infinito, magari un modello trasformista, che consente di staccare la coda al momento opportuno, per abbinare una scelta scenografica alla praticità d'uso. Un profondo décoletté, lunghi guanti immacolati, glitter nel make up e una pettinatura sofisticata completano il quadro, con una predilezione per il raccolto, magari impreziosito da piume, spille e strass.

Per lo sposo. L'outfit dello sposo deve seguire di pari passo l'imprinting dato dalla sposa. Se la sposa sceglie la via dell'eleganza, allora lo sposo non avrà dubbi: il frac. Anche chiamato "marsina", ha sul retro delle giacca le caratteristiche code di rondine, da scegliere preferibilmente di colore nero, con banda di raso sui pantaloni, gilet bianco in piquet, lo sparato della camicia ben visibile, gemelli, papillon e cappello a cilindro. È in assoluto la mise più formale per un uomo.

Nel caso la cerimonia serale sia più disinvolta, va bene anche il vestito monopetto a tre bottoni, pantaloni senza risvolto, cravatta, camicia bianca con gemelli e scarpe Oxford.

Bijoux. Brillare è la parola d'ordine. Come una stella nella notte. Se durante il giorno, il bon ton predilige un unico gioiello, piccolo e prezioso, di sera la sposa può tirar fuori dalla cassaforte i gioielli di famiglia, collier, orecchini pendenti, bracciali rigidi e diademi. Sì al lusso e all'allure da principessa. Se non oggi, se non ora… allora quando? Scarpe chiuse per seguire i dettami formali, rivestite in tessuti preziosi con incrostazioni di cristalli e pietre preziose. I sandali gioiello vanno bene solo al mare, dove il bon ton è messo a tacere  per una giusta causa: la libertà di una passeggiata sul lungomare a piedi nudi.

Per gli invitati. Gli invitati possono optare per un look dandy, con giacca a tre bottoni, senza spacchi laterali. Lo smoking è proibito per lo sposo, ma sconsigliato anche per gli invitati perché è da considerarsi esclusivamente come una tenuta da gala, perfetta dopo le 22 (ma si presume che il rito si svolga prima).

Le invitate possono scegliere liberamente: abito da cocktail o abito lungo? Per non rischiare di sbagliare, è sempre meglio consultare gli sposi, per avere informazioni in più e non ritrovarsi al ricevimento come pesci fuor d'acqua. L'abito da cocktail è perfetto in caso di un ricevimento dai toni disinvolti, mentre il lungo rappresenta la sartorialità formale per eccellenza, magari realizzato con tessuti pregiati e dettagli di luce. In questi casi è possibile, se la sposa lo concede, che il colore nero sia sdoganato: ma, nota bene, solo se è un colore espressamente gradito o richiesto. Il bianco, invece, è sempre off limits.

Location. Per un ricevimento in grande stile, c'è solo da sbizzarrirsi. L'Italia offre scenari indimenticabili: ville patrizie, castelli, relais o terrazze a picco sul mare. Ogni tipologia proposta può rappresentare una scenografia di grande classe per un party che duri fino a tarda notte.

Meno convenzionale e dal carattere decisamente più underground, invitare i parenti e gli amici più stretti in un ristorante ricercato, con  megaparty a seguire, aperto a tutti gli amici, vicini e lontani, quelli d'infanzia e le new entry, magari in un loft dedicato, in un capannone industriale adibito per l'occasione o in una location di tendenza.

Fiori. Mentre di giorno sono pressoché l'unica decorazione per gli spazi interni ed esterni, di sera si può contare anche sull'atmosfera delle candele e sul fascino degli origami. Le rose vendela sono dei passepartout di eleganza, di classe anche le orchidee, complesse e variopinte, e le calle, per cerimonie essenziali e minimaliste. D'estate, per volgere a proprio favore l'umidità del crepuscolo, si può optare per piante odorose, come la lavanda, la menta e il geranio, che ricoprono così un ruolo sensoriale aggiuntivo, profumando l'aria di note delicate.

Musica. Lo spettacolo ha inizio. La musica può essere interpretata in due differenti chiavi di lettura: durante l'aperitivo o la cena, sono perfetti le base intellettuali del jazz o un nostalgico blues, mentre dopo il taglio della torta, il sottofondo musicale può trasformarsi in un vero show, con musiche rock su cui scatenarsi o brani pop da seguire in coro. Tutto dipende, anche in questo caso, dalla musica più significativa per gli sposi. E se il galateo dice che tutto questo ritmo non è consono al ricevimento, poco importa: è il vostro matrimonio e la legge in fatto di stile, almeno per oggi, la dettate voi.

DA STYLE.IT

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