Leonardo Pieraccioni: «Felicità? Meglio il tepore della serenità»

di Laura Frigerio 

L'attore e regista toscano presenta Finalmente la felicità e parla di famiglia, ricerca dell'equilibrio, spettro dei 50 anni...

Laura Frigerio

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E' un Leonardo Pieraccioni più dolce e 'morbido' quello che sta girando per lo stivale a presentare Finalmente la felicità , film che (ancora una volta) l'ha visto impegnato sia dietro che davanti la macchina da presa.

Leonardo stavolta veste i panni di Benedetto, insegnante di musica di Lucca, la cui vita viene travolta dall'arrivo inaspettato di Luna, una ragazza dalla bellezza mozzafiato che la madre (scomparsa da poco) aveva anni prima adottato a distanza.
A interpretarla è Ariadna Romero, al suo esordio sul grande schermo. Nel cast troviamo anche Thyago Alves, Rocco Papaleo e Michela Andreozzi.

«Io e Giovanni Veronesi ci siamo divertiti a scrivere questa storia. Ci siamo buttati con bungee jumping, senza verificare se l'imbracatura era ben stretta. Forse perchè l'abbiamo scritto in un momento di relax per entrambi» - racconta il regista e attore toscano, riferendosi ovviamente alla sua vita privata arricchita da due nuovi gioielli, ovvero la compagna Laura Torrisi e la figlia Martina. Infatti ammette: «Ora sono decisamente più rilassato di un tempo, perchè ho una vita intorno che mi fa stare bene, ho la mia figliola. Non avrei mai pensato che un esserino che fa in continuazione i bisognini avrebbe potuto darmi così tanta gioia!».

Che abbia definitivamente trovato il suo equilibrio, ora che i 50 anni si avvicinano? «A parte che mancano ancora tre anni prima di arrivarci, però devo dire che ancora non mi sembra vero, perchè il tempo è passato così velocemente! Però, devo ammettere che lo sento, perchè sono diventato un frequentatore del colesterolo e stamattina mi sono persino ritrovato a tingermi la barba. Questo è decisamente un campanello d'allarme!»

E sulla tanto ambita felicità, che cita anche nel titolo del suo film dice: «La felicità, in fondo, potrebbe essere anche troppo. Forse è meglio il tepore della serenità, con i suoi 21 gradi».

Da Vanity


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