Richard Gere: «Mia moglie adora Ryan Gosling»

di Laura Frigerio 

E' stato un sex symbol per più di una generazione, ma non ha alcuna paura di passare il suo scettro. Stiamo parlando di Richard Gere, al 6° Roma Film Fest per ritirare uno speciale premio Marc'Aurelio

Laura Frigerio

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foto GettyImages

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«Amo l'Italia e amo Roma. Pensate che è stato proprio qui che ho ricevuto il mio primo premio internazionale, ovvero il David di Donatello per Days of Heaven di Terrence Malick».
A parlare è Richard Gere, special guest al 6° Festival Internazionale del Film di Roma, che ha deciso di attribuirgli uno speciale Marc'Aurelio per la sua carriera di attore. «Amo fare l'attore, ma senza troppe aspettative: per me è più importante la vita. Sono umile nei confronti di quello che faccio e, a dire la verità, non credo di essere un granché» - afferma, a sorpresa - «Non mi sono mai reso conto di essere un sex-symbol, non è la mia realtà. Le etichette non significano nulla per me e vorrei che gli altri si rendessero conto che quello dell'attore è semplicemente un lavoro».
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Quando gli si chiede su quale nome della nuova generazione punta in maniera particolare lui non ha dubbi: «Penso che Ryan Gosling sia straordinario e mia moglie lo adora!».
Insomma, il caro Richard pare non abbia alcuna paura a passare lo scettro, perché per lui le cose che contano sono altre: «Al primo posto metto mio figlio, la mia famiglia e i miei maestri spirituali».
Ricordiamo che l'attore ha abbracciato da tempo la religione buddista: «Per me il buddismo è un mezzo, che mi permette di raggiungere il mio obiettivo ovvero la libertà».
E come si fa a raggiungere la libertà nell'attuale situazione socio-economica?
Richard ha una risposta anche per questo: «Qualche tempo fa ho visto il film Inside Job, che mi ha particolarmente colpito perché mostrava chiaramente non solo come si arrivava ad una determinata situazione, ma anche come i responsabili della crisi fossero quelli che continuavano a fare carriera. Si può dire che i più deboli siano stati stuprati da questa avidità».
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