Angelo Garini, l'architetto dei matrimoni

di Lorena Sironi 

Come organizzare un matrimonio da favola all'insegna della raffinatezza e del bon ton? Ce lo spiega Angelo Garini maestro nell'arte del ricevere e indiscusso re dei matrimoni di stile  

Lorena Sironi

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La sua citazione preferita è "Quantum in me erit prestabo" ovvero: farò tutto quello che posso per aiutarti. Questo la dice lunga su Angelo Garini, eclettico e poliedrico creativo dell'immagine e dell'arte del ricevere. La sua passione per la decorazione, per i fiori e per il life-style si esprimono in eventi dalle scenografie indimenticabili, in matrimoni di indiscussa eleganza e raffinatezza, sempre ricchi di gioia e di raggiante stupore.

Con Angelo, grande architetto e comunicatore, inaugureremo una rubrica in cui ci svelerà i segreti su come organizzare un matrimonio di stile partendo dalla scelta della location per il ricevimento. E affinché nulla sia lasciato al caso Annagemma Lascari ci spiegherà il dress code della sposa, perfetto per l'occasione. Perché anche la scelta del look deve non può prescindere dalla scenografia delle nozze!

Nasci architetto: come si concilia con la professione di wedding planner con cui l'Italia intera ti ha conosciuto sul grande schermo?

Il mio concetto dell'arte di vivere o per meglio dire: la mia idea di trasformare la propria vita in un'opera d'arte, non può prescindere dal vivere con stile e amore per la bellezza, ogni situazione della giornata.

Che si tratti di preparare il vassoio per la colazione del mattino, una tavola per una cena tra amici, la scenografia di un matrimonio, tutto parte da una sensibilità agli equilibri che creano serenità in chi li percepisce.

Lo stesso discorso vale quando si progetta una casa o un giardino. Da parte mia, quindi, non c'è differenza nello svolgere la mia attività di architetto o quella di progettista dell'evento.

Mi piace meno essere definito un wedding planner, perchè, oggi, nell'accezione comune, il termine evoca spesso una visione televisiva di questa professione, con rimandi al mondo del cinema americano.

È vero che per alcuni anni ho condotto con grande soddisfazione il programma Wedding Planner, cosa che mi ha fatto conoscere ai più, ma ora cerco nuovi modi di comunicazione, che, seppur fossero ancora televisivi, dovrebbero raccontare di più gli aspetti che sono alla base della genesi di un progetto. Mi piace condividere la storia della arti applicate, che sono quelle che hanno portato nei secoli a definire lo stile, le norme comportamentali, le regole della buona società. Mi piace poi sempre ricordare, con orgoglio tutto italiano, che, contrariamente a quanto si pensi, questa professione non nasce in America, ma proprio in Italia. Cito un esempio tra tanti, il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza e Isabella D'Aragona, organizzato da Leonardo Da Vinci. Ecco, ora mi piacerebbe raccontare un po' di più questi aspetti del mio lavoro e questa sarebbe forse la quadratura del cerchio, che metterebbe in perfetta relazione il mio essere architetto e la mia esperienza televisiva.

Architetto, interior designer e wedding planner. Qual è il fil rouge che accomuna queste tre professioni?

Ciò che accomuna i diversi campi d'azione nei quali mi muovo è sempre la realizzazione di ciò che fa parte delle mie passioni e della mia storia. È un concetto di "arte di vivere" che parte dall'amore per tutto ciò che è bello inteso come elemento che costituisce un equilibrio nel quale stare bene. Parto dal presupposto che tutto si percepisca come un'emozione, quindi posso creare emozioni attraverso la realizzazione di uno spazio per vivere o per accogliere o attraverso la messa in scena di un evento, ma anche semplicemente realizzando una tavola scenografica. La tavola, in particolare è per me una vera e propria "architettura da camera" e punto di partenza o di arrivo per raggiungere altri ambiti: dalla tavola si arriva alla casa, dalla casa all'evento e da questo ancora alla tavola.

Da sempre poi amo la casa come spazio dove stare con le persone più care e con gli amici. E come spazio intimo dove sviluppare le mie passioni. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente stimolante, colto e raffinato al tempo stesso. Mio nonno era un grande architetto del '900 e mi ha insegnato i primi rudimenti di storia dell'arte, la nonna era una creativa che amava sperimentare con me, varie tecniche decorative, dal disegno alla pittura, al collage. Nella loro villa al lago ho imparato a riconoscere e ad amare i fiori e ho apprezzato l'arte del ricevere e della conversazione, quando i nonni ricevevano ospiti e io, bambino, ascoltavo i racconti di personaggi che potevano essere scrittori, medici, industriali, ma tutti appassionati collezionisti d'arte.

Insomma, il mio lavoro, o meglio, i miei lavori, altro non sono che la naturale emanazione di ciò che mi appassiona.

In cosa consiste, esattamente, la tua attività di wedding planner?

Mi piace sempre spiegare che mi considero un architetto dell'evento più che un wedding planner, Questo proprio perché il mio approccio al matrimonio è di tipo progettuale.

Il mio lavoro, infatti, parte proprio dall'analisi degli spazi che sono coinvolti nell'evento, per poterne evidenziare i punti di forza e per poter studiare una decorazione o un'intera scenografia, che crei quell'emozione di cui parlavo prima.

La conoscenza della storia delle arti applicate è fondamentale, così come la conoscenza di cosa vuol dire ricevere a un certo livello. Mi immedesimo ogni volta, con i futuri sposi e mi assumo il ruolo di "padrone di casa" che pensa a tutto ciò che potrebbe divertire ed emozionare i suoi ospiti.

