Confetti al matrimonio: tra storia e tradizione

di Francesca Favotto 

Sono piccoli, gustosi, colorati e beneauguranti: tutto in un confetto. Cosa volere di più? Ecco la storia e la tradizione dei piccoli dolci dal cuore di mandorla o cioccolato, protagonisti del matrimonio.

Francesca Favotto

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Foto di Moumou Photography
- http://www.moumouphotography.it/

Foto di Moumou Photography - http://www.moumouphotography.it/

C'è chi li ama, ne va ghiotto e ne consuma a quintali nel giro di poche ore; chi, invece, non ne va matto e prende i canonici cinque, senza nemmeno assaggiarne uno. Che sia uno o l'altro caso, non devono mancare mai, a nessun matrimonio: stiamo parlando dei confetti, i piccoli dolcetti dal cuore di mandorla o cioccolato, oggi disponibili anche in più versioni, dal gusto banana alla papaya, dal pistacchio al caffè. In Italia, la città che ne detiene la paternità per la lunga tradizione confettaria è Sulmona, in provincia de L'Aquila, in Abruzzo.

Ma come sono nati i confetti? Pare che il primo confetto sia stato creato con scopi curativi, inventato da un arabo di nome Al Razi, che ebbe l'intuizione di ricoprire il medicinale con un guscio dolce per renderlo più gradevole. Ma già gli antichi Romani li utilizzavano per gli stessi scopi per cui li utilizziamo noi oggi, ovvero festeggiare nascite e matrimoni, però a quei tempi erano gli invitati a portare i confetti agli sposi, come augurio di un futuro propizio.

È solo nel tardo Quattrocento però che nascono i confetti nella forma classica che tutti conosciamo, grazie all'introduzione dello zucchero in Europa, importato dalle Indie Occidentali, utilizzato poi nel processo di produzione del rivestimento indurito. Contestualmente alla nascita dei confetti, avviene anche quella delle bomboniere, dalla tradizione di conservare i confetti in preziosi cofanetti. L'etimologia del termine, infatti, va fatta risalire al francese'bon bon', ovvero un piccolo contenitore, cesellato da orafi di prestigio, che i nobili ostentavano con orgoglio. Da qui, l'usanza di utilizzarle per accompagnare i lieti eventi della vita, come nascite, matrimoni e festeggiamenti importanti.

E come sono diventati protagonisti del matrimonio? Secoli fa, venivano lanciati agli sposi all'uscita da chiesa insieme al riso e ai petali, ma invece che avere l'anima di mandorla, contenevano un seme di coriandolo. Per questo motivo, in molte lingue straniere oggi la parola 'confetti' significa proprio coriandoli, i piccoli pezzettini di carta che si lanciano durante le feste. Per tradizione, nella bomboniera i confetti devono essere cinque, dispari come augurio di fertilità alla coppia, che non resti a lungo solo in due, e come i doni della vita: salute, fertilità, longevità, felicità, ricchezza. Il galateo vuole poi che i confetti vengano confezionati in un sacchettino di tulle o pizzo, che richiami magari il vestito della sposa, e nel quale si trovi un cartoncino con il nome della sposa e dello sposo, senza i cognomi, e la data del matrimonio.

Di gran moda, oggi è la confettata, ovvero un tavolo tutto dedicato ai più svariati tipi e gusti di confetto, da quelli alla banana, passando per quelli al caffè fino a quelli aromatizzati alla rosa, dove serviti in varie ciotole, gli invitati più golosi potranno assaggiarli e degustarli liberamente.

Foto:Moumou Photography

Leggete anche > Buonissimi, invitanti e beneaugurali. Ecco a voi i confetti!

DA STYLE.IT

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