Buonissimi, invitanti e benaugurali. Ecco a voi i confetti!

di Francesca Favotto 

Sono loro i primi a dare l'annuncio del matrimonio, i primi ad essere portati di casa in casa insieme alle partecipazioni e i primi ad essere cercati sui tavoli del ricevimento: sono i confetti, piccoli grandi protagonisti delle nozze dal cuore tutto dolce. Ecco la loro storia e tradizione.

Francesca Favotto

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Sono piccoli, eppure grandi protagonisti del matrimonio. Sono tanti, eppure sembra non bastino mai, costringendo gli sposi a scorte esagerate, per far sì che non manchino mai durante la festa. Ormai l'avrete capito: stiamo parlando dei confetti, i piccoli dolcetti dal cuore di mandorla o cioccolato, capace di far deporre le armi anche al meno goloso degli invitati o alla zia perennemente a dieta. Perché, si sa, i confetti sono buonissimi, invitanti (uno tira l'altro, ahinoi!) e portano bene.

Schiacciati e ovali o tondeggianti e ripieni, ai matrimoni oltre al classico bianco, se ne vedono ormai di tutti i colori, letteralmente. In Italia, la tradizione confettaria coincide con la città abruzzese di Sulmona, in provincia de L'Aquila, grande esportatrice di confetti in tutto il mondo, ma l'origine di questi dolci beneauguranti va ricercata molto più indietro nel tempo. Pare che il primo confetto sia nato con scopi curativi, inventato da un arabo di nome Al Razi, che ebbe l'intuizione di ricoprire il medicinale con un guscio dolce per renderlo più gradevole. Ma secondo alcuni storici, il confetto veniva già utilizzato per festeggiare nascite e matrimoni ai tempi degli antichi Romani: allora venivano preparati, impastando mandorle, miele e farina. Da sempre simbolo di prosperità, felicità e abbondanza, nell'antichità era usanza che gli invitati portassero i confetti agli sposi, come augurio di un futuro propizio, ma nel tempo grazie alla diffusione dei confetti tra le classi più abbienti, cambiò anche la tradizione, diventando quella che è oggi, ovvero gli sposi che li donano ai loro invitati.

L'avvento dei confetti come li conosciamo oggi, però, la dobbiamo all'introduzione dello zucchero in Europa, importato dalle Indie Occidentali, avvenuta nel tardo Quattrocento, una scoperta che spodestò il miele nel processo di dolcificazione e che venne utilizzata poi nel processo di produzione del rivestimento indurito. Contestualmente alla nascita dei confetti, avviene anche quella delle bomboniere, dalla tradizione di conservare i confetti in preziosi cofanetti. L'etimologia del termine, infatti, va fatta risalire al francese 'bon bon', ovvero un piccolo contenitore, cesellato da orafi di prestigio, che i nobili ostentavano con orgoglio. Da qui, l'usanza di utilizzarle per accompagnare i lieti eventi della vita, come nascite, matrimoni e festeggiamenti importanti.

E ora veniamo ai confetti, protagonisti del matrimonio: anche in questo caso, simbolo di buon auspicio, venivano lanciati agli sposi all'uscita da chiesa insieme al riso e ai petali, ma invece che avere l'anima di mandorla, contenevano un seme di coriandolo. Per questo motivo, in molte lingue straniere oggi la parola 'Confetti' significa proprio coriandoli, i piccoli pezzettini di carta che si lanciano durante le feste. Per la tradizione, il confetto nuziale dev'essere di colore bianco, per richiamare la purezza della sposa, ma col mutamento dei tempi e del ruolo sociale della stessa, oggi se ne vedono anche in tonalità pastello o intonati al colore tema del matrimonio. In ogni caso, la tradizione vuole che i confetti nella bomboniera siano cinque, dispari come augurio di fertilità alla coppia, che non resti a lungo solo pari e come i doni della vita: salute, fertilità, longevità, felicità, ricchezza. Il galateo vuole poi che i confetti vengano confezionati in un sacchettino di tulle o pizzo, che richiami magari il vestito della sposa, e nel quale si trovi un cartoncino con il nome della sposa e dello sposo, senza i cognomi, e la data del matrimonio.

Oggi si usa anche fare la confettata, ovvero un tavolo tutto dedicato ai più svariati tipi e gusti di confetto, da quelli alla banana, passando per quelli al caffè fino a quelli aromatizzati alla rosa, dove serviti in varie ciotole, gli invitati più golosi potranno assaggiarli e degustarli liberamente. A rischio e pericolo degli sposi, a cui converrà invitare alla moderazione, per evitare indigestioni e non avere alcuni degli ospiti sulla coscienza.

DA STYLE.IT

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