Sposi a capodanno

di Marianna Peluso 

Trasformare un ricevimento nuziale in un veglione di capodanno. Amore, amici e felicità: esiste un modo migliore per augurarsi buon anno?

Marianna Peluso

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Mirko e Laura sono così, come noi, come i ragazzi della porta accanto. Per loro "matrimonio" non significa essere i protagonisti in esclusiva di una serata intera, ma significa fare festa con parenti e amici (230 per la precisione), significa amore, condivisione e allegria. Proprio per questo hanno deciso di organizzare le loro nozze il 31 dicembre, perché «a un certo punto della serata, la gente si dimentica che è un matrimonio e si festeggia capodanno insieme, quindi tutti diventano protagonisti insieme a noi».

Un ricevimento che cambia veste in corso d'opera, aprendo le porte alla guest star della serata: il 2013. Le usanze matrimoniali si combinano con la notte dell'ultimo dell'anno, abbinando il pungitopo al bouquet e il bacio davanti all'altare coi baci sotto al vischio.

Qualche spunto di stile da annotare e da copiare, per i lettori che saranno i futuri "sposi a capodanno": chiesa e location addobbate a tema con decorazioni floreali di Stelle di Natale e il bianco scalzato (o interrotto, per chi vuole essere morigerato) dal rosso. In più, se la tradizione vuole che la sposa indossi qualcosa di vecchio, di nuovo, di prestato, di regalato e di blu, la sposa del 31 dicembre deve aggiungere alla lista anche qualcosa di rosso.

«Il rosso è il mio colore preferito ed è anche la tonalità della notte di San Silvestro, quindi ho pensato a partecipazioni scritte su cartoncino rosso, a nastri rossi per le bomboniere, a un dettaglio rosso tra i capelli...» spiega Laura, perché «non sono una sposa da bianco avorio candido. Almeno, non solo».

Aperitivo a buffet, a seguire cena placé e il taglio della torta. E dopo mezzanotte… cotechino e lenticchie, come augurio tout court per tanta fortuna e prosperità . Dall'happy hour del 31 dicembre fino alla colazione dell'indomani (anche il breakfast del 1° gennaio è incluso e preparato dal catering di Villa Gritti di San Bonifacio, in provincia di Verona) sempre insieme, tra un ballo e l'altro, dal tramonto all'alba.

C'è chi avrebbe paura di mischiare temi ed elementi come in questo caso, associando amore e baldoria, sacro e profano, ma loro no, tutt'altro: «i motivi per cui abbiamo scelto di sposarci a capodanno sono fondamentalmente tre: 1- non essere al centro dell'attenzione per tutto il tempo 2- organizzare una mega-festa per i nostri amici (non si sa mai davvero cosa fare a capodanno… quest'anno abbiamo organizzato tutto noi, dando più di un ottimo motivo per cui esserci!) 3- riunire tutti gli amici e i parenti, di tutte le età, per una serata trans-generazionale». Le parole di Mirko sanno di buono, di canti con la chitarra intorno al fuoco, di passeggiate in montagna e di stelle cadenti da guardare a pancia in su.

E come bomboniera? Sarà mica un calendario (giusto per restare a tema)? «Una marmellata fatta a mano, preparata con la frutta coltivata nelle terre confiscate alla mafia. Tutto il ricavato è devoluto all'associazione LIBERA». Un anno carico di speranze, con piccoli gesti di bontà, distribuiti come buoni auspici collettivi. E speriamo che tutto questo amore sia contagioso e che resti indelebile sulla pelle di chi sarà presente, tra le mani di chi ne ha scritto o ne scriverà e tra le ciglia di chi ha letto fino a quest'ultima riga. Buon anno (d'amore) a tutti!

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