«Jean-Jacques Annaud? Lo chiamiamo Wikipedia»

di Laura Frigerio 

Tahar Rahim, protagonista de Il Principe del Deserto, racconta com'è stato lavorare con il grande regista francese

Laura Frigerio

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foto LaPresse

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Bianco e nero a colori, Il nome della rosa, L'orso, L'amante, Sette anni in Tibet sono solo alcuni dei successi del regista francese Jean-Jacques Annaud, che ora torna con Il Principe del Deserto, nelle sale dal 23 dicembre.

Il film, ambientato nell'Arabia del XX secolo, racconta la storia di un patto antico infranto per colpa del petrolio, di due famiglie dal destino incrociato e di un giovane il cui cammino di crescita passa dalle lettere alle armi.

Protagonista è Tahar Rahim, che il grande pubblico ha conosciuto grazie al pluripremiato Il profeta. «Jean-Jacques Annaud è un grande regista, che lavora con passione conoscendo bene la materia. Pensate che sul set lo chiamavamo Wikipedia!» - racconta l'attore francese di origine algerina - «Trovo questo film magnifico, soprattutto perchè artigianale: cosa sempre più rara nel cinema di oggi. Un altro regista, al posto suo, avrebbe fatto largo uso di green screen e computer grafica».

Ma anche Annaud ha solo belle parole per descrivere Tahar: «E' importante lavorare con attori che non dimentichino cose come la responsabilità e soprattutto la sensibilità. Per il ruolo di Auda, così sfaccettato, ci voleva un cuore messo al posto giusto e Tahar ce l'ha».

Questa reciproca stima si tradurrà con la continuazione della collaborazione tra i due? Staremo a vedere, intanto al momento sappiamo solo che Jean-Jacques Annaud sta lavorando ad un nuovo film ambientato in Mongolia ai tempi della rivoluzione culturale, mentre Tahar Rahim è impegnato sul set di Aimer à perdre la raison con il regista Joachim Lafosse.


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