Quali sono le richieste più frequenti da parte delle coppie che si rivolgono a te?

I futuri sposi desiderano sempre, che il loro matrimonio sia unico e indimenticabile per tutti. Cercano creatività e stile, ma anche un supporto per affrontare al meglio i mille dubbi che vengono nel percorso dei preparativi. Vogliono che il loro evento sia una festa che faccia sentire tutti nel migliore dei modi. Desiderano un luogo particolare ma a misura d'uomo, che sia la loro casa per quel giorno: ecco perché ho deciso di aprire le porte della mia villa sul Lago Maggiore, per l'organizzazione dei miei matrimoni più esclusivi immersi nella vera atmosfera di casa Garini Bianchetti. Si tratta di un luogo magico che amo moltissimo, splendidamente affacciato sull'acqua.

Su cosa non transigi nell'organizzazione di un matrimonio?

Nella scaletta dei tempi, nessuno più desidera trascorrere ore seduto a banchettare, la dinamica dell'evento deve essere fluida e scorrevole

Cosa, invece, non può mancare?

Fiori e candele sui tavoli, che creano atmosfera e rendono prezioso qualunque convivio

Quali sono le coppie che si rivolgono a te?

Sono coppie giovani, dinamiche e sempre molto simpatiche, in alcuni casi poi ho il piacere di collaborare con la "mamma della sposa", figura che oggi, è sempre rappresentata da una signora giovane, di buon gusto e abituata a ricevere e con la quale è sempre divertente e interessante confrontarsi.

Il primo appuntamento con i futuri sposi. Come si sviluppa?

Il primo appuntamento è una chiacchierata leggera  e senza alcun impegno ( né costo...) da parte degli sposi, nella quale ci si conosce e si valutano le richieste della coppia e le loro aspettative e si danno tutte le informazioni, anche di tipo "tecnico" su come procedere. Dopo quella chiacchierata, lascio agli sposi il tempo di riflettere per prendere una decisione sull'attuazione della nostra collaborazione.

Vedo molte coppie, non tutte però diventano miei clienti, alcuni prendono altre strade, molti decidono invece di affidare a me l'incarico professionale.

Con quanto anticipo è necessario contattarti?

Solitamente gli sposi si rivolgono a me 10 o 12 mesi prima della data fissata, ma da parte mia non ho problemi ad organizzare grandi eventi in tempi brevi, mi è successo più volte e i risultati sono stati sempre ottimi.

Budget: è possibile organizzare un matrimonio elegante e raffinato senza spendere cifre folli?

Assolutamente si, e io stesso lo faccio, suggerendo soluzioni e allestimenti che rispettino il budget degli sposi.

Qual è il punto di partenza per l'organizzazione di un evento.

Sempre lo studio della location e del luogo della cerimonia, che segue la raccolta delle richieste da parte degli sposi.

Come gestisci richieste un po' kitsch o comunque non in linea con la tua filosofia?

Devo dire, in tutta sincerità, che non mi sono mai capitate richieste particolari o non accettabili.

Hai organizzato diversi matrimoni da sogno. Ci racconti un aneddoto divertente o particolare?

Ricordo con piacere tanti momenti legati ai matrimoni che ho organizzato, momenti di gioia e di emozioni che hanno fatto nascere grandi amicizie che durano nel tempo. In particolare, in merito ad un matrimonio organizzato a Capri ricordo che, a causa della folla crescente di curiosi che stazionavano in piazzetta per assistere alla sfilata degli ospiti, in entrata e in uscita dalla chiesa, abbiamo dovuto richiedere l'intervento dei vigili, per consentire il passaggio degli sposi.

Un altro momento divertente invece l'ho vissuto a Parigi, dove mi capita spesso di lavorare, in occasione della consegna del bouquet della sposa, finito erroneamente a casa di una famosissima attrice, cliente dello stesso negozio dove lo avevo commissionato.

I "si" e i "no" del matrimonio perfetto ai giorni nostri.

In linea di massima restano quelli di sempre, una regola vale per tutte: mai ostentare, mai strafare, meglio un dettaglio in meno che una di troppo.

Bon-ton per te è…

Un modo di essere se stessi, nel rispetto degli altri e della loro sensibilità, senza artifici o maschere di alcun genere.

Per non farti mancare nulla sei anche editore di una rivista: "Immagina ". Ce la racconti?

Hai ragione, spesso mi chiedo anch'io dove trovo il tempo per far tutto. Ma è la passione che mi muove, come ho ripetuto spesso, ed è per questo che ho deciso di affrontare, ormai tre anni fa, questa nuova sfida. Immagina è un periodico trimestrale, che racconta il mio mondo e, stagione per stagione, suggerisce idee per l'allestimento della casa, per la decorazione della tavola, per la realizzazione dei momenti di festa e naturalmente, per la messa in scena del matrimonio.

La rivista presenta situazioni e scenografie, attraverso una ricca sequenza di fotografie e dà suggerimenti anche per la preparazione di un dolce o per la scelta di un libro o di una meta di viaggio. Dà spazio ai collezionisti e presenta musei, mostre, artisti... Insomma, si tratta di un vero e proprio "libro" che si rinnova ad ogni stagione e che accompagna il lettore attraverso suggestioni, immagini e consigli.

La tua citazione preferita.

"Quantum in me erit prestabo" che significa: farò tutto quello che posso per aiutarti."

www.gariniimmagina.com

 

DA STYLE.IT

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